Comune di Rio (LI)

Informazioni

  • Codice Catastale: H297
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2274
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il Comune di Rio è un “comune sparso” istituito a partire dal 1 gennaio 2018, con la fusione dei territori dei Comuni di Rio Marina (sede formale del municipio) e Rio nell’Elba (dove, nel vecchio municipio, si riunisce ancora saltuariamente il Consiglio Comunale).

Rio Marina

L’ex Comune di Rio Marina (ottenuto distaccando la frazione di Marina di Rio dal Comune di Rio nell’Elba e comprendente l’isola di Palmajola) fu istituito, a partire dal 1º luglio 1882, con Regio Decreto n. 789 del 21 maggio dello stesso anno dal re d’Italia Vittorio Emanuele II. Lo stemma comunale riporta ancora l’aquila napoleonica sormontata da una corona e con il petto coperto trasversalmente da una “banda” con tre api; questo fu deciso dal Consiglio Comunale nella sua prima seduta del 10 luglio 1882 in conseguenza del fatto che già Napoleone, durante il suo soggiorno all’Elba, aveva elevato la Marina di Rio a comune autonomo; nella stessa seduta veniva anche scelta una “bandiera comunale [che] sarà con striscia rossa in campo bianco, cinque api e la fascia tricolore distinzione della nazionalità”, il Sindaco veniva inoltre “autorizzato a fare le occorrenti pratiche affinché venga superiormente approvata la presente deliberazione ed in pari tempo provvedere i sigilli comunali”; lo stemma e la bandiera non risultano però mai ufficialmente concessi.

Ciononostante lo stemma si può blasonare: “D’argento, all’aquila di nero, coronata d’oro, accollante lo scudetto pure d’argento alla banda di rosso caricata di tre api d’oro poste nel senso della fascia

Rio nell’Elba

L’ex Comune di Rio, che assunse il determinante nell’Elba con RD n. 893 del 9 ottobre 1863, mostra un monte d’argento, quindi “metallico”, e due picconi da minatore che alludono alle antiche miniere di escavazione del ferro, che hanno determinato la prosperità della località e il saccheggio e la distruzione da parte del pirata turco “Barbarossa”.

Note di Bruno Fracasso, Massimo Ghirardi, Giovanni Giovinazzo, Giancarlo Scarpitta.

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.

Barbattini R., Ghirardi R., Giovinazzo G. LE API DELLE CITTÀ. La figura dell’ape nell’araldica civica italiana. Montaonda, San Godenzo (FI) 2016.

Pagnini G.P. (a cura di). GLI STEMMI DEI COMUNI TOSCANI AL 1860. Polistampa/Giunta Regionale Toscana, Firenze 1991.

Stemma ridisegnato

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini



Colori dello scudo: azzurro, rosso, verde
Partizioni: capo, partito
Profilo Araldico

“Drappo partito di verde e di azzurro alla bordura di rosso…”.

Gonfalone ridisegnato

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini


Colori del gonfalone: azzurro, rosso, verde
Partizioni del gonfalone: bordato, partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,























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