Salò


Città di Salò – (BS)

Informazioni

  • Codice Catastale: H717
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 10740
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

La città di Salò si trova sulla sponda occidentale del lago di Garda, nella parte centro-est della provincia di Brescia. Il suo territorio risulta già abitato e rilevante in epoca romana ma il toponimo è attestato dai secoli X-XI nelle forme In Salude, Salude, Salodium (da cui l’aulico Salodiani per identificare gli abitanti). Centro fortificato medievale della Riviera bresciana venne, sotto questo aspetto, particolarmente curato da Beatrice della Scala nel XIV secolo. Acquistò particolare importanza nel corso del Trecento divenendo nel 1377 capoluogo della zona rivierasca – dotata di una sua particolare autonomia già durante il dominio visconteo – conosciuta appunto come Riviera di Salò o Patria della Riviera. Dal 1426 (e fino al 1797) fece parte dei territori della Serenissima Repubblica di Venezia e sede della Magnifica Patria (federazione che dal XIV secolo comprendeva 42 Comuni suddivisi in sei «Quadre» secondo il modello dei Sestrieri veneziani ma amministrati analogamente ai Cantoni Svizzeri). Nel XVI secolo doveva diventare sede vescovile, grazie all’interessamento di (san) Carlo Borromeo, ma l’opposizione dei bresciani e la morte del cardinale fecero sfumare il progetto, funzionale ad unificare le parrocchie dei Comuni che facevano capo a Salò, divise tra ben tre diocesi: Brescia, Trento e Verona.

Ostile al dominio delle truppe rivoluzionarie francesi, che posero fine alla Riviera, fu sede dal 1943 dei più importanti uffici della mussoliniana Repubblica Sociale Italiana, conosciuta perciò come Repubblica di Salò.

Lo stemma in uso si blasona: d’azzurro, al leone d’argento, tenente con la branca anteriore destra un ramo d’olivo di verde. La figura del leone è condivisa con l’allegoria della Magnifica Patria della Riviera (che si blasona: D’azzurro, alla giustizia al naturale, vestita di rosso, coronata da una corona da città d’oro, reggente una spada nella mano destra e una bilancia nella sinistra dello stesso, assisa su due leoni accucciati, addossati e in maestà d’oro) a sua volta derivata dal conosciuto segno veneziano (il «leone di san Marco»), mentre il ramoscello sarebbe utilizzato come differenziazione da altri stemmi «leonini» dei centri circonvicini (l’olivo è anche una coltivazione tipica e molto apprezzata della zona). Convenzionalmente oggi il leone è simbolo di forza e indipendenza mentre l’azzurro richiama le acque del Benaco («Lago di Garda») sulla cui sponda occidentale si sviluppava la Magnifica Patria della Riviera, azzurro e argento sono i colori blasonici di Brescia, centro storicamente rilevante, del cui stemma è evidentemente una inversione cromatica.

 

L’esemplare più antico dello stemma (1473) si trova nella canonica del Duomo cittadino (al Comune spettava la nomina dell’Arciprete), dove però il campo è rosso e il leone tiene con la branca un giglio argento, colori utilizzati forse in omaggio agli Scaligeri, che esercitarono il potere sulla Riviera tra XIII e XIV secolo (ma il giglio è anche attributo della Vergine Assunta, alla quale è dedicato lo stesso duomo). Presso il Lazzaretto di San Rocco se ne può vedere un altro elegante esemplare del 1550 sempre con il giglio, accanto a quelli dei due Rettori veneti che hanno esercitato a Salò il ruolo di Provveditori negli anni 1529-1531, rispettivamente Giovanni Francesco Correr e Giovanni Francesco Sagredo.

