Tavullia


Comune di Tavullia – (PU)

Informazioni

  • Codice Catastale: L081
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 7820
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Tavullia fino al 1938 si denominava Tomba di Pesaro (per distinguersi da Tomba di Senigallia) e il suo territorio include anche l’exclave di Belvedere Fogliense (compresa tra i territori dei comuni di Mondaino, Montecalvo in Foglia, Montegridolfo e Vallefoglia) che rappresenta il punto più alto del Comune (312 m s.l.m.).

 

Centro di antichissimo insediamento ebbe un importante castello con borgo documentato dal 1283 come Castrum Tumbae Montis Pilosi o anche Castrum Montis Pilos Tumbao, ossia “castello di Tomba [alle pendici] del monte Peloso”. Per la sua posizione venne a lungo contesa tra le diverse potenze della regione, soprattutto tra Malatesta e Montefeltro e, come molti altri centri circonvicini venne provvista di difese (ne sono testimonianza le mura e il Cassero del capoluogo, i resti della cinta muraria di Belvedere Fogliense, il rudere della Torre di avvistamento a Pirano e le rovine del castello di Monteluro).

 

Territorio soggetto per lungo tempo ai Malatesta di Rimini Monteluro si ribellò l’8 novembre 1443 dando luogo ad una furiosa battaglia nei pressi del castello risolta a favore dei riminesi per l’intervento degli Sforza di Pesaro.

L’anno successivo Tomba si sollevò contro Francesco Sforza e il capo dei rivoltosi, Matteo d’Angelo, divenne l’effimero signore del luogo: venne rapidamente battuto dalle armate sforzesche dopo un assedio. Nel 1446, ancora Monteluro si ribellò al nuovo signore Sigismondo Malatesta e al termine del conflitto tutto il territorio venne preso in possesso dai pesaresi.

 

Nel 1940, assorbe il territorio del soppresso comune di Montelevecchie, che aveva un curioso stemma con una “vecchia” intenta a filare a guardia di un vitello pascolante, attività che molti ricordano effettivamente svolta (non solo nelle Marche) dalle donne anziane di casa, le quali avevano il compito di “badare” ai bambini e agli animali da cortile.

Lo stemma e il gonfalone sono stato formalmente concessi con DPR del 6 aprile 1987 dove si blasona: “D’argento, al monte all’italiana di tre colli, di verde, fondato in punta, il colle a destra cimato dalla torre di rosso, merlata alla guelfa di tre, il colle centrale più esiguo, il colle a sinistra cimato dall’albero d’azzurro

 

Il gonfalone è descritto invece come un: “Drappo partito di azzurro e di rosso…”

 

Lo stemma del Comune ha avuto una storia complicata che sembra caratterizzata da errori di diversa natura: fino al 1938 si chiamò Tomba ma, dimenticando l’originario significato di “collina” o “fortificazione rurale”, la comunità si ritrovò per emblema un vero e proprio sepolcro in forma di cippo funerario, posto in un paesaggio desolato tra un cipresso e una palma.

 

L’elaborazione dello stemma in uso inizia contestualmente all’adozione del nome di Tavullia. Don Giovanni Gabucci realizzò un primo bozzetto per conto del Comune e si ispirò al ruolo di centro di confine tra la Romagna e le Marche, disegnò un complesso disegno con diversi elementi naturalistici e realistici. La proposta non venne accettata e il nuovo stemma vide la luce solo cinquant’anni dopo, ma anche in questo caso si ebbe un equivoco, assegnando a Tavullia lo stemma risalente al XIX secolo di Tomba di Senigallia (che nel frattempo, dal 1921, aveva assunto la nuova denominazione di Castel Colonna), solo il metallo del campo e la posizione della torre e dell’albero resero diversi i due stemmi.

 

Peraltro, anche in tempi recenti non c’è stata uniformità nella rappresentazione dello stemma: nonostante il decreto di concessione preveda il campo argento si sono viste rappresentazioni con campo oro (come in diverse riproduzioni della bandiera civica). Nell’ufficio del sindaco si possono vedere, incorniciati alle pareti, i due bozzetti originali con i colori corretti dello stemma e del gonfalone.

 

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringraziano Lucia Piguzzi e Alessandro Neri per le gentile collaborazione

 

 

Bibliografia:

 

Carassai M. (a cura di). LE MARCHE SUGLI SCUDI. Atlante storico degli stemmi comunali. Andrea Livi Editore, Fermo 2015, p.75.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento, al monte all’italiana di tre colli, di verde, fondato in punta, il colle a destra cimato dalla torre di rosso, merlata alla guelfa di tre, il colle centrale più esiguo, il colle a sinistra cimato dall’albero d’azzurro”.

Colori dello scudo:
argento
Oggetti dello stemma:
albero, colle, monte all'italiana, torre
Attributi araldici:
a destra, a sinistra, centrale, cimati, fondato in punta, merlato alla guelfa, più esiguo

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di azzurro e di rosso…”

Colori del gonfalone: azzurro, rosso
Partizioni del gonfalone: partito
Profilo Araldico

“Drappo partito di azzurro e di rosso caricato in centro dallo stemma comunale”.

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 06/04/1987