Venasca


Comune di Venasca – (CN)

Informazioni

  • Codice Catastale: L729
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1484
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma di Venasca (Venascho, in occitano) è piuttosto antico e si può blasonare: “Troncato di rosso e d’azzurro alla lettera maiuscola V d’oro, attraversante, in forma di due scettri di forme vegetali uniti in basso e divaricati”. La forma in uso vede l’emblema inserito in un complesso cartiglio sormontato da un elmo d’oro piumato. La lettera è, con evidenza, l’iniziale del toponimo, come moltissime località già appartenute al Marchesato di Saluzzo. Nella proposta inviata alla Consulta Araldica, ma non andata a buon fine, ne veniva proposta una versione un poco differente: «in campo rosso, ha due fiordalisi convergenti al basso ed uniti da uno stelo» il tutto sormontato da un capo di nero, veniva inoltre proposto un gonfalone azzurro.

La località si trova all’imbocco della Valle Varaita, quasi a fondo valle e lungo le sponde dell’omonimo torrente, e deriva il suo nome probabilmente dal personale preromano Venna o Vennus, un antico proprietario fondiario, anche se alcuni vorrebbero farlo derivare dal latino “venator” (‘cacciatore’), altri da “vena” (d’acqua) in riferimento alle numerose e copiose sorgenti, addirittura alcuni propongono la derivazione da “venenum” (‘veleno’) nome in relazione con i Veneni che vi avrebbero abitato inizialmente.

In epoca preromana la zona fu abitata da tribù di Liguri detti “Montaneschi” e anche “Veneni o Venisani” che nel 15 a.C. vennero assoggettati dai Romani.

Compresa in età carolingia nella contea di Auriate verso la metà del X secolo il territorio fu soggetto a saccheggi da parte dei Saraceni che provenivano, attraverso i passi alpini, dalla baia di Frassinet presso Nizza.

Come gran parte del Piemonte occidentale nell’XI secolo fu governato dal vescovo-conte di Torino, investito del territorio dall’Imperatore Ottone III con atto del 1º settembre 998; successivamente questa parte fu concessa in feudo ai conti di Verzuolo, dei quali un ramo cadetto prese l’agnome di Venasca, e che nel 1172 giurarono fedeltà al marchese di Saluzzo. Passato il Marchesato sotto il dominio dei re di Francia nel 1548 quarant’anni dopo venne acquisito dai Savoia, i quali ne infeudarono, nonostante l’opposizione del Comune di Venasca in unione a Piasco e Brossasco, Baldassare Flotte nel 1598, Onorato Paillard nel 1601 e quindi il Cav. Colonnello Gaspare Porporato (o Porporati) dal 1º luglio 1609.

Il Comune ebbe i sui primi statuti, simbolo di autonomia, su concessione del marchese di Saluzzo Ludovico II nel 1485, poi confermati il 25 settembre 1534 dal marchese Francesco.

Nel Settecento il paese contribuisce alle lotte che vedono coinvolto il Regno di Sardegna indebitandosi sempre più al punto di essere costretto a cedere parte del patrimonio boschivo e nel 1771 Venasca viene riconosciuta capoluogo della Valle Varaita; scoppiata la Rivoluzione francese e invaso il Piemonte la cittadina diviene capo-cantone con residenza di un giudice di pace e di una brigata di gendarmi mentre, dopo la restaurazione del dominio dei Savoia, nel 1830 diviene capoluogo del 12º mandamento.

L’11 agosto 1944 parte del paese viene dato alle fiamme dalle forze nazi-fasciste.

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Bibliografia

Venasca un paese da riscoprire, a cura di Aldo Ponso, Cuneo, Base Grafica 2004

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini



Profilo araldico


“Troncato di rosso e d’azzurro alla lettera maiuscola V d’oro, attraversante, in forma di due scettri di forme vegetali uniti in basso e divaricati”

Nostro blasone

Colori dello scudo:
azzurro, rosso
Partizioni:
troncato

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,