Ripe San Ginesio


Comune di Ripe San Ginesio – (MC)

Informazioni

  • Codice Catastale: H323
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 872
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Come testimonia il nome Ripe San Ginesio prende il proprio toponimo dalla “Ripa“, ossia il pendio scosceso e franoso, caratteristica del territorio, generato dall’innalzamento del fondo marino e la vicina città di San Ginesio, il cui comune acquistò il feudo di Ripe nel 1255 dalla famiglia Prontoguerra. Pare che sia questo episodio all’origine del modo di dire locale “Costa come le Ripe a San Ginesio“, ad indicare il costo eccesivo che la comunità di San Ginesio avrebbe sborsato per garantirsi il controllo del territorio.

 

Oggi è un piccolo comune della valle del Fiastra (affluente del Chienti) posto sulla cima di una collina a 430 m. s.l.m.

 

Il centro è di antica origine, probabilmente picena, che la dominazione romana trasformò in un centro legato alla vicina Urbs Salvia (Urbisaglia) e che, grazie alla sua posizione, resistette anche alle scorrerie barbariche.

 

Intorno al Mille era compreso nel dominio del vescovo di Camerino e si strutturò nella forma urbana ancora visibile intorno alla chiesa di San Michele Arcangelo, che fu una dipendenza dell’abbazia benedettina di Santa Maria delle Macchie (in San Ginesio), poi passata ai cistercensi.

 

San Michele è anche il patrono del Comune che ha come attributo iconografico la bilancia con la quale pesa le anime al momento del giudizio finale e la spada: un braccio tenente una spada levata sulla punta della quale è appoggiata una bilancia è l’emblema storico del Comune.

 

Sebbene nello Statuto del Comune si affermi che “Il Comune ha lo stemma ed il gonfalone, che sono quelli storicamente in uso” (art. 3 § 3) in occasione della realizzazione del nuovo gonfalone non si è ripreso lo stemma “storico” (“d’argento al destrocherio di carnagione, vestito d’oro, tenente una spada levata d’argento guarnita d’oro cimata da una bilancia dello stesso. Capo di rosso alla croce d’argento”), ma una sua variazione senza il capo, probabilmente ritenuto un retaggio Savoia (e che possiamo blasonare “d’azzurro al destrocherio di carnagione, vestito d’oro, tenente una spada levata d’argento guarnita d’oro cimata da una bilancia dello stesso”) e che, a sua volta, ha sostituito un “capo” precedente con il tricolore nazionale (in una vicenda che richiama quanto avvenuto per lo stemma della Provincia di Macerata).

 

L’emblema è documentato nei sigilli del XVIII secolo, anche se nelle prime versioni è presente l’intera figura dell’arcangelo, e il braccio è rappresentato talvolta anche tenente la bilancia dall’alto.

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

Carassai M. (a cura di). LE MARCHE SUGLI SCUDI. Atlante storico degli stemmi comunali. Andrea Livi Editore, Fermo 2015, p.166.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Alessandro Savorelli

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro al destrocherio di carnagione, vestito d’oro, tenente una spada levata d’argento guarnita d’oro cimata da una bilancia dello stesso”

Colori dello scudo:
argento, rosso
Partizioni:
capo
Oggetti dello stemma:
bilancia, destrocherio, spada
Attributi araldici:
cimato, guarnito, levato, tenente, vestito

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,