Stornara


Comune di Stornara – (FG)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: I697
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 5114
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Stornara divenne comune autonomo nel 1906, staccandosi da Stornarella di cui precedentemente aveva costituito frazione. Appartiene ai Cinque reali siti, così detti perché originati dalla creazione di cinque colonie agricole voluta da re Ferdinando IV di Borbone a partire dal 1774.

La pratica per dotare il Comune di uno stemma riconosciuto a termini di legge inizio il 14 giugno 1931, quando il Podestà Moscarella invio in proposito una comunicazione al Capo Gabinetto del Consiglio dei Ministri affermando che dai registri delle chiesa parrocchiale, a partire dal 1775 e fino al principio della dominazione napoleonica, non vi erano prove dell’uso di emblemi particolari, il primo simbolo usato era rinvenibile in un timbro usato regolarmente per l’autentica degli atti nei registri dello stato civile a partire dal 1812 (in questo periodo il Regno di Napoli, a cui Stornare apparteneva, era sotto il dominio del generale francese Gioacchino Murat cognato di Napoleone Bonaparte); timbro di cui, affermava il Podestà, si sconosceva l’origine (in proposito il Podestà aveva esperito indagini presso l’Archivio di Stato di Napoli non riuscendo però a trovare il relativo catasto onciario). Il timbro (o sigillo) era ovale su fondo nero, ed aveva dimesioni di cm 4 lunghezza e cm 3 larghezza, sul bordo portava la scritta “Comune di Stornara” e al centro di esso vi era un’aquila avente una corona reale con una piccola croce in mezzo.
In ogni caso durante i primi trent’anni di autonomia il comune aveva adottato quale emblema una torre sulla cima della quale vi era un uccello (cioè uno storno, da cui la tradizione popolare vuole abbia avuto origine il nome del luogo); a questo stemma, troppo simile a quello del vicino comune di Stornarella e quindi soggetto a confusione e contestazioni, fu quindi preferita l’aquila. La pratica per dotare di simbolo araldico il Comune s’interruppe fino al 1949, probabilmente a causa del sopraggiungere della guerra.

I lavori in merito ripresero il loro corso con la seduta del Consiglio Comunale (Sindaco Antonio Garbetta) del 29 dicembre 1949, e sempre con l’intendimento di ottenere il riconoscimento dello stemma con l’aquila, araldicamente così descritto: di azzurro all’aquila rivolta al naturale, dal volo abbassato, coronata da un cerchio d’oro i cui tre sostegni sorreggono una croce latina dello stesso, ferma su di un ramo secco, con segni esterni da Comune. La richiesta di concessione a questo punto si arenò, tanto che il Sindaco inviò lettere al Presidente del Consiglio dei Ministri (2 agosto 1950) e al Presidente della Repubblica (20 gennaio 1951). Solamente il 19 gennaio 1952 l’Ufficio Araldico rispose segnalando che la richiesta non poteva essere accolta in quanto «lo stemma richiesto altro non è se non quello dell’Impero Francese»; l’Ufficio Araldico quindi suggeriva, trattandosi di un comune eminentemente agricolo e produttore di frumento, di inserire una spiga o un fascio di frumento e, se non fosse bastato, un corno dell’abbondanza sopra un campo di colore azzurro, verde o rosso.

Sulla base di questi suggerimenti il Comune creò quindi un nuovo bozzetto di rosso, al grappolo d’uva di nero pampinato di due di verde accompagnato sotto da un fascio di spighe di grano al naturale e da un ramo di olivo di verde, fruttato, passanti in decusse; l’ultima modifica richiesta dall’Ufficio Araldico (su suggerimento dell’Archivio di Stato di Napoli) il 10 dicembre 1955 al Sindaco dell’epoca V. Antonio Negri, fu la sostituzione del rosso con l’argento per evitare di avere l’anomalia della sovrapposizione di colore su colore (ciò secondo le regole proprie dell’Araldica), inoltre il gonfalone sarebbe stato un drappo troncato di verde e di bianco. Ottenuto il cenno di riscontro dall’Amministrazione comunale il 16 marzo 1956 si ebbe l’emissione del decreto del Presidente della Repubblica che riportava lo stemma: d’argento, al grappolo d’uva di nero, pampinato di due di verde; accompagnato sotto da un fascio di spighe di grano al naturale e da un ramo di ulivo di verde, fruttato, passanti in decusse. Ornamenti esteriori da Comune, è un gonfalone consistente in un: drappo troncato di verde e di bianco. Nonostante ciò i bozzetti vidimati dall’Ufficio Araldico presentano lo stemma con lo scudo di rosso e il gonfalone non “troncato” (quindi suddiviso in due metà verticalmente) bensì “partito” (cioè suddiviso orizzontalmente) e gli emblemi utilizzati dal Comune di Stornara seguono non quanto prescritto da decreto ma i disegni riportati dai bozzetti ufficiali.

Nota di Giovanni Giovinazzo

Bibliografia:

Stornara. Lo stemma e la sua storia, a cura degli alunni della 3ª A e 3ª B della scuola elementare di Stornara, Amministrazione comunale di Stornara – Assessorato alla Pubblica Istruzione, Foggia, agosto 1998, Leone Editrice.

Archivio di Stato Centrale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio Araldico, fasc. 11143.

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Dodo Caputo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento, al grappolo d’uva di nero, pampinato di due di verde; accompagnato sotto da un fascio di spighe di grano al naturale e da un ramo di ulivo di verde, fruttato, passanti in decusse. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
argento

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: collaborazione 99283

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo partito di verde e di bianco…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 16/03/1956

      Registrato alla Corte dei conti il 9 maggio 1956, trascritto nel Registro araldico dell’Archivio Centrale dello Stato il 30 giugno 1956