Zerba


Comune di Zerba – (PC)

Informazioni

  • Codice Catastale: M165
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 94
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Zerba è un piccolissimo Comune della provincia di Piacenza, nella Valle del Trebbia caratterizzato a un paesaggio aspro e boscoso. Di origine antichissima (in loco sono stati ritrovati numerosi reperti dell’età del bronzo).

Nella dizione locale il toponimo “Sèrba” riflette la voce gerbo, o gerba, ‘sterpeto, luogo incolto’. Secondo la leggenda fu  fondata nel 218 da alcuni soldati cartaginesi al seguito di Annibale, rifugiatisi nella zona dopo la battaglia del Trebbia, e ricorderebbe la loro isola di origine: Djerba.

Il capoluogo è formato da diverse borgate: Villa Soprana, Villa Lisamara, Villa Stana, Villa Scarbione (dove ha sede il municipio) e Villa Fontana con il vicino castello di Zerba che dà il nome al Comune.

Nel 615, il territorio era diviso tra l’abbazia di San Colombano di Bobbio e a quella di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia e, dal 1000, soggetto al vescovo di Bobbio, dipendente dalla vicina Ottone.

Nel 1164, l’imperatore Federico Barbarossa infeudò la contea di Ottone a Obizzo Malaspina e, per complesse vicende famigliari, nel 1266 si ritrovò aggregata al marchesato di Pregola dei Malaspina (del ramo “dello Spino Secco”), che lo mantennero (con alcune parentesi) fino alla soppressione dei feudi del 1797.

Nel 1814, venne creata la Provincia ligure di Bobbio, nella quale la contea di Ottone venne compresa, nel 1848 un parte della provincia viene assegnata al Piemonte dei Savoia, e nel 1859 il Circondario di Bobbio venne unito alla Provincia (lombarda) di Pavia, solo nel 1923 il Comune di Zerba, con il territorio di Bobbio, viene assegnato alla Provincia (emiliana) di Piacenza.

Lo stemma è stato concesso con DPR del 20 ottobre 1953 dove si blasona: “Bandato di rosso e d’argento, ad uno spino di verde fiorito di argento di cinque pezzi, nodrito sulla cima mediana di un monte (3) di verde all’italiana nascente dalla punta”.

Lo spino fiorito e il monte simboleggiano la posizione e la natura impervia del luogo, ma sono anche un evidente riferimento all’emblema Malaspina (del ramo “dello Spino Fiorito” che porta: “Troncato d’oro e di rosso, allo spino di nero fiorito d’argento attraversante”) anche se la versione in uso lo ha reso abbastanza dissimile dall’originale dinastico. Il campo “bandato” rosso e argento, curiosamente molto somigliante a quello di un ramo dei Fieschi di Genova (ma non siamo a conoscenza di connessioni con quella famiglia) allude forse ai colori civici del capoluogo provinciale1, ripresi dal gonfalone di Sant’Antonino di Piacenza.

Il 10 ottobre 1925 presso il palazzo municipale di Genova si tenne una cerimonia durante la quale l’amministrazione comunale del capoluogo ligure donò un gonfalone ad ognuno (disegnato da Giuseppe Mazzoni) ai tre Comuni dell’Alta Val Trebbia: Ottone, Cerignale e Zerba. Il dono era un auspicio ché si realizzasse la definitiva annessione dei tre centri alla provincia genovese; ciò doveva avvenire con apposita proposta di legge, all’epoca già approvata dalla Camera dei Deputati e in attesa della sanzione definitiva del Senato.
Storicamente i tre Comuni erano infatti appartenuti per secoli al territorio della Repubblica di Genova, successivamente all’annessione di questa ai domini sabaudi (nel 1815) erano stati compresi (insieme ad altri cinque comuni facenti parte del Mandamento di Ottone) nel Circondario di Bobbio, a sua volta parte della Provincia di Pavia; già nel 1866 la Provincia di Genova chiedeva che le venisse ceduto, per via dei legami culturali ed economici esistenti, il Mandamento di Ottone ma, con decreto dell’8 luglio 1923, il Circondario fu invece unito alla Provincia di Piacenza e solo cinque degli otto Comuni originari del Mandamento furono uniti alla provincia genovese. Ottone, Cerignale e Zerba passarono, con il rimanente Circondario bobbiese, a Piacenza. Questo fatto provocò l’immediato invio di un ricorso da parte dei tre Comuni al Ministero degli Interni, ricorso in cui essi illustravano le ragioni economiche, culturali e storiche in base alle quali dovevano venir compresi nella Provincia del capoluogo ligure. In ogni caso sia il ricorso del 1923 che il conseguente progetto di legge del 1925 si risolsero in un nulla di fatto; ancora nel 2012 si è tenuta una consultazione ad Ottone per decidere, dopo la ventilata ipotesi dell’abolizione della Provincia di Piacenza, a quale Provincia dovesse appartenere il Comune; con una partecipazione solo del 34% degli abitanti circa i due terzi di essi hanno optato per il passaggio alla nuova Città metropolitana di Genova.

Il gonfalone “genovese” di Zerba si blasona: “partito, nel primo d’argento alla torre di rosso sormontata da un volo di nero, nel secondo d’azzurro a monte di tre colli di verde. capo di Genova”.

Nota di Massimo Ghirardi

(1): da notare che anche Pavia ha gli stessi colori blasonici.

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p. 846.

AA.VV. STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003, pp. 125/440.

Romolotti (Giuseppe). STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972, p. 246.

Cafferini (Leonardo). PIACENZA E LA SUA PROVINCIA. Provincia di Piacenza, 2005, pp. 339-341.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Dipartimento di Araldica Pubblica

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Bandato di rosso e d’argento, ad uno spino di verde fiorito di argento di cinque pezzi, nodrito sulla cima mediana di un monte(3) di verde all’italiana uscente dalla punta. Ornamenti esteriori del Comune”.

Colori dello scudo:
argento, oro
Partizioni:
bandato

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo trinciato di rosso e di bianco, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopradescritto con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Zerba”.

Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: trinciato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 20/10/1953