Tiglieto


Comune di Tiglieto – (GE)

Informazioni

  • Codice Catastale: L167
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 594
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

La posizione del capoluogo dovrebbe coincidere con quella di Civitacula un insediamento agro-pastorale preromano collocato nel territorio della valle dell’Orba, che in epoca longobarda vide la costruzione di un monastero da parte dei monaci di San Colombano di Bobbio.

Nel tardo Medioevo compare il toponimo di Tiglieto, forse in relazione con la notevole diffusione sul territorio del tiglio, albero oggi piuttosto raro nei dintorni, ma che costituiva assieme alla rovere uno dei principali componenti dei boschi che si estendevano nell’attuale piana. Questi boschi furono in gran parte tagliati nel corso degli ultimi secoli (per far luogo a colture cerealicole e al pascolo).

Il comune di Tiglieto si è sviluppato dal villaggio sorto intorno all’abbazia cistercense di Santa Maria alla Croce, oggi compresa nel parco naturale regionale del Beigua. Dopo l’esautorazione del potere abbaziale il territorio entrò a far parte del feudo di Sassello, dal cui comune ottenne l’autonomia nel 1779.

Con la dominazione francese dal 2 dicembre 1797 il comune di Santa Maria di Tiglietto venne inglobato nel Dipartimento della Cerusa, con capoluogo Voltri, all’interno della Repubblica Ligure.

 

Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi rientrò nel VII cantone, capoluogo San Pietro d’Orba, della Giurisdizione della Cerusa.

 

Dal 1803 divenne invece centro principale del I cantone di Colombo nella Giurisdizione di Colombo con capoluogo Savona.

 

Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

 

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le deliberazioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861.

 

Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento di Sassello del circondario di Savona dell’allora unica provincia di Genova.

 

Il decreto reale n. 365 del 13 aprile 1933 firmato dal re Vittorio Emanuele III stabilì il definitivo passaggio di Tiglieto alla provincia di Genova, dalla precedente amministrazione provinciale savonese.

 

L’abbazia di Santa Maria alla Croce di Tiglieto venne fondata canonicamente il 18 ottobre 1120 da un gruppo di monaci provenienti dall’abbazia di La Ferté guidati da Pietro, che diverrà il primo abate del cenobio che sostituì quello precedente di San Colombano: si tratta della prima fondazione cistercense in Italia, edificata su un terreno donato dagli Obertenghi e da altri possidenti della zona e finanziata da Anselmo del Bosco. Papa Innocenzo II riconobbe l’abbazia ufficialmente nel 1132.

Tra gli abati della badia vi fu l’intellettuale cistercense Gerardo da Sessa, tra il 1203 e il 1210, futuro cardinale e arcivescovo di Milano.

Nel 1635 l’abbazia venne affidata al card. Lorenzo Raggi in enfiteusi perpetua, i membri della nobile famiglia genovese dei Raggi operarono grandi trasformazioni, adattandone una parte ad abitazione, e deviando il corso del fiume Orba per evitare le frequenti inondazioni della tenuta agricola.

Successive traversie e spoliazioni causarono la dispersione degli arredi e della biblioteca monastica: gran parte degli arredi liturgici sono andati ad arricchire la chiesa parrocchiale di Casavecchia.

Ancora oggi appartiene alla nobile famiglia Salvago-Raggi, ma è visitabile e gestita dall’associazione “Amici della Badia”.

 

Il comune di Tiglieto usa attualmente uno stemma che non è quello formalmente concesso. Dagli atti risulta che il Comune dovrebbe alzare “D’argento alla Abbazia dei Cistercensi, al naturale, circondata da alberi di tiglio, sulla campagna di verde”,  come da Regio Decreto del 10 ottobre 1942, la cui figurazione è piuttosto chiara. Ovviamente, dato il periodo di concessione, era stato concesso con il Capo del Littorio. Contemporaneamente era stato concesso un gonfalone così blasonato “Drappo di azzurro…“.

 

Lo stemma in uso, che compare sulla facciata del Municipio e sul gonfalone in uso (“Drappo partito di bianco e di azzurro…”) si blasona: “Di cielo, all’albero di tiglio al naturale, nodrito dalla campagna di verde, sormontato da un pastorale in banda e una spada in sbarra posti in decusse e sovrastati da una mitra con le infule svolazzanti, il tutto d’argento”.

 

Questo stemma riprende gli elementi propri dell’abbazia e probabilmente si rifà all’emblema abbaziale, la concessione ha voluto evitare ogni riferimento diretto all’araldica ecclesiastica.

 

 

 

Nota di Bruno Fracasso, Massimo Ghirardi, e Giancarlo Scarpitta

Si ringrazia Giulio Zamagni per la gentile collaborazione

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Davide Papalini

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini



Profilo araldico


Di cielo, all’albero di tiglio al naturale, nodrito dalla campagna di verde, sormontato da un pastorale in banda e una spada in sbarra posti in decusse e sovrastati da una mitra con le infule svolazzanti, il tutto d’argento”.

Lo stemma in uso differisce da quanto prescritto dal Regio Decreto del 10 ottobre 1942. Lo stemma che avrebbe dovuto essere utilizzato è riprodotto in “Altre immagini”.

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e di azzurro…”

Note


Il gonfalone non rispetta quando prescritto nel Regio Decreto del 10 ottobre 1942. Il gonfalone realizzato secondo quel blasone lo si ritrova in “Altre immagini”.

Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 10/10/1942