Terzo


Comune di Terzo – (AL)

Informazioni

  • Codice Catastale: L143
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 906
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Terzo per dirla alla latina si trova Ad tertium lapidem (in italiano “a tre pietre miliari”), ossia alla distanza di tre miglia romane (circa 3 km), dalla città di Aquae Statiellae (Acqui Terme) sulla via Aemilia Scauri (o Levata) che univa quest’ultima a Dertona (Tortona) e alle Gallie, da ciò il nome. Il paese sorge intorno ad una rocca a picco sul fiume Bormida.

Viene citata per la prima volta come Tercio in un diploma del 996 con il quale l’imperatore Ottone III sottomette la chiesa locale al Vescovo di Acqui; Enrico III donò castello e chiesa al vescovo Guido di Acqui (anche il Capitolo acquese aveva dei possessi in loco). Durante il vescovato del francescano Corrado Malaspina, tra il 1378 e il 1383, le terre di Terzo e Cavatore, confinanti con le proprietà del fratello Giò Isnardo, passarono alla famiglia Malaspina. Nel 1517, estintasi la linea maschile, passò a Maria Malaspina madre di Federico, con il quale inizierà il dominio dei conti di S. Giorgio e Biandrate, passando poi, nel 1566, per 3.000 scudi d’oro, a Alessandro e Cesare Billiani di Nizza Monferrato che a loro volta lo rivendettero ai fratelli Michele, Gerolamo e Facello Avellani di Acqui che ebbero così il titolo di conte. Nel 1691 venne incendiato da mercenari germanici, agli ordini del principe Eugenio di Savoia, in quanto aveva rifiutato di pagare una tassa che doveva servire per la loro paga. Passò ai Savoia, insieme al resto del Monferrato, nel 1706. Estintesi nel 1780 la famiglia Avellani passo per 25.000 lire a Diego Leandri, un funzionario regio. Nel 1814 ospitò papa Pio VII che tornava dall’esilio francese a cui l’aveva costretto Napoleone Bonaparte, in segno di ringraziamento il Pontefice inviò da Roma un ternario e un piviale in velluto rosso.

In alcuni testi compare come “Terzo d’Acqui”, toponimo non più ufficiale che fa riferimento al periodo in cui il Comune venne soppresso (R.D. del 20/12/1928) e aggregato ad Acqui Terme come frazione. Venne nuovamente reso indipendente con decreto del Capo Provvisorio dello Stato del 20 agosto 1947, pubblicato l’11 novembre ed entrato in vigore il giorno successivo.

Un precedente segno identificativo di Terzo raffigurava l’olmo “storico” cittadino, abbattuto nel 1950 per agevolare il passaggio della corriera; quello attuale ci risulta concesso con D.P.R. del 3 giugno 1982 (ma lo statuto comunale riportata un decreto n. 2651 del 20 luglio 1982) e si blasona: d’oro, alla campagna di verde caricata in banda da una strada d’argento e da un cippo miliare dello stesso con il numero tre in caratteri romani, il tutto è sormontato a destra da un pastorale d’azzurro in palo e, a sinistra da una torre di verde, chiusa, murata di nero, merlata alla guelfa di tre.
Gli elementi che lo compongono richiamano la sua storia: il pastorale ricorda la dominazione che il Vescovo di Acqui esercitò su queste terre; la pietra miliare con la cifra romana “III” rimanda alla probabile origine del nome del paese di cui abbiamo parlato prima; la torre richiama quella, esistente e visitabile (unico resto del locale castello), che domina la valle del Bormida e dell’Erro e la cui prima erezione risale al 1200 mentre l’edificio attuale fu costruito tra il 1353 e il 1400.

Il gonfalone civico, concesso insieme allo stemma, consiste in un drappo troncato d’azzurro e di giallo.

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Bibliografia

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p. 769. <br>
Deluigi G., BREVE STORIA DI TERZO, ciclostilato in proprio – a cura della Biblioteca comunale di Terzo, Terzo, 1974 (?)
Grillo V., Caviglia M., Moretti R., Furlan I., Gandalfi S., Borgatta V., TERZO. LUOGHI PERSONE RADICI, Tipografia Pesce, Ovada, 2012<
Rebora G., Crosetto A., IL CASTELLO DI TERZO. NOTA D’INDAGINE STORICA, ARCHITETTONICA, ARCHEOLOGICA, Edizioni dell’Orso, Alessandria, 1988

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’oro, alla campagna di verde caricata in banda da una strada d’argento e da un cippo miliare dello stesso con il numero tre in caratteri romani, il tutto è sormontato a destra da un pastorale d’azzurro in palo e a sinistra da una torre di verde, chiusa, murata di nero, merlata alla guelfa di tre. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
oro
Oggetti dello stemma:
campagna, carattere, cippo miliare, numero, pastorale, sormontato, strada, torre
Attributi araldici:
a destra, a sinistra, caricato in banda, chiuso, in palo, merlato alla guelfa, murato, romano, sormontato

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo troncato di azzurro e di giallo…”

Colori del gonfalone: azzurro, giallo
Partizioni del gonfalone: troncato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 03/06/1982