Škofja Loka


Città di Škofja Loka – (KR)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma del Comune di Škofja Loka (Grb Občine Škofja Loka) si connette iconograficamente al toponimo tedesco della città Bischoflack (“Prato del Vescovo”), infatti la testa di moro coronata, è il simbolo dei vescovi di Frisinga (Freising) ai quali il territorio era soggetto fin dalla donazione fatta dall’imperatore Ottone II, nel 973, al vescovo Abramo di Frisinga (l’area precisa che fu donata al prelato bavarese è l’attuale isolata di Stara Loka– “Vecchia Loka” sulla riva settentrionale del fiume Selška Sora).

 

Una curiosa leggenda locale, riportata anche sulle pubblicazioni turistiche e ripetuta dalle guide racconta che nello stemma “… c’è uno schiavo con la corona. La leggenda narra che il signore del luogo, il vescovo Abramo, avesse intrapreso un viaggio attraverso la valle di Poljanska con il suo servo indiano. Imbattutisi in un orso nel bosco, Abramo si fermò spaventato e il servo uccise l’orso con un semplice inchino. In segno di gratitudine per avergli salvato la vita, Abramo fece dipingere la testa del moro sullo stemma della città”.

 

Ovviamente non c’è nessun fondamento storico: una testa di moro detta “Caput Aethiopis” nei testi latini e “Maput” o “Mohr” (corrispondente all’italiano Moro) in tedesco, fu attribuito come emblema alla Diocesi di Freising, che aveva autorità feudale a Loka, dal medioevo. 

 

Compare nel sigillo della città di Škofja Loka del XIV secolo con l’iscrizione in esergo: Sigillum Civitatis Lok (“il sigillo della città di Škofja Loka”).

 

Lo stemma attuale è stato formalmente adottato nell’Ordinanza sullo stemma, bandiera, festività e sigillo del Comune di Škofja Loka, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Slovenia n. 23 del 1997: “v zelenem polju stoji na črni podlagi zlati grad z glavnim stolpom in dvema stranskima s stožčasto streho. V vratih je črna zamorčeva glava z zlatim uhanom ter krono, ustnicami in ovratnikom, ki so rdeče barve”, in italiano “di verde, al castello d’oro fondato sulla campagna di nero, con una torre principale e due laterali, dette torri laterali coperte a cono. Aperto pure d’oro con al centro una testa di Moro di nero, con orecchino d’oro e corona, labbra e colletto di rosso”.

 

Sono state proposte innumerevoli spiegazioni sull’origine del popolare “Moro di Frisinga” (compare anche sullo stemma di papa Benedetto XVI, in quanto ex arcivescovo di Monaco-Frisinga). Il Freisinger Mohr (“Moro di Frisinga”) o anche “Mohren” rappresenta una testa di africano incoronato (citato come “caput aethiopis“) e appare per la prima volta nel 1284 nello stemma del vescovo di Frisinga Emicho von Wittelsbach (1283-1311) nipote di Konrad, già vescovo di Frisinga († 1278).

 

Presto si costruì una leggenda, secondo la quale i precedenti vescovi, in particolare il celebre vescovo Ottone (1112-1158) nel corso della sua partecipazione alla seconda crociata, sarebbe stato insignito del Morodal nipote, l’imperatore Federico Barbarossa. 

Secondo l’interpretazione più diffusa, tuttavia, il Moro sarebbe nato dall’errata interpretazione di una raffigurazione che in realtà mostrava semplicemente una testa coronata, con la quale il vescovo Emicho voleva indicare l’immediatezza imperiale della sua giurisdizione. È ipotizzabile che si trattasse effettivamente di un ritratto dell’imperatore Rodolfo d’Asburgo o dello stesso Emicho. 

 

Un’altra possibile derivazione è il riferimento a un passaggio degli “Atti degli Apostoli” nel quale si narra di un eunuco etiope battezzato dall’apostolo Filippo (At 8,26).

 

Comunque fino allo scioglimento del Vescovado di Frisinga nel 1804, era permanentemente lo stemma dei vescovi. Dal 1846 alla nuova Arcidiocesi di Monaco-Frisinga fu concesso di adottare nuovamente il Moro nel suo stemma.

 

La città di Škofja Loka, titolo concesso già nel 1274, è uno dei centri medievali meglio conservati della Slovenia e si trova in Alta Carniola, alla confluenza dei fiumi Poljanska Sora e Selška Sora che da questo punto assume il solo nome di Sora.

 

La bandiera del comune è di forma rettangolare, divisa orizzontalmente in due metà oro e verde (può essere issata anche in verticale, in guisa di pennone, con l’oro in posizione d’onore (a sinistra di chi guarda).

 

La città è gemellata con la serba Smederevska Palanka e l’italiana Medicina (Bologna).

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di verde, al castello d’oro fondato sulla campagna di nero, con una torre principale e due laterali, dette torri laterali coperte a cono. Aperto pure d’oro con al centro una testa di Moro di nero, con orecchino d’oro e corona, labbra e colletto di rosso”.

Colori dello scudo:
verde
Oggetti dello stemma:
campagna, castello, colletto, corona, labbra, orecchino, testa di moro, torre
Attributi araldici:
al centro, aperto, coperto a cono, fondato, laterale, principale
Profilo Araldico

“Drappo troncato di giallo e di verde…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
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sigillo ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

sigillo Ufficiale
no sigillo
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,