San Martino dall’Argine


Comune di San Martino dall’Argine – (MN)

Informazioni

  • Codice Catastale: I005
  • Codice Istat:
  • CAP: 46010
  • Numero abitanti: 1829
  • Nome abitanti: sammartinesi
  • Altitudine: 30
  • Superficie: 30
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Forse qualcuno riconosce nella particolare figure dello stemma di questo Comune il celebre dipinto di Anton Van Dyck “San Martino e il povero” dipinto nel 1618 per la chiesa parrocchiale di Saventhem, presso Bruxelles, al quale si è ispirato il bozzettista. In effetti Van Dyck soggiornò per poco a Mantova, presso i Gonzaga, nel 1620.

Secondo la leggenda, riportata da Francesco Lampato (1840), il santo avrebbe le sembianze del ventiquattrenne Van Dyck, che avrebbe ritratto se stesso come san Martino, e il quadro fu realizzato in soli quindici giorni per ricevere i cento fiorini della scommessa fatta col curato di Saventhem, e che gli sarebbero serviti per il suo viaggio in Italia.

A differenza di quello della celebre tela, dove indossa un’armatura brunita, nello stemma è abbigliato con un elegante abito di velluto verde-bottiglia, che unitamente al bianco (argento) del cavallo e al rosso scarlatto del mantello richiama la bandiera nazionale italiana.

Lo stemma si blasona: “Di oro al San Martino, montato su un cavallo, nello atto di porgere ad un povero, seminudo, un pezzo del proprio mantello di rosso, il tutto su campagna di verde” ed è in uso da tempo e concesso con D.P.R. del 31 agosto 1955.

Raro anche il gonfalone che presenta una sorta di pergola ridotta e si blasona Drappo semitrinciato e semitagliato di verde e di bianco, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopradescritto con l’iscrizione centrata in argento: Comune di San Martino dall’Argine. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale e` ricoperta di velluto verde con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia e` rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.

La località, che deve il nome proprio al culto locale del santo di Tours il cui culto venne promosso dai benedettini di Leno, feudatari della zona, si trova presso il paleoalveo del fiume Oglio (il cui corso si è spostato col tempo più a nord) che spiega l’adozione del determinante toponomastico “dall’Argine”, già citato in un diploma di Corrado II del 1036 come Sancto Martino in Arzene.

È stata una delle sedi delle corti dei Gonzaga del ramo cadetto della dinastia dei duchi di Mantova. Il 3 gennaio 1406 Carlo Cavalcabò, signore di Bozzolo, firma un trattato di alleanza con Francesco Gonzaga riconoscendone la signoria su San Martino (del quale ottiene formale investitura dall’abate di Leno poco dopo). Dal 1478 San Martino dall’Argine, Bozzolo, Commessaggio, Gazzuolo, Pomponesco, Rivarolo Mantovano, Sabbioneta, (ai quali si aggiungeranno in seguito Isola Dovarese e Ostiano) entrano a far parte di un “condominio signorile marchionale” assegnato per testamento da Ludovico II Gonzaga marchese di Mantova ai figli, il cardinale Francesco e Giovan Francesco. Una signoria autonoma rispetto a Mantova (verso la quale però mantenevano un atteggiamento di “rispetto”) e dipendente solo dall’imperatore.

Morto il cardinale Francesco il feudo passa agli eredi di Giovan Francesco: con la formula del “condominio” in ogni generazione, secondo il quale le terre vengono suddivise tra ai membri della famiglia.

Nel 1594 tutto il “condominio marchionale” viene elevato a principato, col titolo concesso a Giulio Cesare Gonzaga di San Martino, che sceglie però Bozzolo come capitale.

Nel corso del XVIII secolo avviene una progressiva crisi della signoria gonzaghesca: nel 1703 muore senza eredi Gianfrancesco, figlio di Scipione, e tutto il principato di Bozzolo, passa al duca di Mantova Ferdinando Carlo Gonzaga di Nevers, che però, dichiarato “indegno e fellone” da una sentenza imperiale, viene detronizzato. Nel 1708 tutto il Ducato di Mantova (coi territori annessi) vengono assegnati per breve tempo al ramo cadetto dei Gonzaga duchi di Guastalla, dal 1746 al 1748, anno quando passano sotto il dominio austriaco di Maria Teresa d’Asburgo, fino all’Unità d’Italia.

Nota di Massimo Ghirardi e Alessandro Neri

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
Roggeri R.-Ventura L. (a cura di). I GONZAGA DELLE NEBBIE. Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po. Silvana, Milano 2008.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di oro al San Martino, montato su un cavallo, nello atto di porgere ad un povero, seminudo, un pezzo del proprio mantello di rosso, il tutto su campagna di verde”.

Colori dello scudo:
oro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo semitrinciato e semitagliato di verde e di bianco, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopradescritto con l’iscrizione centrata in argento: Comune di San Martino dall’Argine. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto verde con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) – 31/08/1955