Vo’


Comune di Vo’ – (PD)

Informazioni

  • Codice Catastale: M103
  • Codice Istat:
  • CAP: 35030
  • Numero abitanti: 3396
  • Nome abitanti: voiensi
  • Altitudine: 19
  • Superficie: 19
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 20.0

Storia dello stemma e del comune

Da “vadum”, guado, passaggio tra gli acquitrini che un tempo caratterizzavano la parte bassa del territorio, trarrebbe il nome il Comune di Vo’ e probabilmente questo è il significato che si è voluto dare alla banda argento dello stemma civico.

 

Altrimenti la pezza araldica potrebbe rappresentare le due parti collinare e pianeggiante, in cui si sviluppa il territorio municipale.

 

La fascia azzurra simboleggerebbe il fiume Bisatto che scorre verso Lozzo Atestino. Il corso d’acqua ebbe notevole rilevanza nel medioevo durante le guerre tra Vicentini e Padovani. Esso fu

inoltre via di comunicazione assai importante durante la dominazione della Serenissima (1405-1797).

 

Tutta la rimanente parte superiore dello scudo è giustamente riservata ad evidenziare la fiorente economia rurale con coltivazione di grano in pianura e di uva in collina.

 

Quest’ultima trova a Vo’ le condizioni climatiche ottimali (produzioni di vini assai pregiati: bianchi, rossi e moscati).

 

Esiste anche in zona un’importante Cantina Sociale tra le più attrezzate della provincia.

 

Nella terza domenica di settembre si svolge in questo centro la caratteristica “Fiera dell’uva”, con diverse manifestazioni a carattere folkloristico.

 

L’emblema corrisponde a quello usato da moltissimi anni dall’ente e, un tempo, dalla citata Cantina Sociale.

 

L’arma civica è pure rappresentata nella sala della Pretura di Este insieme con gli stemmi dei Comuni del mandamento; l’opera è stata eseguita dal ceramista Giovanni Capuani.

 

Una pratica araldica, iniziata nel 1976 per ottenere l’ufficializzazione dei simboli, non ebbe eseguito a causa di obiezioni sollevate dall’Archivio di Stato di Padova. In particolare veniva criticata la mancata adozione di elementi che potessero in qualche modo riferirsi ai signori locali ed alle frazioni del Comune di Vo’.

 

In quell’occasione uno studio araldico propose per la concessione gli stessi simboli in uso oggi, ma con smalti difformi a causa dell’errato tratteggio convenzionale presente nei bozzetti in bianco e nero: il rosso del secondo campo era divenuto nero e l’attuale fascia azzurra si presentava porpora.

 

Il gonfalone allora proposto adottava i colori giallo ed azzurro.

 

Il municipio adoperava invece un vecchio drappo, che esponeva nelle solenni ricorrenze, di colore completamente bianco.

 

Una nuova pratica araldica, curata da Giancarlo Scarpitta, volta a confermare i vecchi simboli ed i corretti smalti, ha portato alla concessione del prescritto D.P.R. in data 27 aprile 1994.

 

 

 

Note di Giancarlo Scarpitta

 

 

 

Il Comune di Vo’ prende nome da “Vadum”, guado, ad indicare un passaggio sicuro un una zona umida e, un tempo, molto difficile da percorrere ai piedi dei Colli Euganei (il centro viene talvolta indicato come Vo’ Euganeo).

 

Sede di una importante famiglia feudale, che prese l’agnome “da Vo”, la quale fece costruire un castello, che faceva da contraltare all’altro fortilizio, dei Maltraversi, posto nell’attuale Castellaro di Boccon.

 

In seguito fu assoggettata da Padova, con la quale passò alla Serenissima Repubblica di Venezia nel corso del XV secolo.

 

Nel XVI secolo la famiglia Contarini fece costuire la grande villa-fattoria che fu alla base dello sviluppo urbanistico del paese.

 

Nel 1902 la sede municipale venne trasferita a Ca’Erizzo, che si trovava in posizione più centrale, e che successivamente assunse anche la denominazione di Vo’, mentre il vecchio villaggio venne ribattezzato Vo’ Vecchio.

 

Lo stemma di Vo’ si può blasonare blasonare: “troncato dalla fascia diminuita d’azzurro: nel primo d’argento, al grappolo d’uva d’oro, pampinoso di due di verde, accostato da due spighe di frumento pure d’oro; nel secondo di rosso, alla banda diminuita d’argento”.

 

La banda d’argento vorrebbe rappresentare il “guado” attraverso gli acquitirini. La fascia azzurra simboleggia il fiume Bisatto, che ebbe grande importanza anche come via d’acqua.

 

Nella parte superiore è rappresentata la fiorente economia agricola del territorio, particolarmente vocata alla produzione vitivinicola.

 

Nel 1979 venne iniziata la pratica per il riconoscimento formale dello stemma, in uso da tempo, ma che non ha avuto seguito.

 

Il gonfalone in uso è di colore bianco, riferito all’argento: uno dei campi dello scudo.

 

È uno dei tre comuni italiani con il nome più corto: assieme a Ne’ (Genova) e Re (Verbania).

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

  1. Scarpitta. ARALDICA CIVICA DELLA PROVINCIA DI PADOVA. Padova 1989, pp.244-245.

 

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Troncato: nel PRIMO, di argento, al grappolo d’uva, d’oro, pampinoso, di due, di verde, accompagnato da due spighe di grano, una e una, poste in palo; alla campagna diminuita d’azzurro; nel SECONDO, di rosso, alla banda diminuita, di argento. Ornamenti esteriori da Comune”.

Lo stemma ufficiale di Vo’ è opera di Giancarlo Scarpitta.

Colori dello scudo:
argento, rosso
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
campagna, grappolo d'uva, spiga di grano
Pezze onorevoli dello scudo:
banda diminuita
Attributi araldici:
accompagnato, diminuito, pampinoso, posto 1-1, posto in palo

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di bianco…”

Colori del gonfalone: bianco

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 27/04/1994