Venaria Reale


Città di Venaria Reale – (TO)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: L727
  • Codice Istat:
  • CAP: 10078
  • Numero abitanti: 34859
  • Nome abitanti: venariesi
  • Altitudine: 262
  • Superficie: 262
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

L’arma del Comune di Venarìa Reale rappresenta un’interessante particolarità nel panorama dell’Araldica Civica italiana: mostra infatti una figurazione che ricorda più uno stemma nobiliare che un emblema civico. Lo scudo è timbrato da una corona reale, anzi: è uno dei pochi Comuni italiani a mostrare la corona reale di Savoia, regolarmente concessa dal re Umberto I il 20 dicembre 1891, il decreto specifica la “speciale concessione” in deroga alle norme allora vigenti.
Ad essa è associato il gran collare del Supremo Ordine della Santissima Annunziata, il principale ordine cavalleresco della dinastia subalpina.

Questo stemma fu richiesto dal sindaco di Venaria nella primavera del 1891, nella domanda il primo cittadino chiedeva di riconoscere lo stemma che da lungo tempo era stato assegnato al Comune: un cervo d’oro sdraiato sopra una scala in campo rosso, come risultava dal dipinto del soffitto nella Sala Consolare del Comune di Venaria. La figurazione era pressoché identica all’attuale e sulla sua “antichità” il sindaco fece testimoniare alcune persone di rango residenti nel paese che lo videro già “nella loro infanzia” (atto del notaio Gioacchino Rolando del 6 aprile 1891). Il sindaco precisava che era sua intenzione “… persuadere [che] quest’arma fu sempre quella di questo Comune … [e che i testimoni chiamati] ricordano che i loro antenati raccontavano di essersene sempre fatto un vanto ed un merito sopra i Comuni circonvicini, dei quali nessun poteva vantarsi di uno stemma così bello ed adorno…” (1).

La città prende nome dalla “vénerie”: ovvero la palazzina di caccia che il Duca di Savoia Carlo Emanuele II fece costruire nel XVI secolo nella località di ALTESSANO SUPERIORE (che aveva il corrispettivo di Altessano Inferiore poco lontano, ma legato a Collegno).
Altessano Inferiore fu unito a Borgaro nel 1610, poi nel nuovo Comune di Venaria il 9 giugno 1610.

Vittorio Emanuele III concesse il titolo di “città” il 28 aprile 1937

LA CORONA REALE DI SAVOIA

I Savoia si poterono fregiare della corona reale solo dopo la cosiddetta “Pace di Utrecht” del 1713, dove Vittorio Amedeo II ottiene da Filippo II la Sicilia, alla quale era collegato il titolo regio.
Con la pace dell’Aja del 1720 l’Austria cede la Sardegna in cambio della Sicilia (più ricca, ma difficile da difendere da parte dei Savoia), da quel momento gli antichi feudatari della Moriana divennero “Re di Sardegna”, titolo che manterranno fino al 1861.
La corona nel complesso è composta da simboli dinastici ed è caratterizzata dal cerchio d’oro con smeraldi e rubini (che dopo l’Unità d’Italia alluderanno anche al tricolore) alternati a “nodi Savoia”, sul cerchio i classici “fioroni” (bottonati però da pietre come le precedenti) sono alternati a loro volta a croci bianche bordate di rosso (richiamo allo stemma della dinastia), i cinque archi a vista perlati e racchiudenti una fodera rossa indicano la pienezza della regalità e dell’indipendenza e si riuniscono sotto un piccolo globo sormontato dalla croce pomettata di San Maurizio (il cui titolo fu unito a quello di San Lazzaro in un unico Ordine).
Alcuni autori la definiscono erroneamente come “corona d’Italia”, ma questa denominazione spetta di diritto solo alla celebre “corona ferrea” conservata nella cattedrale di Monza. [vedi Monza]; altri più esattamente la chiamano “Corona del re d’Italia”, ma è nata come simbolo del re di Sardegna: è così rappresentata sulla tomba di Carlo Alberto nella cripta di Superga a Torino, ultimo re a portare quel titolo.

IL COLLARE DELLA SS. ANNUNZIATA

È la maggiore onorificenza del principale Ordine Cavalleresco della Monarchia Sabauda, la sua origine è antica: fu ideato da Amedeo VI “il Conte Verde” (1334-1383) come emblema per i 15 membri della sua squadra al torneo cavalleresco di Chambéry dell’aprile 1364, i nodi sarebbero quindi “lacci d’amore” e rappresenterebbero con la scritta FERT la fedeltà alla dama del torneo, e i membri presero il nome di “Compagnia del Collare”, successivamente Amedeo VI fissò gli statuti di quello che divenne un ordine religioso-militare.
Amedeo VIII “il Pacifico” nel 1409 riordinò gli statuti accentuando il carattere religioso e dinastico nominandolo “Ordine Supremo della Santissima Annunziata”.
Nel 1416 Amedeo VIII venne nominato primo Duca di Savoia, ma, nel 1434, abdicando in favore del figlio Ludovico, si ritirò in eremitaggio a Ripaglia sul lago di Ginevra dove trasferì la sede dell’altro celebre ordine sabaudo: quello dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Durante le travagliate vicende del papato di quel periodo, che vide tre papi eletti contemporaneamente ed in lotta tra loro, il 5 aprile 1439 Amedeo venne eletto papa dal Concilio dissidente riunito a Basilea, e prese nome di Felice V. Non venne però riconosciuto legittimo e il 7 aprile 1449 abdicò, ritornando a Ripaglia dove infine morì “in odore di santità” il 7 gennaio 1451, intorno a lui si creò una diffusa devozione popolare (oggi, dopo rocambolesche vicende, le sue spoglie riposano nella cappella della Sindone a Torino).

Il collare è composto dai caratteristici “Nodi Savoia”, nati come “nodi d’amore” poi mutati in mistico legame di devozione per la Santa Vergine, e accompagnato dall’acrostico “FERT” (di incerta decifrazione, ma abitualmente interpretato come Fortitudo Eius Rhodum Tenuit: “il suo valore salvò Rodi” ).
Carlo III nel 1518 aggiunse il pendente composto da tre grossi nodi che circondano la scena dell’Annunciazione.
Nel 1869 il re Vittorio Emanuele, in concomitanza alla proclamazione del Regno d’Italia, mitigò il carattere religioso dell’Ordine.
Gli insigniti dell’ordine acquisivano il titolo di “Eccellenza” e quello più curioso di “Cugini del Re”.
L’ordine è stato ufficialmente soppresso dalla Repubblica Italiana solo il 3 marzo del 1951.

(1) sito del Comune di Venaria Reale

Note di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso alla cervia d’oro, rivolta ed accovacciata sopra una scala d’argento posta in fascia. Lo scudo sarà per concessione speciale sormontato dalla corona reale Sabauda, e fregiato dal Collare dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata.Sostegni: due rami, a destra di quercia, a sinistra di olivo, al naturale, decussati sotto la punta dello scudo. Motto: “pacem cum inimicis, bellum cumvitiis””.

D.R. 20 dicembre 1891

Colori dello scudo:
rosso

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’argento, caricato dello stemma comunale e della scritta d’oro “CITTA’ di VENARIA REALE” su tre righe”.

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 28/04/1937