Comune di Taglio di Po (RO)

Informazioni

  • Codice Catastale: L026
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 8537
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Toponimo composto da TAGLIO, che designa un canale di bonifica (analogamente a “Tagliata”) o ad un diversivo artificiale di un corso d’acqua, e dall’idronimo PO.

Il nome fa riferimento al celebre “Taglio di Porto Viro” fatto eseguire con ingenti investimenti dalla Serenissima Repubblica di Venezia nel 1600 e terminato nel 1604 su progetto dell’ “ingegnere idraulico” Marino Silvestri di Rovigo per evitare l’interramento della Laguna a causa dei detriti portati dal ramo del Po di Levante e da quello di Tramontana e per convogliare le piene al mare attraverso un canale lontano dai suoi lidi.

I lavori di bonifica sono tutt’ora in corso e, in località Ca’ Vendramin (che, fino al 1800 era dello Stato Pontificio) fu edificata la prima centrale idrovora del territorio (oggi Museo della Bonifica) amministrato dal Consorzio di Bonifica Po-Adige.

Alla caduta della Serenissima, con la Repubblica Cisalpina del 1797, il paese fu inglobato nella Provincia di Ferrara e nel 1798 assunse il nome di Taglio di Po.

Dal 1815 fu sotto il dominio degli Austriaci.

Nel 1851 passò alla Provincia di Rovigo.

Lo Statuto del Comune riporta la descrizione dello Scudo: “…è composto da: un dipinto raffigurante uno sfondo di montagne, [con] un uomo nudo seduto tra le cime che con la mano sinistra sostiene una verticale lastra di marmo con una scritta non leggibile, e sotto il braccio destro tiene un otre o vaso sgorgante acqua da cui nasce un fiume (il Po); un corso d’acqua (il Po) che sfocia in valle [scorrente in pianura]; una figura d’uomo che punta l’indice (trattasi di Luigi Groto, il dotto cieco di Adria che indica dove “tagliare” per deviare il corso del fiume). [Circonda lo scudo] un nastro [tenuto da] un’aquila sopra il dipinto con la scritta MULTO ANIMO VIDIT LUMINE CAPTUS ERAT”.

L’uomo seduto è il leggendario Eridano, figlio di Oceano e Teti, che si identifica abitualmente col Po, dietro di lui il “dente” del Monviso, dove il fiume ha le sue sorgenti.

Luigi Groto (o Grotto) fu letterato, tragediografo, commediografo e rimatore.

Nacque ad Adria l’8 settembre 1541 e morì a Venezia il 13 dicembre 1585.

La tradizione vuole che, pur essendo cieco, abbia suggerito il luogo ove praticare il “taglio del fiume”: “Si getti nel fiume una canna, o un tronco d’albero. Ove si fermeranno, sospinti dalla corrente, si tagli l’argine. Quel punto è quello in cui il Po ha la sua naturale tendenza a scorrere”.

Il punto ove è stato fatto il taglio è ad ovest della strada Romea, all’altezza di Ca’ Zen.

Nella figurazione corrente l’aquila è scomparsa e lo scudo, pur mantenendo il nastro, è timbrato dalla corona merlata d’argento di Comune italiano.

 

Note di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Giannandrea Andreoli per la gentile collaborazione.

Profilo Araldico

Un dipinto raffigurante uno sfondo di montagne; un uomo nudo seduto fra le cime che con la mano sinistra sostiene una verticale lastra di marmo con una scritta non leggibile e sotto il braccio destro tiene un otre o vaso sgorgante acqua da cui nasce un fiume; un corso d’acqua che sfocia in valle; una figura di uomo che punta l’indice. Un nastro con Torre Argentata sopra il dipinto con la scritta: “Multo animo vidit lumine captus erat”. Un nastro sotto il dipinto con la scritta “Taglio di Po”.

Dallo Statuto comunale

Stemma ridisegnato

Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: campo di cielo
Profilo Araldico

“Drappo di rosso…”

Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

Torna su