San Maurizio d’Opaglio


Comune di San Maurizio d’Opaglio – (NO)

Informazioni

  • Codice Catastale: I025
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 3199
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

San Maurizio d’Opaglio nacque il 2 settembre 1568 allorché il vescovo di Novara, Giovanni Antonio Serbelloni, decretò l’istituzione di una nuova Parrocchia per le popolazioni di Opagliolo, Lagna, Briallo e Sazza presso la chiesa di San Maurizio. I tre nuclei erano uniti da tempo in una sola comunità di fatto – con tutta probabilità già nella seconda metà del XIII secolo nella comunità di «Alagna, Upalio et Briallo»[1] poi attestata da un documento 1494 – con la sede comunitaria a Lagna.

Il toponimo è formato dal nome di san Maurizio, santo guerriero moro dal culto molto diffuso nell’argo alpino, e del determinante “d’Opaglio” che deriva dal personale Opalos[2], un oscuro personaggio pre-romano che ha avuto estese proprietà fondiarie nella zona.

La prima citazione di un villaggio denominato Upalium è del XII secolo, in seguito – nel XVI secolo – questo centro scompare dalla documentazione mentre inizia ad essere attestata una chiesa dedicata a San Maurizio, posta nel limitrofo territorio di Briallo, insieme all’abitato di Opagliolo[3].

Dal 1928 (R.D. n. 1702 del 28 giugno) al 1946 i tre Comuni di San Maurizio d’Opaglio, Pogno, Pella e il territorio della sponda occidentale del lago d’Orta appartenente a Isola San Giulio, vennero uniti e il nuovo ente fu denominato Castelli Cusani; il capoluogo fu posto a San Maurizio. Dopo la fine del conflitto mondiale, con D.L.C.P.S. n. 538 del 13 dicembre, esecutivo dal 15 gennaio 1947, Pogno e Pella riottennero la loro indipendenza; con D.P.R. n. 308 dell’11 marzo 1948 Castelli Cusani riprese la denominazione precedente.

L’attuale Comune alza uno stemma abbastanza semplice: una ruota d’ingranaggio intrecciata a due rami frondosi verdi, con un monte d’argento nascente dalla punta.

Il monte è un riferimento alle cave di granito bianco di Alzo di Pella, che rappresentavano nel XIX secolo un’importante risorsa economica per il territorio, esaurita nel 1945; l’arte delle pietra cominciò a svilupparsi alla fine della prima metà dell’Ottocento e assunse una dimensione industriale grazie a Carlo Andrea Nobili De Toma[4].

Nel 1920 si insedia nel capoluogo una rubinetteria, la “Fratelli Uberti”, seguita rapidamente da altri laboratori; questa industria, grazie al suo legame con l’edilizia, conobbe un “boom” a partire dagli anni ’50 del XX secolo. Oggi la località è nota come il centro principale del “Distretto della Rubinetteria” e, dal 1995, è sede del “Museo del Rubinetto”[5].[6] La ruota dentata dello stemma richiama quindi l’industria locale.

Infine i due rami di verde ricordano l’antica base agro-pastorale della comunità che basava la sua esistenza sullo «sfruttamento degli alpeggi, dei pascoli e dei boschi comuni, sui quali si impernia l’economia locale per un lungo arco temporale, che affonda le radici almeno nell’età medioevale»[7].

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Bibliografia

San Maurizio d’Opaglio: dall’erica all’ottone, Gravellona Toce, Pro Loco di San Maurizio d’Opaglio, 1997

Note

[1] Mirella Montanari, Vicende del popolamento nel bacino del Lago d’Orta: la formazione del territorio comunale di San Maurizio d’Opaglio (secoli IX-XVII) in San Maurizio d’Opaglio…, op. cit., p. 62

[2] «A San Maurizio d’Opaglio, in frazione Opagliolo, esiste un imponente complesso murario, denominato Carlaccio, realizzato in opera a secco, che non è spiegabile con terrazzamento ad uso agricolo. Non è ancora possibile avanzare ipotesi cronologiche sicure, pur trattandosi di strutture verosimilmente precedenti il Mille. Resta da chiarire se si tratti di un complesso preromano, interpretabile come un “castelliere” o piuttosto di un villaggio altomedievale fortificato. Solo studi più approfonditi potrebbero consentire un migliore inquadramento dell’area … Qualche utile indizio, infine, può derivare dalla toponomastica. L’origine di tale onomastico ha una storia curiosa, in quanto deriva da una radice etrusca col significato originario di “albero sposato alla vite”, vale a dire di albero su cui la vite era fatta arrampicare, secondo la classica tecnica mediterranea. Fufluns/Pupluns era il dio etrusco del vino corrispondente al Dioniso greco e al Bacco latino e il nome della città etrusca di Pupluna (Populonia) ha nella stessa radice la propria origine. Il termine si diffuse poi nelle aree sottoposte all’influenza etrusca assieme alla coltura della vite … Il nome divenne anche un onomastico, Opalos appunto, di modo che è difficile stabilire se il nome Opalium sia da intendere come “campo di Opalos” o come “luogo dove vi sono gli alberi su cui si fa arrampicare la vite”. È certamente suggestivo, ma è del tutto da dimostrare che tra i due toponimi vi sia un nesso, [dovuto al fatto] che in località Opagliolo il complesso murario denominato “Carlaccio” sia ubicato in “località Vignole”.» (Andrea Del Duca, La preistoria del Cusio in San Maurizio d’Opaglio…, op. cit., pp. 31-32)
Altre fonti collegano il personale Opalos ai celti-liguri presenti in zona in età preromana (Mirella Montanari, Vicende del popolamento…, op. cit., p. 64)

[3] Mirella Montanari, Vicende del popolamento…, op. cit., p. 58

[4] Angelo Vecchi, L’erica e il granito. Dimensioni dell’economia e spazi di socialità a San Maurizio d’Opaglio tra Ottocento e Novecento in San Maurizio d’Opaglio…, op. cit., pp. 113-4

[5] San Maurizio d’Opaglio…, op. cit., pp. 295-298

[6] Renato Negro, Lo sviluppo di San Maurizio d’Opaglio dalle origini alla seconda guerra mondiale in San Maurizio d’Opaglio…, op. cit., pp. 169-194

[7] Mirella Montanari, Le carte dell’archivio storico comunale di San Maurizio d’Opaglio in San Maurizio d’Opaglio…, op. cit., p. 54

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, alla ruota d’oro a 12 raggi, a due rami di verde decussati ed intrecciati con la ruota, al monte all’italiana, d’argento fondata in punta. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
monte all'italiana, ramo, ruota dentata

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di giallo…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,