Vigone


Comune di Vigone – (TO)

Informazioni

  • Codice Catastale: L898
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 5268
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

L’origine del toponimo Vigone non è accertata; la si ricerca in Vicus Guidonis, un agglomerato urbano di piccole dimensioni di un tale Guido (o Wido) di origine franca o longobarda. La tradizione lo identifica con Guido, marchese di Ivrea, figlio di Berengario II.

 

Del 1029 è la prima testimonianza documentaria, che lo vede soggetto al marchesato di Susa.

 

L’imperatore Corrado lo concesse nel 1026 a Bosone e Guidone, figli di Arduino, marchese di Ivrea. Tre anni più tardi, 1029, il Marchese Olderico Manfredo, lo cedette alla chiesa di San Giusto di Susa.

 

Nel 1212 il feudo passò al Conte Tommaso di Savoia al quale subentrarono i Principi di Acaia nel secolo XIV.

 

Nel 1412 Vigone ritornò al Ramo principale dei Savoia, nel 1522 fu scelto come sede di riunione dei tre Stati Generali del Ducato di Savoia.

 

Il 4 ottobre 1592, il francese Lesdiguières, alla testa di un esercito di Ugonotti, riuscì a penetrare oltre le Mura di Vigone, erette per fortificare l’abitato nel 1390.

 

 

Lo stemma civico compare nel “Consegnamento d’arme” del 1613: In campo rosso una croce d’argento accompagnata da una stella d’otto raggi d’oro a destra del capo[1]. Lo stemma è uguale a quello della città francese di Chambéry, che dal 1416 al 1563 fu capitale del Ducato sabaudo e appartenne ai domini dei Savoia fino al 1860; in entrambi i casi è molto probabile che si tratti di una brisura dello stemma della famiglia regnante: di rosso alla croce d’argento (fino al 1946 emblema del Regno d’Italia).

 

In età fascista ebbe inizio l’iter per ottenere il prescritto decreto governativo: «… Da deliberazione del Commissario Prefettizio di Vigone n. 10 in data 10 febbraio 1932:

“…stemma, riconosciuto ed ammesso dall’Ill.mo Sig. Gaspare Thesco Consigliere e Segretario di Stato e Blasonatore di S.A.R. in data 4 maggio 1688 nella forma dipinta nell’unito bozzetto, e cioè: “Uno scudo di gueules [rosso] alla Croce piena d’argento, accompagnato nel lato destro da una stella d’oro, ornato al di fuori e intrelciato e beneplacito con due leoni di gueules tenenti una lancia d’oro sommata da una banderuola di gueules alla Croce d’argento come nel campo, un cerniero [cimiero] composto da due rami, uno di lauro, l’altro di palma col motto: IN PACE VIRTUS, IN BELLO VICTORIA”»[2]; da notare che i leoni quali sostegnicompaiono anche negli stemmi dei Savoia (negli stemmi post-1870 tengono delle bandiere tricolori).

 

La richiesta di riconoscimento dello stemma venne esaminata dalla Commissione Araldica piemontese nella seduta del 23 aprile 1932; il relatore Curlo così si esprimeva:

 

«… lo stemma di Vigone, documentato da un diligente disegno a colori, desunto quasi certamente dall’archetipo o da copia del medesimo conservata nell’Archivio comunale, accompagnata inoltre dal testo della Concessione originale, dispensa la C.A. da commenti e ritocchi di qualche importanza.

Il Relatore propone quindi che venga approvata l’arma dipinta nell’allegato della domanda di Vigone.

Però, data la precisione, e direi quasi meticolosità, indispensabile in tutte queste pratiche araldiche, vorrebbe che nell’arma da riconoscersi dalla C.A. fosse aggiunta sopra lo scudo, la corona civica in uso attualmente.

Vorrebbe inoltre abolita, come arbitraria, l’orlatura in rosso dello scudo [presente nel disegno inviato dal Comune] …»

 

Lo stemma venne così riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 6 novembre 1937: Di rosso alla croce piana d’argento accantonata in alto a destra da una stella d’oro (5). Capo del Littorio. Corona da Comune. Cimiero: due rami uno di lauro e l’altro di palma. Motto: IN PACE VIRTUS IN BELLO VICTORIA.

 

Il motto si può tradurre come: “nei periodi di pace virtuosa, in guerra vittoriosa”.

 

Caduto il regime è probabile che, anche per via della presenza del Capo del Littorio, il Comune tornò ad usare la versione aulica precedente, in uso ancora adesso; da un punto di vista giuridico – eliminato il Capo, come prevede il decreto luogotenenziale n. 394 del 10 dicembre 1944 – lo stemma del 1937 continua ad essere l’unico valido.

 

Pedissequamente lo Statuto Comunale (allegato A: Bozzetto e descrizione dello stemma e del gonfalone) ha quindi ripreso il blasone del 1688, che sembra prevedere anche gli elementi esteriori dello scudo.

 

Il gonfalone consiste in un drappo di nero.

 

Il Comune di Vigone fa uso del titolo di “Città” del quale però non siamo riusciti a rintracciare l’origine.

 

Il comune è gemellato con la città di Cañada Rosquín, nella provincia argentina di Santa Fe.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

[1] Enrico Genta, Gustavo Mola di Nomaglio, Marcello Rebuffo, Angelo Scordo, I consegnamenti d’arme piemontesi, Edizioni VIVANT, Torino, 2000, p. 232.

[2] Lo stemma del Comune, «Città di Vigone», https://comune.vigone.to.it/archivio/pagine/Lo_stemma_del_Comune.asp, consultato il 22 novembre 2020.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso alla croce piana d’argento accantonata in alto a destra da una stella d’oro (5). Capo del Littorio. Corona da Comune. Cimiero: due rami uno di lauro e l’altro di palma. Motto: IN PACE VIRTUS IN BELLO VICTORIA”.

 

“Uno scudo di gueules alla Croce piena d’argento, accompagnato nel lato destro da una stella d’oro, ornato al di fuori e intrelciato e beneplacito con due leoni di gueules tenenti una lancia d’oro sommata da una banderuola di gueules alla Croce d’argento come nel campo, un cerniero composto da due rami, uno di lauro, l’altro di palma col motto: IN PACE VIRTUS, IN BELLO VICTORIA».

 

«…stemma, riconosciuto ed ammesso dall’Ill.mo Sig. Gaspare Thesco Consigliere e Segretario di Stato e Blasonatore di S.A.R. in data 4 maggio 1688 nella forma dipinta nell’unito bozzetto»

Colori dello scudo:
rosso
Oggetti dello stemma:
croce piana, stella
Attributi araldici:
accantonato, in alto a destra

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di nero…”

Colori del gonfalone: nero

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 06/11/1937
    • di concessione – 04/05/1688

      «…stemma, riconosciuto ed ammesso dall’Ill.mo Sig. Gaspare Thesco Consigliere e Segretario di Stato e Blasonatore di S.A.R. in data 4 maggio 1688 nella forma dipinta nell’unito bozzetto»