Santa Maria Coghinas


Comune di Santa Maria Coghinas – (SS)

Informazioni

  • Codice Catastale: M284
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1454
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Santa Maria Coghinas prende nome dalla titolazione della chiesa della Madonna delle Grazie, di origine medievale, detta anche Sancta Maria [ad] Coghinas, dal nome del fiume che scorre nel territorio, che corrisponde ad un’ampia e fertile area pianeggiante di origine alluvionale ai piedi delle colline.

 

Villaggio dell’antico Giudicato di Torres, nella Curatoria di Anglona, dominato dalle suggestive rovine del Casteldoria (o Castello Doria), eretto (come dichiara il nome) da Brancaleone dalla famiglia genovese dei Doria, marito di Eleonora d’Arborea, “giudicessa” sovrana di Arborea. Venne restaurato dal re Pietro d’Aragona nel 1364, che sconfisse i Giudici d’Arborea (ultimi ad aver mantenuto l’indipendenza), ma demolito dai piemontesi alla fine del XVIII secolo perché non diventasse rifugio per gli indipendentisti isolani.

 

L’attuale abitato fu ripopolato nell’Ottocento da famiglie di pastori galluresi, dopo che il borgo medioevale era stato pressoché abbandonato nel XV secolo: ecco perché sono ‘vivi’ lingua, usi e costumi di Gallura, nonostante il paese rientri nella sub regione dell’Anglona.

 

Nel 1960 viene distaccata dal Comune di Sedini per entrare a far parte del neo costituito comune sparso di Valledoria da cui si rende autonomo nel 1982.

 

Il Comune ha avuto un primo stemma, regolarmente concesso con D.P.R. del 7 aprile 2003, che si blasonava: “Troncato semipartito: il PRIMO, di verde, alle cinque stelle di otto raggi, d’oro, poste due, una, due; il SECONDO, troncato d’oro e d’argento, all’aquila attraversante, di nero, rostrata, membrata, armata, coronata all’antica, di rosso; il TERZO, di azzurro, alle sette spighe di grano, impugnate, d’oro, legate di rosso”. Lo stesso decreto concedeva anche il gonfalone, che consisteva in un drappo di bianco.

 

Il 1º agosto 2019, con apposito ulteriore decreto, è stato concesso un nuovo stemma, che si blasona: “Inquartato, nel PRIMO, di rosso, alla torre d’oro, finestrata di una, aperta, merlata di quattro; nel SECONDO, troncato d’oro e d’argento, all’aquila attraversante di nero, armata, membrata, linguata, rostrata e coronata di rosso; nel TERZO, d’argento, all’albero sradicato al naturale, fustato di sette, tre in banda, uno in palo, tre in sbarra, dello stesso, fogliato di verde; nel QUARTO fusato d’oro e di rosso”.

 

Contestualmente è stato concesso anche un nuovo gonfalone: “Drappo di bianco, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto del colore del drappo, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

 

Gli elementi costitutivi sono facilmente decifrabili:

 

  • La torre in campo rosso richiama l’antico Giudicato di Torres (era anche presente –  …di argento, alla torre di rosso… – nello stemma della soppressa Provincia di Olbia-Tempio), corrispondente all’incirca all’attuale territorio della Provincia di Sassari.
  • L’aquila nera su campo troncato oro e argento è l’emblema storico della famiglia Doria
  • Il particolare albero stilizzato, derivato dall’antico emblema dell’Arborea (oggi adottato dalla Provincia di Oristano, che ne era la capitale) e della giudicessa Eleonora.
  • Il campo di fusi rossi in campo d’oro è lo stemma dei Centelles, famiglia di origine catalana che, oltre nella regione d’origine e in Sardegna, ebbe feudi in Sicilia e Regno di Napoli.

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi, Francesco Maida e Giovanni Giovinazzo

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Giancarlo Scarpitta

Fonte: Archivio Centrale dello Stato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo araldico


“Inquartato, nel PRIMO, di rosso, alla torre d’oro, finestrata di una, aperta, merlata di quattro; nel SECONDO, troncato d’oro e d’argento, all’aquila attraversante di nero, armata, membrata, linguata, rostrata e coronata di rosso; nel TERZO, d’argento, all’albero sradicato al naturale, fustato di sette, tre in banda, uno in palo, tre in sbarra, dello stesso, fogliato di verde; nel QUARTO fusato d’oro e di rosso.”

Colori dello scudo:
argento, oro, rosso
Partizioni:
inquartato
Oggetti dello stemma:
albero, aquila, torre
Attributi araldici:
aperto, armato, attraversante, coronato, finestrato, fogliato, fusato, fustato, in banda, in palo, in sbarra, merlato, rostrato, sembrato, sradicato

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Giancarlo Scarpitta

Fonte: Archivio Centrale dello Stato

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo di bianco, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto del colore del drappo, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.”

 

Colori del gonfalone: bianco

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 01/08/2019
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 07/04/2003