Varano de’ Melegari


Comune di Varano de’ Melegari – (PR)

Informazioni

  • Codice Catastale: L672
  • Codice Istat:
  • CAP: 43040
  • Numero abitanti: 2704
  • Nome abitanti: varanesi
  • Altitudine: 190
  • Superficie: 190
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 32.0
  • Distanza capoluogo: 32.0

Storia dello stemma e del comune

“Bandato d’oro e di rosso, di dieci pezzi, a due torri d’argento, munite di tre merli alla guelfa, finestrata di nero, fondate sul sommo di una rupe isolata d’argento, poste una nel cantone sinistro del capo, l’altra nel cantone destro della punta ed attraversanti sul tutto”. (Blasone di Marco Foppoli).

Lo stemma abitualmente in uso da parte del Comune, e riportato in una grande immagine all’interno della sala del Consiglio Comunale, è sormontato da una corona “tollerata” (1) di nobile italiano, caso piuttosto singolare nella regione.

Si tratta, in verità, dello stemma “parlante” della estinta famiglia dei Castelletti, o da Castelletto, che ebbero il piccolo fortilizio di Serravalle Ceno (detto appunto “Castelletto”) per conto dei Pallavicino nel XIV secolo, ed ampie proprietà tra Varano e Pellegrino Parmense. Venne loro concesso il diploma di nobiltà, nella persona di Francesco Castelletti, dal duca di Milano Francesco Sforza nel 1463. Il loro stemma era dipinto all’interno dell’antica pieve di Serravalle con, ai lati, le iniziali C. A. ma oggi è scomparso.

Dopo l’Unità d’Italia il nuovo Comune di Varano adottò lo stemma dei Castelletti, ritenendolo il più antico segno della comunità, che aveva appunto in Serravalle la sua sede (accanto alla pieve sorge, ancora oggi, un antichissimo battistero che testimonia l’importanza di quel tempio, che si ritiene il più antico di tutto il Parmense).

I Melegari antichi signori del Borgo diedero anche il determinante al nome del Comune (che deriva il suo toponimo dal latino Varianus che a sua volta è dal personale Varius, un oscuro personaggio del periodo tardo-imperiale romano che aveva dei possedimenti fondiari nella zona), ai Melegari è attribuita anche la prima fondazione dell’imponente rocca, che dal XV secolo fu dei Pallavicino e, nell’800, dei nobili di origine francese Levacher (dei quali rimane un grande stemma raffigurato negli appartamenti del maniero).

Note di Massimo Ghirardi

(1) vedi Dizionario Araldico, in questo stesso sito

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
AA.VV. STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.
Romolotti (Giuseppe) a cura di. STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972.
De Meo F. LE ANTICHE FAMIGIE NOBILIE E NOTABILI DI PARMA E I LORO STEMMI. Vol. I A-C. Palatina Editrice, Parma 2000. p.219

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Bandato d’oro e di rosso, di dieci pezzi, a due torri d’argento, munite di tre merli alla guelfa, finestrata di nero, fondate sul sommo di una rupe isolata d’argento, poste una nel cantone sinistro del capo, l’altra nel cantone destro della punta ed attraversanti sul tutto”.

Blasone di Marco Foppoli

Colori dello scudo:
oro, rosso
Partizioni:
bandato
Oggetti dello stemma:
merlo alla guelfa, pezzo, rupe, sommo, torre
Attributi araldici:
attraversante, finestrato, fondato, isolato, munito, posto nel cantone destro della punta, posto nel cantone sinistra del capo
Profilo Araldico

“Drappo di azzurro…”

Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
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Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,