Città di Sacile (PN)

Informazioni

  • Codice Catastale: H657
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 20227
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Sacile è una pittoresca città posta tra i meandri del fiume Livenza (secondo alcuni il toponimo deriva proprio da “saccus”: meandro, insenatura; secondo altri da “sacellus”: piccolo luogo sacro, cappella) e fu fondato, stando alla leggenda, da Antenore, fuggito da Troia dopo l’epica guerra. Storicamente Sacile sorge intorno alla piccola chiesa (un “sacellus”) eretta nell’870 dal longobardo duca del Friuli Enrico II, fratello di re Berengario I.

Nell’XI secolo Sacilo (o Sacil) dipende dal Patriarca di Aquileja, il quale le riconosce ampie autonomie amministrative e fiscali.

Dal 26 maggio 1411 è alleata di Venezia contro Sigismondo d’Ungheria e, dal 1441, si assoggetta definitivamente alla Serenissima, conservando una serie di prerogative: gli Statuti (i primi del Friuli) e gli organi di governo proprio di tipo consolare, tra i quali l’Arengo e il Consiglio Nobile.

Noto oggi come il “Giardino della Serenissima”, in passato, era denominato anche “Piccola Padova” per il gran numero di letterati che vi presero dimora tra il XVI e XVII secolo.

Lo stemma del Comune mostra una figurazione simbolica dell’antico borgo fortificato, del quale rimangono alcune tracce, sormontato da un capo con la croce rossa detta di San Giorgio (1) in campo d’argento: lo stemma crociato è quello “antico” della città (da notare che i colori sono invertiti rispetto a quelli della vicina Treviso e identici a quelli di Padova) che compariva anche nel sigillo civico ai piedi di un generico castello, rappresentante la città. Il governo asburgico concesse poi lo stemma ricavato dal sigillo, dove il castello divenne l’emblema principale, mentre lo stemma antico andò ad occupare la parte superiore dello scudo (capo).

Da tempo immemorabile Sacile si fregia del titolo di città, anche se non abbiamo segni della formale concessione del titolo, e nelle figurazioni correnti dello stemma il Comune non usa alcuna corona di rango.

 

(1): che non è il patrono della città, essendo quello San Nicolò (o Nicola di Myra).

 

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Si ringrazia Cristina Borsoi per la gentile collaborazione.

 

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.

Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini




Colori dello scudo: rosso
Partizioni: capo
Profilo Araldico

“Drappo di bianco crociato di rosso…”

Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: crociato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 12/05/1920























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