San Clemente


Comune di San Clemente – (RN)

Informazioni

  • Codice Catastale: H801
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 5153
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Centro noto come castello almeno dal 962 col nome di Castrum Sancti Clementis, che riprende il nome del santo patrono: san Clemente papa, quando Ottone I ne fece dono ai conti di Carpegna.

 

Successivamente fu sotto il dominio dei Malatesta di Rimini, che la manterranno (salvo brevi periodi) fino al 1504, quando passò i mano ai veneziani. Nel 1508 la Santa Sede lo assegnò al comune di Rimini.

 

Il centro storico è ancora chiuso dalla cinta muraria.

 

Lo stemma civico di San Clemente, già adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 107 dell’8 settembre 1982, è stato poi formalmente concesso (assieme al gonfalone: di rosso) con DPR del 18 luglio 1984 n. 3542, regolarmente riportato nello Statuto comunale all’art. 5. Si blasona:

 

Troncato: nel primo d’azzurro, nel secondo di rosso, alla croce attraversante, d’argento, con le tre traverse digradanti verso il capo, e con la corona d’oro, sostenente cinque perle visibili, infilata nel palo della croce, a un terzo di altezza; la corona è ornata dal ramo di palma, di verde, e dall’ancora con tre braccia, di nero, posti in decusse, e infilati nella corona”.

 

La parte superiore di colore azzurro simboleggi il cielo, quella inferiore di colore rosso il mare reso di colore rosso dal sangue e dal martirio del Papa Clemente che tradizionalmente si vuole sia stato gettato in mare legato ad un’ancora. Al centro dello è riportata una croce papale (a tre traverse) d’argento; ad un terzo d’altezza del palo della croce è infilata una corona d’oro, simboleggiante il dominio malatestiano, sostenente cinque perle visibili; tale corona è attraversata da un ramo di palma verde simboleggiante il segno del martirio e da un’ancora nera con tre braccia il mezzo del martirio di san Clemente.

 

Papa Clemente I, terzo successore di Pietro, fu il quarto vescovo di Roma tra l’88 e il 97 quando, secondo alcune fonti, rinunciò all’incarico per essere inviato in esilio dall’imperatore Traiano (alla cattedra episcopale accedette quindi Evaristo) in Crimea, dove operò numerosi miracoli, uno dei più noti fu quello di aver dissetato oltre 2000 persone durante una carestia. Per tutto risposta l’imperatore lo condannò ad essere gettato in mare legato ad un’ancora.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Fonte: Dipartimento di Araldica Pubblica

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Troncato: nel primo d’azzurro, nel secondo di rosso, alla croce attraversante, d’argento, con le tre traverse digradanti verso il capo, e con la corona d’oro, sostenente cinque perle visibili, infilata nel palo della croce, a un terzo di altezza; la corona è ornata dal ramo di palma, di verde, e dall’ancora con tre braccia, di nero, posti in decusse, e infilati nella corona”.

Colori dello scudo:
azzurro, rosso
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
altezza, ancora, braccio, corona, croce, palo della croce, perla, ramo di palma, traversa
Pezze onorevoli dello scudo:
capo
Attributi araldici:
attraversante, digradante verso il capo, infilato, ornato, posto in decusse, sostenente, un terzo, visibile

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Dipartimento di Araldica Pubblica

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo troncato di rosso e di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro, rosso
Partizioni del gonfalone: troncato
Profilo Araldico

“Drappo di bianco…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 18/07/1984