San Colombano Certenoli


Comune di San Colombano Certenoli – (GE)

Informazioni

  • Codice Catastale: H802
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2667
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il Comune di San Colombano Certenoli è un comune sparso e prende il nome da due delle sue frazioni principali, San Colombano e Certenoli mentre la sede comunale è nella terza frazione come dimensioni, Aveggio.

 

Nei tempi antichi era abitato da diverse tribù nomadi che avevano nell’allevamento del bestiame e della caccia le loro attività principali. Con il sopraggiungere dei monaci benedettini di Bobbio, (intorno al 600) guidati da San Colombano, queste nuove comunità indirizzarono i loro interessi verso l’agricoltura e, in particolare, introdussero il terrazzamento delle pendici dei terreni che caratterizzano tuttora il territorio per la coltivazione della vite.

Nei documenti dei Colobani di Bobbio viene citato come Bembelia, primo nome di San Colombano.

 

Nel 1171 il territorio divenne feudo dei conti Fieschi di Lavagna.

 

Tra il XIV e il XV secolo si registrano gravi scontri tra le fazioni dei Fieschi e dei Malaspina.

 

Dal 1543 passa sotto la Repubblica di Genova seguendone le sorti: le comunità certenolesi furono poste dapprima nel capitaneato di Chiavari, sotto la podesteria di Rapallo e, dal 1608, nel neo istituito capitaneato rapallese.

 

Nel corso del 1672 i  Savoia tentarono di far insorgere la popolazione della località di Calvari contro la repubblica genovese, per poter così ottenere l’annessione del territorio al Piemonte, ma  Genova sedò questa insurrezione chiamata “la congiura dei Torre” e l’impiccò i congiurati.

 

Nel 1797, Napoleone Bonaparte i vari borghi e località si costituirono in piccole municipalità (Baranzuolo, Calvari, Camposasco, Certenoli e Romaggi) rientranti dal 2 dicembre nel Dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all’interno della Repubblica Ligure.

 

Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, San Colombano rientrò nel IV cantone, capoluogo Santa Maria di Camposasco nella Fossa dei Peirani, della Giurisdizione dell’Entella.

Dal 1803, centro principale del I cantone dell’Entella nella Giurisdizione dell’Entella. Nello stesso anno furono soppresse le municipalità di Baranzolo e Calvari aggregandole a San Colombano e, l’anno successivo, allo stesso ente i centri di Camposasco, Certenoli e Romaggi.

Nel 1805, furono cedute le frazioni di Celesia e Cichero alcomune di Orero.

 

Dal 13 giugno 1805 al 1814, fu annesso al Primo Impero francese e venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

 

Nel 1815, fu inglobato nel Regno di Sardegna, nella provincia di Chiavari, sotto la divisione di Genova.

 

Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Cicagna del circondario di Chiavari dell’allora provincia di Genova, nel Regno d’Italia.

 

A partire dal 1863 assume il definitivo nome di San Colombano Certenoli. Si scelse di aggiungere la denominazione Certenoli poiché era nota già in periodo romano con il nome di Certinulus, presumibilmente un prediale, ed era la frazione più estesa del comune.

 

Lo stemma comunale, ideato dall’arch. Cav. Ivon Palazzolo, raffigura il territorio Comunale. e si blasona: “Troncato: al primo d’azzurro alla torre di rosso, murata di nero, merlata di tre alla guelfa e aperta d’oro; al secondo di verde alla fascia ondata d’argento e di azzurro attraversante. Ornamenti esteriori di Comune“.

 

Lo statuto chiarisce che il partito verde inferiore simboleggia la pianura comunale solcata da tre strisce bianche a rappresentare i torrenti: Lavagna, Cicana, Barbarasco; la torre di rosso le zone alte del comune, e la porta di oro vuole indicare l’importanza della Valle del Cicana; l’azzurro rappresenta il cielo di Fontanabuona; il motto, che appare nella versione adottata dal comune ma non nel blasone, “INTER VALLES AUGEO” (Prospero tra le valli), ricorda che il Comune vive fra le due valli principali: Lavagna e Cicana e numerose valli minori.

 

Lo stemma è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica in data 20 gennaio 1961, registrato nel Registro Araldico il 02 settembre 1961, registro 3 Presidenza, Foglio 148 e trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio centrale dello Stato il 07 settembre1961.

Con pari provvedimento veniva concesso un gonfalone che si blasona “Drappo di bianco…”. Il Comune tuttavia fa uso di un drappo di bianco bordato di azzurro riccamente ricamato d’argento. Il gonfalone è stato insignito dal Presidente della Repubblica, con decreto in data 10 luglio 1984, registrato alla Corte dei Conti il 07settembre 1984: registro n. 30 Ministero della Difesa foglio 29, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 1984 n. 283, a pagina 8606, della Croce di guerra al Valore Militare per i fatti accaduti nel corso della guerra di liberazione.

 

 

Note di Bruno Fracasso e Giancarlo Scarpitta

 

Bibliografia:

 

Sito istituzionale del comune: http://www.comune.sancolombanocertenoli.ge.it/hh/index.php consultato l’8 gennaio 2021;

https://it.wikipedia.org/wiki/San_Colombano_Certenoli consultato l’8 gennaio 2021;

http://www.chambradoc.it/laChiesaAbbazzialeDeiSsPietroEColombanoPagno/Lordine-di-San-Colombano.page consultato in data 8 gennaio 2021.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini



Profilo araldico


“Troncato: al primo d’azzurro alla torre di rosso, murata di nero, merlata di tre alla guelfa e aperta d’oro; al secondo di verde alla fascia ondata d’argento e di azzurro attraversante. Ornamenti esteriori di Comune”.

Colori dello scudo:
azzurro, verde
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
torre
Pezze onorevoli dello scudo:
fascia ondata
Attributi araldici:
aperto, attraversante, merlato alla guelfa, murato

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Pasquale Fiumanò

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo di bianco…”

Al gonfalone è stato aggiunto un bordo ricamato probabilmente per motivi ornamentali, ma non presente nel blasone. La nostra immagine rappresenta il gonfalone come dovrebbe essere. In “Altre immagini si trova quello in uso.

Insignito, con DPR 10 luglio 1984, della Croce di guerra al Valor militare per i fatti legati alla Guerra di Liberazione.

Colori del gonfalone: bianco
Partizioni del gonfalone: bordato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 20/01/1961