San Mauro Pascoli


Comune di San Mauro Pascoli – (FC)

Informazioni

  • Codice Catastale: I027
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 11106
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il comune di San Mauro, che nel 1862 aveva assunto il determinate corografico di Romagna (RD del 31 dicembre 1862 n. 1093), nel 1932 assume il nome di San Mauro Pascoli, per onorare il suo concittadino più illustre, Giovanni Pascoli, che vi era nato nel 1855.

 

Il Fundus Sancti Mauri è documentato nel 1191, e prende nome dalla presenza di una chiesa dedicata a San Mauro vescovo di Cesena ed è soggetto alla vicina Savignano (oggi Savignano sul Rubicone).

 

Nel 1247 la riminese Concordia De’ Particitadi sposò Novello Malatesta da Verucchio portando in dote numerosi “castelli”, compresi quelli di San Mauro e Giovedì.

 

Nel 1358, con la costituzione del vicariato pontificio Santarcangelo, il castello di Giovedìa restò ai Malatesta mentre l’attigua San Mauro rientrò nei territori santarcangiolesi. Più tardi, le vicende dei due nuclei si ricongiungono nuovamente, nel 1398 Galeotto di Giovanni Malatesta controllava San Mauro “con tutti i suoi abitanti ed il fortilizio fatto erigere da suo padre nel 1361“.

 

Nel 1443, Sigismondo Pandolfo Malatesta lo concesse al suo capitano Gottofredo Isei.

 

Successivamente i due centri verranno fortificati, pur restando villaggi rurali, e San Mauro nel XV secolo otterrà dai signori di Rimini gli Statuti comunali grazie alla residenza nel castello di Giovedìa di Antonia da Barignano, madre dei fratelli Sigismondo Pandolfo e Malatesta Novello, rispettivamente signori di Rimini e di Cesena.

 

Papa Paolo II concesse San Mauro in feudo ai nobili Zampeschi e, dopo di loro, passò di mano in mano, fino a tornare alla Camera Apostolica nel 1590, alla fine del XVII secolo venne nuovamente aggregato a Savignano.

 

Papa Pio VI (il cesenate Angelo Braschi) lo concesse in enfiteusi al nipote Luigi Onesti Braschi. Tutti i possedimenti di quest’ultimo vennero acquisiti nel 1828 dal principe romano Alessandro Raffaele Torlonia che organizzerà intorno alle rovine del castello una grande tenuta agricola con villa, nota come “Torre di Giovedìa” che rimanda alla memoria, Ruggero Pascoli, padre del poeta, amministratore dei possedimenti del principe Torlonia dal 1855 al 10 agosto 1867, quando venne ucciso al rientro in calesse (trainato dalla celeberrima “cavallina storna”) dal mercato di Cesena, trattandosi di un funzionario di uno dei latifondi terrieri più importanti ed estesi della Romagna (dal 1983 Villa Torlonia è una proprietà comunale).

 

Nel 1827 divenne un comune autonomo e, come detto, con RD del 22 settembre 1932 n. 1350 assunse la denominazione corrente.

 

Attualmente è gemellato con Teggiano (Salerno), Naumburg (Assia, Germania), Gracanica (Tuzla, Bosnia e Erzegovina), Sousel (Portalegre, Portogallo).

 

Lo stemma del comune è stato concesso con DPR del 25 agosto del 1953 e si blasona: “Partito: il 1° d’azzurro alla figura di San Mauro con mitra e pastorale, al naturale; il 2° d’oro alla banda di rosso caricata da una stella d’oro con sei raggi.”

 

Il santo compare già in un sigillo della comunità risalente al 1521. In questa forma sarebbe stato adottato già nel 1521 allorché il comune si dotò di nuovi Statuti, concessi da papa Adriano VI. Da notare che non si tratta del patrono del paese, che è San Crispino.

 

Il secondo campo, aggiunto successivamente, si pensa sia lo stemma personale del podestà Zaccaria Zaccari (1611-1613) creduto dal Comune come proprio.

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringraziano Elena Magnavacchi e Ideo Caleffi per la gentile collaborazione

 

 

 

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p. 689.

 

Calandrini S. STORIA DI SAN MAURO PASCOLI, Il Ponte Vecchio, Cesena 2000.

 

Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna. GLI STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA, Compositori, Bologna 2003, p. 408.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Partito: il 1° d’azzurro alla figura di San Mauro con mitra e pastorale, al naturale; il 2° d’oro alla banda di rosso caricata da una stella d’oro con sei raggi”.

Colori dello scudo:
azzurro, oro
Partizioni:
partito
Oggetti dello stemma:
figura, mitra, pastorale, raggio, san Mauro, stella
Pezze onorevoli dello scudo:
banda
Attributi araldici:
caricato

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo partito di azzurro e di giallo…”

Colori del gonfalone: azzurro, giallo
Partizioni del gonfalone: partito
Profilo Araldico

“Drappo partito di azzurro e di giallo…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 25/08/1953