Vignole Borbera


Comune di Vignole Borbera – (AL)

Informazioni

  • Codice Catastale: L887
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2279
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Secondo la tradizione il nome antico era LA VIGNOLE (AD VINEOLAS secondo Clelio Goggi in “Storia dei Comuni e delle parrocchie di Tortona”) ed indicava i vigneti della antica città di Libarna e ha portato a pensare che non si trattasse di un villaggio ma di diverse case sparse in un territorio oggetto di intense coltivazioni di vite, nella zona soggetta all’abbazia di Percipiano (corrotto poi in Precipiano da “praeceps in planum”: da “perci”, popolaresco tardo-latino per “quercus”/“quercia”, quindi: “querce in piano”) , una zona abitata già in epoca pre-romana.

Nel 1389 VIGNOLE compare come Comune autonomo da Precipiano, ma sempre soggetto all’abate (all’epoca Bonifacio Rati Opizzoni). Nel XVII secolo il feudo di Vignole, distaccato da Precipiano, venne concesso da Filippo Maria Visconti ai Lonati, Bernardo Lonati acquisirà il titolo marchionale nel 1692. I monaci olivetani di Precipiano continueranno a svolgere la cura d’anime nel territorio fino al 1792.

Lo stemma comunale presenta una torre in campo azzurro, richiamo all’antico castello di Vignole, costruito dagli abati di Precipiano e parzialmente esistente ancor’oggi. Essa è accompagnata da un grappolo d’uva, richiamo alle “piccole vigne” del toponimo, la zona infatti viene coltivata a vite già dall’antichità e il vitigno del “Timorasso” è un autoctono particolarmente diffuso in Val Borbera e Val Grue. L’ape è il classico simbolo dell’operosità degli  abitanti, della fatica virtuosa e, per via del miele e del pungiglione, anche di potenza d’amore e di difesa della comunità. Note di Massimo Ghirardi e Renzo Barbattini  

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, alla torre quadra d’argento, murata di nero, aperta e finestrata dello stesso, merlata di quattro pezzi alla guelfa; accompagnata nel cantone sinistro del capo da un grappolo d’uva nera al naturale fogliato di un pezzo di verde e nel cantone destro della punta da un’ape d’oro montante. Timbra lo scudo una corona murale da Comune, formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenenti una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili) ciascuna sormontata da una merlatura alla ghibellina (a coda di rondine), il tutto d’argento e murato di nero. Decussati, sotto la punta dello scudo, e divergenti sono due rami al naturale, uno di ulivo ed uno di quercia legati da un fiocco rosso”.

Stemma reperito da Giovanni Giovinazzo

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Anna Bertola

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,