Sala Consilina


Città di Sala Consilina – (SA)

Informazioni

  • Codice Catastale: H683
  • Codice Istat:
  • CAP: 84036
  • Numero abitanti: 12716
  • Nome abitanti: salesi
  • Altitudine: 614
  • Superficie: 614
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 90.0

Storia dello stemma e del comune


Lo stemma di Sala Consilina prende ispirazione dall’antico castello normanno edificato da Roberto il Guiscardo tra l’XI e il XII secolo su di un preesistente fortilizio longobardo e riedificato dall’imperatore Federico II nel 1230 che lo concesse poi a Tommaso I Sanseverino.

Nel 1246, in seguito alla partecipazione di Tommaso I alla congiura organizzata insieme ad altri Baroni del Regno contro l’Imperatore, questi assediò il castello, distruggendolo e trucidando l’intera famiglia.

Nel 1250 verrà ricostruito. Nel 1497 il Castello di Sala Consilina subì un’altra distruzione da parte di Federigo d’Aragona che, in seguito all’insubordinazione dei Signori di Sanseverino, lo assediò e decretò la sua definitiva distruzione.

Sarà ricostruito ancora una volta dalla marchesa Ippolita Filomartino, quando nel XVI sec. il feudo le sarà venduto dai Carafa. Nel XVIII secolo verrà trasformato nel santuario mariano dedicato alla Madonna “del Castello”.

Varî sono i manufatti che hanno trasmesso l’immagine dello stemma, si va da quello presente nel quadro seicentesco di san Sebastiano posto nella cappella omonima del Pendinello, alla fontana seicentesca delle Taverne, a quello del cippo lapideo presente presso il Santuario di San Michele sul monte Balzata e a vari esemplari più moderni; l’esemplare documentale più antico è comunque quello del 13 settembre 1742 presente nelle carte del notar Antonio Sacco di Sala in cui vi è allegato un Beneplacito degli «Eletti al Regimento dell’Università di Sala» che riporta un sigillo di forma ovale (mm 3,5×3,1) in cui è presente uno scudo accartociato riportante una cortina muraria mattonata con zoccolo e con una porta bugnata e chiusa, con tre torri, mattonate e finestrate di nero, merlate di tre alla guelfa, quella centrale più alta con una scala appoggiata e posta in banda alzata, il tutto timbrato da corona ducale con nove fioroni, di cui cinque visibili, e accompagnata dal motto «fidel(is) civit(as) Sale ex baron(alibus) Regni»; la figura del sigillo è differente in alcuni particolari minori da quella poi approvata nel 1990 quale stemma ufficiale (una porta al posto di tre, merli alla “guelfa” e non alla “ghibellina”), differenze che in genere non rivestono un significato particolare.

Lo stemma è anche riportato a xilografia nell’opera del 1732  di Costantino Gatta, Memorie topografiche-storiche della provincia di Lucania (Napoli, 1732, pp. 66-67, rist. an. Bologna 1966), in questa versione il motto riportato è «una ex baronibus Regni»; un’altra sommaria descrizione ne dà Francescantonio Rossi nel suo Cronaca della città di Sala (Sala C., 1900, pp. 58-59): «… uno scudo al cui centro [vi sono] la corona principesca e tre torri al disotto e nel contorno la leggenda [sic]: Aur. Civit. Salae ex baron. Regia …», il Rossi conosceva bene lo stemma comunale in uso avendo ricoperto cariche amministrative nella seconda metà del XIX secolo.

I motivi che hanno portato alla scelta degli elementi presenti all’interno dello scudo non vi è – come succede solitamente nel caso degli emblemi non assunti in epoca contemporanea – certezza; nel caso della “cortina muraria” un posto importante potrebbe aver avuto – come sottolineato sopra – la presenza del locale castello ma bisogna anche tener conto del fatto che «Castelli e cinte murali, spesso corredate di dettagli e particolari che riproducono una situazione reale, sono figure caratteristiche nei sigilli di comunità»[i] tramite le quali si ha «un’affermazione di autorità giurisdicente, un proclamarsi sovrani del proprio spazio territoriale, un volersi riconoscere almeno parzialmente autonomi rispetto all’autorità suprema»[ii], inoltre anche il toponimo locale, che «deriva dalla voce longobarda sala ‘corte, edificio’ … ma [nel quale] non è da escludere un influsso dell’italiano sala ‘grande stanza’ …»[iii], potrebbe aver giocato un ruolo importante; per quanto riguarda la “scala” essa gioca il ruolo, come si riscontra sovente nei segni delle comunità medie e piccole, di elemento parlante, evocando, tramite l’assonanza tra ‘scala’ e ‘sala’, il nome della città.

Sala nel 1579 fu città demaniale, direttamente dipendente dal sovrano, godendo una relativa autonomia. Nel XVII secolo divenne sede vescovile.

Con regio decreto del 4 gennaio 1863 viene aggiunto il distintivo “Consilina” ispirato alla città di  Consilinum, che sarebbe esistita in epoca romana nelle vicinanze di Sala.

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Informazioni gentilmente fornite dalla Biblioteca Comunale “C. Nisi” di Sala Consilina

Bibliografia

AA. VV., Nomi d’Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Istituto Geografico De Agostini, Novara 2006

Favini V., Savorelli A., Segni di Toscana, Identità e territorio attraverso l’araldica dei comuni: storia e invenzione grafica (secoli XIII-XVIII), Le Lettere, Firenze 2006

Schiavon A., La coscienza di sé: dalla “civitas” al “civis” in Il sigillo nella storia e nella cultura, pp. 69-108, Jouvence, Roma 1985

[i] Savorelli, Favini, op. cit., p. 137

[ii] Schiavon, op. cit., pp. 71-72

[iii] Nomi d’Italia, op. cit., pp. 554-555

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, alla cortina di muro di rosso, mattonata di nero, fondata in punta e uscente dai fianchi, munita di tre postierle, poste due, una, di nero, essa cortina sostenente tre torri di rosso, mattonate di nero, merlate alla ghibellina di tre, chiuse e finestrate di nero, la torre centrale più larga e più alta, cui è appoggiata a sinistra la scala a pioli, alta quanto la torre, posta in banda alzata, sostenuta dalla cortina, di argento. Ornamenti esteriori da Città”.

D.P.R. 4 giugno 1990

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di bianco…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 02/04/1990