Vita


Comune di Vita – (TP)

Informazioni

  • Codice Catastale: M081
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2169
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

L’origine del paese risale ai primi del 1600, in un periodo in cui in Sicilia venivano incentivate dalla Corona spagnola le fondazioni di nuovi centri abitati al fine di incentivare la produzione agraria delle terre dell’entroterra isolano.
Il fondatore fu il nobile Vito Sicomo originario di Calatafimi, che iniziò ad edificare attorno ad un casale esistente già nel Medioevo e che il 15 settembre 1605, alla presenza del Viceré di Spagna, venne formalmente investito di quei terreni già parte del feudo di Cartipoli, appartenuti al conte di Modica, che oggi formano il territorio del Comune.

VITA viene effettivamente riconosciuta col decreto di Filippo III di Spagna, re delle Due Sicilie, dell’11 marzo 1607 e la denominazione pare ripresa dal nome del “fondatore” (anche se alcuni studiosi affermano che il nome è di origine araba e preesistente).

Nello Statuto del Comune la descrizione dello stemma è (tecnicamente) approssimativa: “… il Comune ha come suo segno distintivo lo stemma raffigurante “Leone rampante su albero di sicomoro con corona baronale sovrastante il tutto poggiante su sei lance arazzate (1) e disposte a raggiera”.

Nota: il Comune di Vita nella comunicazione abituale usa uno stemma di forma aulica, dalla complessa figurazione ripreso dallo stemma personale del Barone Sicomo, nel disegno del bozzetto di Concessione l’Ufficio Araldico ha apportato lievi variazioni: il leone è rampante a sinistra del sicomoro, forma abituale di “brisura” per evitare di confondere lo stemma nobiliare con quello civico. Abbiamo liberamente adattato l’illustrazione del bozzetto ufficiale ad una complessa cornice accartocciata, ripresa da quella effettivamente usata dall’Amministrazione Comunale. Si riconosce la Croce di Malta, accollata dietro allo scudo, a sua volta posta su un “trofeo” di bandiere e affusti cannone, con un serto di alloro uscente ai lati; completa lo stemma una corona da barone irregolare.

Note di Massimo Ghirardi

(1): “arazzata” è una lancia munita di drappo panneggiato di tessuto prezioso, analogamente ad una bandiera; è un’insegna militare e abitualmente simboleggia una vittoria sul nemico. È molto diffusa nell’araldica siciliana nella forma di “raggiera”, cioè in numero pari disposto a ventaglio e accollata dietro allo scudo.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini




Profilo araldico


“Leone rampante su albero di sicomoro con corona baronale sovrastante il tutto poggiante su sei lance arazzate e disposte a raggiera”

Colori dello scudo:
oro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di rosso…”

Gonfalone ridisegnato da Pasquale Fiumanò

Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 23/03/1930