Con delibera del Consiglio Comunale del 22 novembre (o dicembre, le fonti non concordano) 1878, si procedette alla «cancellazione del giglio dallo stemma comunale», ritenuto atto servile nei confronti della Francia: si riteneva, a torto, che fosse stato inserito nello stemma in segno di omaggio al cardinale d’Amboise (le cui armate conquistarono la città il 1° giugno 1509), mentre probabilmente simboleggiava l’appartenenza al partito guelfo (caso analogo a diversi Comuni del territorio) e ricordava l’omaggio che l’intera Riviera fece nel 1322 a Roberto d’Angiò; la delibera sostituì il giglio con il ramo d’olivo a cui si volle attribuire, senza alcun fondamento documentale, l’allusione alla partecipazione del Comune di Salò alla Battaglia di Lepanto del 1571. Sull’eliminazione del giglio «francese» (che tale, come abbiamo detto, non era) è da rammentare comunque come gli anni successivi al 1870 furono caratterizzati da una forte ostilità verso Parigi causata dall’occupazione italiana di Roma, difesa da Francia, dal mancato aiuto italiano durante la guerra con la Prussia del 1870 e, infine, dall’occupazione francese della Tunisia (1881) con il cosiddetto «Schiaffo di Tunisi», mentre il paese africano era considerato parte della sfera d’influenza italiana.

Uno stemma identico a quello in uso è raffigurato nella tela che impreziosisce l’organo del duomo, dei primi del XVII secolo, dove Antonio Vassillacchi (1556-1629) dipinse, su commissione del Comune, l’episodio biblico della «caduta della manna dal cielo». Questo servì, probabilmente, da modello per la versione raffigurata nel Palazzo del Broletto di Brescia, attuale sede della Provincia, realizzata poco dopo il 1875.

È uno dei cinque emblemi dei capoluoghi di Circondario che compongono l’attuale stemma provinciale bresciano (assieme a quelli di Brescia, Chiari, Breno e Verolanuova).

Da dire che lo stemmario Trivulziano di Milano (1450 ca.) assegna a Salò uno stemma completamente diverso: una colomba in campo azzurro.

Salò è stata insignita del titolo di «Città» con Regio Decreto di Vittorio Emanuele II del 15 dicembre 1860.

Il gonfalone comunale in uso è del tipo «classico» a tre bandoni, e – come lo stemma – non risulta concesso formalmente dalla Presidenza della Repubblica.

Si presenta come un drappo «d’azzurro riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dallo stemma della città con la iscrizione centrata in argento: Città di Salò

Non risulta che il Comune faccia uso di una propria bandiera.

Altri esempi dello stemma cittadino si possone vedere riprodotti in molti luoghi in giro per la città: un’altro bell’esempio è visibile sulla facciata esterna della Torre dell’Orologio (fine XVIII secolo) su piazza Vittorio Emanuele II, associato al leone marciano (in posizione dominante).

 

Non risulta che il Comune faccio uso di una propria bandiera.

 

Note di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Si ringraziano Roberto Bicci, Alessandro Neri e Mauro Melon per la gentile collaborazione.

 

Bibliografia:

Danesi G. RICERCA ARALDICA. STEMMA DELLA PROVINCIA. Provincia di Brescia, Gussago 2005, pp. 16-17.

Fausti A. LA RIEDIZIONE DEGLI STATUTI DELLA MAGNIFICA PATRIA DELLA RIVIERA (1602-1626). Relazioni informali tra Salò e Venezia (tesi di laurea). Università di Ca’Foscari, Venezia, 2020, p. 27.

Foppoli M. STEMMARIO BRESCIANO. Gli stemmi delle città e dei comuni della provincia di Brescia. Provincia di Brescia/Grafo ed. Brescia 2011, pp.117-119.

Pellizzari G. – Bendinoni I. IDENTITÀ STORICA DI UN TERRITORIO. Il provveditorato veneziano della Magnifica Patria della Riviera. Ateneo di Salò, Arco 2016. p. 17.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro al leone d’argento tenente un ramoscello d’olivo, di verde”

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
leone, ramoscello di ulivo
Attributi araldici:
tenente

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 15/12/1860