Santa Giuletta


Comune di Santa Giuletta – (PV)

Informazioni

  • Codice Catastale: I203
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1679
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il capoluogo del Comune di Santa Giuletta, per gli abitanti, è indicato semplicemente come “La Villa” e corrisponde all’agglomerato a valle storicamente più recente (in area padana “villa”, derivato dal latino, indica un agglomerato di case non fortificato, più grande di un “vicus” ma più piccolo di una “civitas”, dipendenti da un centro più importante). Il nucleo più antico, detto Castello, sorge sulla collina e prende nome dal fortilizio che sorse in quella posizione in epoca remota (i primi insediamenti sono di epoca celto-ligure) e che venne rimaneggiato in un vero castello dai piacentini e dal quale si controllava il territorio per conto del feudatario, incarico che Federico “Barbarossa” conferì all’abate di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia, pur nel contado pavese, con diploma del 1164.

 

Il toponimo è una corruzione di Santa Giulitta, la madre di San Quirico e martirizzata con il figlio adolescente nel 304; ai due santi era dedicata una chiesa primitiva, dipendente dalla pieve di Casteggio, e si vuole che la dedicazione sia dovuta alla sosta delle loro reliquie che sant’Amatore, vescovo di Auxerre stava conducendo a Roma da papa Vigilio, nel 550, percorrendo la Via Romea. San Quirico è invece all’origine del vicino Comune di Corvino San Quirico, che lo ha come patrono. La primitiva chiesa si trovava (e si trova tutt’ora) a mezza via tra il Castello e La Villa, solo nel 1953 l’antico oratorio dedicato a San Colombano, alla Villa, divenne parrocchia autonoma, separata da Santa Giuletta che restava parrocchia del solo Castello.

 

Il diploma imperiale del 1164 certamente si riferisce al Castello, e quella è probabilmente la sede della Podesteria (o Squadra) che corrisponde, all’incirca, all’attuale territorio comunale.

 

Nel XIII secolo il territorio, indicato come Sancta Juleta, compreso nel contado pavese dell’Oltrepò, venne unito al feudo di Broni, che nel XIV secolo venne assegnato ai Beccaria, i quali ancora lo mantennero fino al 1631, quando passò in co-dominio con i Trotti e gli Isimbardi, entrambi con il titolo di “conti di Santa Giuletta”, che lo mantennero fino all’abolizione del sistema feudale da parte del governo rivoluzionario nel 1797.

 

Alla metà del XX secolo, la sede comunale venne spostata alla Villa, che ormai aveva sopravanzato l’antico Castello, anche per la migliore posizione lungo la strada statale e la ferrovia Alessandria-Piacenza.

 

L’iniziativa di adottare uno stemma venne intrapresa dal Consiglio Comunale, che conferì l’incarico allo Studio Araldico Guelfi Camajani di Genova già intorno al 1940, ma non ebbe seguito. Il 17 gennaio 1966 il sindaco Stellio Lozza riscrisse per informazioni allo Studio Araldico che, però, non rispose.

 

Nel 1972 il Comune intraprese nuovamente l’iter per la concessione e nella seduta consiliare del 28 gennaio venne riesumato il vecchio progetto. L’Ufficio Onorificenze e Araldica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri diede rapido seguito alla stesura del DPR, firmato dal Presidente della Repubblica il 6 dicembre 1972, che si blasona: “D’azzurro a due leoni affrontati d’oro [lampassati di rosso], sostenenti con le branca anteriore un castello di rosso, torricellato di un pezzo del medesimo, merlato alla guelfa, chiuso, finestrato e murato di nero. Ornamenti esteriori da Comune” è stato formalmente concesso con DPR del 6 dicembre 1972, assieme al gonfalone che vi è descritto, come di prassi, come: “Drappo d’azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Santa Giuletta. Le parti di metallo ed i cordoni argentati. L’asta verticale ricoperta di velluto del colore del drappo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

 

I due leoni (che, pur non se non specificata, sono abitualmente rappresentati con la lingua rossa) simboleggiano, negli intenti dello Studio Araldico, le due famiglie feudali storicamente più rilevanti per il territorio: i Trotti e gli Isimbardi (anche se nessuna delle due aveva il leone come emblema), il castello rosso indica il “possesso” del dominio di Pinarolo; possiamo attribuire alle fiere anche il compito di rappresentare i due centri che formano il Comune; il “Castello” oltre a richiamare il centro antico, ricorda come con le pietre di Santa Giuletta vennero edificati gli edifici più prestigiosi della zona: nel territorio, alle pendici del monte Zavo (346 m s.l.m.), si trovano infatti le cave di arenaria, con la quale vennero edificate (tra le altre) le chiese pavesi di San Michele, di San Pietro in Ciel d’oro e la nota Certosa di Pavia.

 

Nello stesso decreto è normato anche il gonfalone: un semplice “drappo di azzurro…” caricato dello stemma e decorato da fregi d’argento come prassi.

 

È gemellato con il Comune sardo di Mores (Sassari)

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Carletto Genovese

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro a due leoni affrontati d’oro, sostenenti con la branca anteriore un castello di rosso, torricellato di un pezzo del medesimo, merlato alla guelfa, chiuso, finestrato e murato di nero. Ornamenti esteriori da Comune”.

 

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
branca, castello, leone, pezzo
Attributi araldici:
affrontato, anteriore, chiuso, finestrato, merlato alla guelfa, murato, sostenente, torricellato

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Carletto Genovese

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo d’azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Santa Giuletta. Le parti di metallo ed i cordoni argentati. L’asta verticale ricoperta di velluto del colore del drappo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 06/12/1972