Santa Croce di Magliano


Comune di Santa Croce di Magliano – (CB)

Informazioni

  • Codice Catastale: I181
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 4727
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il comune di Santa Croce di Magliano è situato sulle colline delimitate a valle dal fiume Fortore e dal torrente Tona; prende nome dalla antica chiesa dedicata alla Santa Croce, esistente nel XIII secolo, col determinante toponomastico che perpetua l’antico centro distrutto di Magliano e lo distingue dalla vicina Santa Croce di Morcone.

Documentato come Casale di Santa Croce, in una donazione che Stefano, vescovo di Larino, fece all’abbazia di Casamari nel 1240 e, in seguito, donata al monastero di Sant’Eustachio di Pantasia, che lo mantenne fino al XVI secolo, affidandone la gestione temporale a diverse famiglie nobili: i Caldora, gli Acciapaccio, i Ceva-Grimaldi, i Rocco-Stella di Modugno.

Nel XV secolo fu popolata da una minoranza albanese proveniente da Costantinopoli, che costruí la chiesa greca, un raro esempio di architettura bizantina del Molise.

 

Lo stemma in uso è stato regolarmente concesso con DPR del 7 agosto1990: “d’oro, alla croce del Calvario diminuita e scorciata, di rosso, raggiante di dodici raggi, d’argento, tre per angolo, col braccio superiore e con le braccia laterali piane e aventi le estremità convesse, col braccio inferiore infisso nella sommità del monte di verde, fondato in punta, esso braccio rinforzato alla base dal sostegno piegato a semicerchio di rosso, con le sue estremità infisse nel monte”.

Ma lo stemma era in uso già precedentemente, in raffigurazioni leggermente differenti dove la croce appare trifogliata. Il monte vuole indicare la posizione del capoluogo, al culmine di un alto colle, che permette un’ampia visuale dalla Majella all’Adriatico, fino al Gargano.

 

Con lo stesso decreto è stato concesso anche il gonfalone, descritto come: “drappo partito bianco e rosso”.

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi e Giancarlo Scarpitta

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’oro, alla croce del Calvario diminuita e scorciata, di rosso, raggiante di dodici raggi, d’argento, tre per angolo, col braccio superiore e con le braccia laterali piane e aventi le estremità convesse, col braccio inferiore infisso nella sommità del monte di verde, fondato in punta, esso braccio rinforzato alla base dal sostegno piegato a semicerchio di rosso, con le sue estremità infisse nel monte”.

Colori dello scudo:
oro
Oggetti dello stemma:
angolo, base, braccio, croce del Calvario, estremità, monte, raggio, sommità
Attributi araldici:
convesso, diminuito, fondato in punta, inferiore, infisso, laterale, piano, piegato a semicerchio, raggiante, rinforzato, scorciato, superiore

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi Ferrara

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e di rosso…”

Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 07/08/1990

      Registrato alla Corte dei Conti il 17 novembre 1990, reg. n. 12, foglio n. 93; registrato all’Ufficio Araldico il 13 novembre 1990 al n. 51; trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato il 17 ottobre 1990.