Pozzuoli


Città di Pozzuoli – (NA)

Informazioni

  • Codice Catastale: G964
  • Codice Istat:
  • CAP: 80078
  • Numero abitanti: 83459
  • Nome abitanti: puteolani
  • Altitudine: 28
  • Superficie: 28
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 19.2

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma della Città di Pozzuoli, come dallo Statuto Comunale, è composto da “uno scudo sannitico, in campo dorato, con angoli superiori arrotolati, sormontato da una corona radiale, contenete sette teste recise di aquile disposte in successione araldica 1,2,1,2,1. Le teste di aquila a colore naturale, coronate all’antica e con lunghe lingue rosse che fuoriescono dal becco, sono rivolte a destra. Su banda superiore a fondo bianco la scritta PUTEOLORUM e su banda inferiore a fondo bianco la scritta “FIDELISSIMA CIVITAS”.

Il toponimo PUTEOLI fu dato dai Romani alla Colonia nel 194 a.C., la città era precedentemente stata colonizzata dai profughi greci scacciati da Samo nel 530 a.C. che, per spregio al governo tirannico della città l’avevano chiamata DIKAIARCIA (“città della Giustizia” o “del Giusto Governo”) e alleata di Cuma contro gli Etruschi.

Sotto la dominazione normanna di re Ruggero nel XII secolo, a causa del bradisismo che aveva causato la sommersione della città bassa, la città si ridusse alla sola acropoli posta sul promontorio, e da allora denominata CASTRUM PUTEOLANUM, all’interno del quale sorse la cattedrale di San Procolo (diacono martirizzato a Pozzuoli con i compagni Artema, Acuzio, Eutiche).

Il 9 maggio 1296 il re Carlo II d’Angiò dichiarò Pozzuoli proprietà regia e le conferì il titolo di “città”

Nel XV secolo i regnanti Aragonesi concessero notevoli benefici e privilegi alla città, che non impedirono però il declino di quello che fu l’ Emporium Maximum del Mediterraneo (come testimoniato dallo storico ebreo-romano Giuseppe Flavio), vittima anche di un tremendo terremoto.

Tra il 29 e il 30 settembre 1538 un’eruzione vulcanica sommerse il villaggio di Tripergole e parte del Lago Lucrino formando una collina che prese il nome di Monte Nuovo.

Il volto della città venne caratterizzato in stile barocco sotto l’episcopato di Martin De Léon y Cardenas (1631-1650) che ricostruì la cattedrale e risistemò l’accesso al borgo Portanova con lo scenografico pendio di San Celso.

Nel XVIII secolo la città ebbe una certa popolarità per le sue acque curative

Il toponimo PUTEOLI è connesso a “puteolis” (piccoli pozzi) non senza una curiosa assonanza con “puteanis” (puzzolenti) in riferimento alle celebri sorgenti sulfuree.

Nota: nonostante la descrizione dello Statuto, il Comune nella comunicazione usa uno scudo sagomato accollato ad un cordone rosso a nappe, simile a quello che pende dal galero cardinalizio.

Note di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


Uno scudo sannitico, in campo dorato, con angoli superiori arrotolati, sormontato da una corona radiale, contenete sette teste recise di aquile disposte in successione araldica 1,2,1,2,1. Le teste di aquila a colore naturale, coronate all’antica e con lunghe lingue rosse che fuoriescono dal becco, sono rivolte a destra. Su banda superiore a fondo bianco la scritta PUTEOLORUM e su banda inferiore a fondo bianco la scritta “FIDELISSIMA CIVITAS”.

 

Dallo statuto comunale

Colori dello scudo:
oro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,