Cardinale Giacomo Guala Bicchieri


Cardinale Giacomo Guala Bicchieri

Informazioni

Lo stemma del cardinale Giacomo Guala Bicchieri (o Bicheri, o Beccaria) che troviamo rappresentato in diversi contesti a partire dall’ex Spedale di Sant’Andrea di Vercelli (in forme del XIX secolo) è da considerarsi apocrifo, la famiglia adotterà solo molto tempo dopo il periodo in cui visse il porporato le figure “parlanti” dei tre bicchieri neri (ossia: “d’argento alla fascia di rosso accompagnata da tre bicchieri di nero”) o di vetro pieni per metà di vino porporino.

Secondo alcuni araldisti inizialmente non si trattava di tre “bicchieri”, ma di tre pezzi di vajo rosso (“d’argento, alla fascia accompagnata da tre pezzi di vaio, il tutto di rosso”).

In ogni caso, in ambito ecclesiastico, gli stemmi anteriori gli inizi del secolo XIII sono da ritenersi assolutamente “prearaldici”.

Giacomo Guala Beccaria nacque a Vercelli nel 1150, e presto entrò nella Congregazione dei Canonici Regolari di San Pietro di Pavia, si laureò in Diritto a Bologna e fu canonico del Capitolo della cattedrale di Sant’Eusebio di Vercelli.

 

Nel 1205 papa Innocenzo III lo elevò al rango di cardinale-diacono, col titolo di Santa Maria al Portico di Ottavia, e Legato Pontificio in Francia nel 1208.

 

Nel 1211 adottò il titolo di cardinale-prete dei Santi Silvestro e Martino ai Monti.

 

Nel 1216 il papa lo inviò come Legato in Inghilterra per provare a dirimere la sanguinosa questione della guerra civile, che ostacolava il progetto di papa Segni per la Crociata.

Al suo arrivo in Inghilterra il Legato trovò i baroni che tentavano di rovesciare re Giovanni “Senza Terra”, appoggiati dal futuro Luigi VIII di Francia, e l’assenza del primate l’arcivescovo Stephen Langton di Canterbury, sospeso e costretto all’esilio.

 

Alla morte del re Giovanni, il cardinale Guala fu nominato tra i due tutori (insieme a Guglielmo “il Maresciallo”) del giovane principe ed erede al trono Enrico III, il quale gli sarà grato al punto da affidargli l’abbazia di St. Andrew’s di Chesterton, le cui rendite furono successivamente utilizzate per fondare l’omonima basilica a Vercelli.

 

La figura del legato pontificio fu determinante per stabilizzare la situazione dopo la fine della guerra e per la nuova stesura della Magna Charta.

 

Tornato in Italia nel 1219, dopo la firma del trattato di Lambeth che poneva fine ai dissidi inglesi, fondò nella sua città natale l’imponente basilica di Sant’Andrea e l’attiguo ospedale, che saranno inaugurati – dopo soli 8 anni dalla posa della prima pietra – nell’anno della sua morte, il 1227. Si tratta di uno dei primi edifici in stile gotico in Italia, al quale si sostiene abbia lavorato anche il celebre architetto Benedetto Antelami (autore del Battistero e del campanile della cattedrale di Parma).

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

 

Patriziato Subalpino A. Manno, Torino 1895-1906, ed. online Vivant a cura di A. Scordo

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Altre immagini



Profilo araldico


“D’argento alla fascia di rosso accompagnata da tre bicchieri di nero”

Oggetti dello stemma:
bicchiere
Pezze onorevoli dello scudo:
fascia
Attributi araldici:
accompagnato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,