San Gimignano


Comune di San Gimignano – (SI)

Informazioni

  • Codice Catastale: H875
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 7806
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Posta in posizione strategica a dominio della Val d’Elsa, la città di San Gimignano, prende nome dal santo patrono di Modena, il vescovo Geminiano, un santo il cui culto è diffuso lungo la Via Francigena, come anche nella città di Pontremoli in Lunigiana della quale è pure patrono.

Nel XII secolo era già un importante centro e aveva ordinamento di Libero Comune, con un consiglio di rappresentanti e magistrati cittadini (Consoli) analogamente ad altre città della Toscana e del Nord Italia.

La storia dello stemma del Comune è simpaticamente raccontata da Gian Piero Pagnini: “Si ha certa notizia dagli Statuti datisi dal comune di S. Gimignano nel 1255, che in quel tempo la bandiera del podestà era di color rosso e portava l’immagine del santo vescovo patrono di quella terra. Ma nel 1267 la bandiera era affatto diversa; perché preponderando la parte ghibellina, era stata adottata l’aquila nera nel campo d’oro. A loro volta i guelfi, avendo ripreso il di sopra, scelsero l’arme data dal papa alla loro fazione, cioè l’aquila rossa che abbatte il drago nel campo d’argento; e sotto questo vessillo vennero più volte alle mani con i nemici. Nella occasione peraltro di un’effimera pace, fu tra i patto che dovesse modificarsi l’arme del comune; componendo un insieme in cui ambedue le parti fossero rappresentate. E perciò composero allora lo stemma di uno scudo orizzontalmente diviso, rosso su oro; prendendo il campo dell’antica bandiera senza l’immagine del santo protettore, e il campo dei ghibellini senza dell’aquila. Di cotal modo fu l’arme di S. Gimignano fino al 1354, nel quale anno, essendosi quel comune sottomesso a Firenze, ottenne il privilegio di aggiungere allo stemma primitivo il leone fiorentino, rampante e colorito d’argento, con una palla caricata del giglio rosso tra l zampe. Di questa bene spesso fu fatto a meno, e talvolta ancora fu usata di colore azzurro con i fiordalisi d’Anjou”.

Nel 1936, con Decreto del Capo del Governo Mussolini del 29 di aprile, venne riconosciuto lo stemma della città, nella forma descritta da Pagnini con la variante di uno scudetto d’azzurro con lo stemma d’Angiò (Anjou): d’azzurro a tre gigli d’oro sormontati dal lambello di rosso, nella branca destra del leone.

Si blasona: “Troncato di rosso e d’oro, al leone d’argento, afferrante con la zampa anteriore destra lo scudetto appuntato, di azzurro ai tre gigli bene ordinati, d’oro, sormontati dal rastrello di tre denti, di rosso. Ornamenti esteriori da Città”.

 

Nota di Massimo Ghirardi e Alessandro Savorelli

Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997. Pagnini (Gian Piero) a cura di, GLI STEMMI DEI COMUNI TOSCANI AL 1860. Polistampa, Giunta Regionale Toscana, 1991.

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Davide Papalini

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Troncato di rosso e d’oro, al leone d’argento, afferrante con la zampa anteriore destra lo scudetto appuntato, di azzurro ai tre gigli bene ordinati, d’oro, sormontati dal rastrello di tre denti, di rosso. Ornamenti esteriori da Città”.

 

Colori dello scudo:
oro, rosso
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
dente, giglio, leone, rastrello, scudetto, zampa
Attributi araldici:
afferrante, anteriore, appuntato, bene ordinato, destro, sormontato

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo troncato di rosso e di giallo…”

Colori del gonfalone: giallo, rosso
Partizioni del gonfalone: troncato
Profilo Araldico

“Drappo partito di rosso e di giallo caricato in centro del leone dello stemma cittadino”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 08/06/2007

      Sostituisce Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 29 aprile 1936

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 29/04/1936