Sala Bolognese


Comune di Sala Bolognese – (BO)

Informazioni

  • Codice Catastale: H678
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 8286
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Fino al 1862 si è denominato solo SALA, dall’antico appellativo longobardo “saal” (‘luogo di residenza del signore/proprietario’).

La sede del municipio è posta nella frazione di Padulle.

Lo stemma (stando ad una dichiarazione del Comune del 1851 al Card. Gaetano Bedini Commissario Straordinario della Legazione di Bologna) fu adottato dal Comune nel 1848, riprendendo quello della nobile famiglia Sala, originaria del luogo, della quale s hanno notizia con il nobile Gisone, del quale il figlio Alberigo ottenne dall’abate Rodolfo di Nonantola il territorio del castello di Sant’Agata e una parte della corte di Sala nel 1014, che in seguito riusciranno ad avere in toto, fino a poterne essere designati con l’agnome  “de Sala”.

Nel XII secolo la famiglia, di parte guelfa, si trasferirà a Bologna, ricoprendo importanti incarichi nelle magistrature comunali. Bertolino da Sala verrà investito della dignità cavalleresca dall’imperatore Carlo V di Lussemburgo nel 1355 a Milano. Dal XV secolo riceveranno anche il titolo di “conti si Setta”. Lo stemma proprio della famiglia era: “di rosso, alla sala [assale]d’argento, con la bordura d’azzurro caricata da otto bisanti del campo”, ma se ne trovano versioni con la bordura di nero.

Nel  1931,  in  seguito  al  rilievo  evidenziato  dal  viceprefetto  Gazzera  circa  la  necessità  del  riconoscimento  dello stemma comunale, il Comune, con deliberazione del podestà A. Zambonelli  del  27/5/1931,  aveva determinato  di  assumere  a stemma del Comune di Sala Bolognese quello “in uso” nel 1848 e quindi già riconosciuto (sic) dal passato Governo pontificio.

Lo stemma comunale è stato formalmente concesso dal Capo del Governo il 18 maggio 1936, ed è così blasonato: “Di rosso, alla croce scorciata d’argento, col palo raddoppiato, caricato di due rotelle in fascia, con la bordura di nero caricata di dieci bisanti d’oro. Capo del Litorio. Ornamenti esteriori di Comune”.

Successivamente , per effetto della soppressione del Partito Nazionale Fascista, dallo stemma comunale vennero eliminata l’insegna fascista del  “capo del littorio”.

Risulta piuttosto difficile riconoscere l’emblema originario di Sala nello stemma attuale: perché la dizione “palo raddoppiato” è stata intesa dal bozzettista ufficiale come “raddoppiato in altezza” per cui, complice anche la definizione di “croce” (come effettivamente scolpita sulla facciata del Municipio), essa viene rappresentata effettivamente come una croce con il “palo” più lungo del normale. In realtà la figura antica dello stemma di Sala è un “assale” (“sala” è una antica forma sinonimica), in funzione “parlante” con il toponimo, questi è l’organo (non rotante) del carro al quale sono infisse le ruote con la parte centrale più “larga” (raddoppiata quindi in larghezza) con due fori per l’innesto nel pianale del carro. In questa ultima forma è rappresentato nell’allegato alla citata risposta al card. Bedini nel 1851.

Con nota n. 262 di prot. del 30 giugno 1851 il Presidente della Commissione municipale della Comune di Sala G. Monteguti comunica che: “Il detto stemma fu rilevato dal blasone alla parola Sala nel 1848, quando si volle dipingere in questo quartiere della guardia civica di facciata a quello di Sua Santità, altro stemma indicante il Comune di Sala. Si volle adottare lo stemma della famiglia dei Sala, perché questi furono i signori e feudatari imperiali fino al tempo della famosa contessa Matilde… Avanti la suddetta epoca del 1848 il nostro Comune non si era mai dato pensiero di adottare alcun Stemma, forse perché Sala è una delle Magistrature che ha sofferto dei cambiamenti nel Regno Italico e sotto il pontificato di Leone XII …”

In  risposta  alla  domanda  del  Sindaco ,  con decreto del Presidente G. Leone, del 24 marzo  1976,  al  Comune  di  Sala  Bolognese vien concesso il  gonfalone,  realizzato  su  “drappo  rosso,  riccamente ornato  di  ricami  d’argento  e  caricato  dello  stemma  con  l’iscrizione centrata in argento: Comune di Sala Bolognese. Le parti in metallo e i cordoni argentati. L’asta verticale ricoperta di velluto rosso, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia  sarà  rappresentato  lo  stemma  del  Comune  e  sul gambo  inciso  il  nome.  Cravatta  e  nastri  ricolorati  dai colori nazionali frangiati d’argento”.

La bandiera  del  Comune  di Sala Bolognese è costituita da un drappo rosso. Al  centro  della bandiera  è riprodotto  lo stemma  del  Comune,  sormontato dall’iscrizione, centrata, in argento, “Comune di Sala Bolognese”.

Note di Massimo Ghirardi e Alessandro Savorelli

Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione prestata

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997 (prima edizione 1990).
AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.
Plessi G. GLI STEMMI DEI COMUNI DELLE QUATTRO LEGAZIONI. Forni, Bologna 1969 (rist. an. 1999).

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo araldico


“Di rosso, alla croce scorciata d’argento, col palo raddoppiato, caricato di due rotelle in fascia, con la bordura di nero caricata di dieci bisanti d’oro”. Ornamenti esteriori di Comune.

Colori dello scudo:
nero, rosso
Partizioni:
bordato

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di rosso…”

Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,