Porto Mantovano


Comune di Porto Mantovano – (MN)

Informazioni

  • Codice Catastale: G917
  • Codice Istat:
  • CAP: 46047
  • Numero abitanti: 16123
  • Nome abitanti: portomantovanesi
  • Altitudine: 29
  • Superficie: 29
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 4.0

Storia dello stemma e del comune

Porto Mantovano è un comune sparso della periferia di Mantova che ha la sede comunale nella frazione di Sant’Antonio. Prende nome dall’antico Borgo di Porto, toponimo risalente al 862, quando è documentato un Portus de Mantua, che nel X secolo diverrà Portus Mantuano, riferito al porto fluviale che sorgeva dove attualmente si trova la località di Cittadella, oggi frazione di Mantova.

 

In epoca gonzagesca, Porto fu dotato di bastioni e muraglie difensive, che ne fecero parte della importante struttura di difesa che costituiva la seconda cerchia muraria della città, il territorio comprendeva, come oggi, diverse località (dette “Colonelli”, corrispondenti alle odierne frazioni): Soave, La Favorita (dal nome della residenza suburbana costruita dal duca Ferdinando Gonzaga), Schiarino e il Borgo di Porto (oggi Cittadella).

Alla metà del XX secolo le località di CittadellaPonte RossoGambarara e Colle Aperto verranno scorporate e unite al Comune di Mantova.

 

La “Cittadella” di Mantova, con la monumentale Porta Giulia (forse progetto di Giulio Romano) era un complesso di edifici che comprendeva la polveriera, caserme e servizi realizzata presso il Porto Mantovano tra il XVI e il XVII secolo quale avamposto fortificato, complementare alla città, da questa separato dai laghi Superiore e Di Mezzo formati dal Mincio, comprendente il ponte-diga “dei Mulini”, progettato da Alberto Pitentino, effettivamente esistenti e che sfruttavano la corrente del fiume, che oltre a controllare l’accesso alla città costituiva un’opera idraulica fondamentale per il sistema difensivo e di regolamentazione dei laghi.

Iniziata nel 1529, la costruzione seguì un primo progetto di Lorenzo Leonbruno, anche se, la responsabilità del cantiere fu affidata a Capino de Capo, cui subentrò l’ingegnere Carlo Nuvoloni che sovrintese all’opera per circa un ventennio e a cui si attribuisce la concezione dell’intera fortezza. Nel 1538, il cantiere si interruppe ma nel 1542 il cardinale Ercole Gonzaga e la duchessa Margherita Paleologa decisero di ultimare la fortezza che nel 1569 però non risultava ancora completata. La grande struttura aveva pianta di un pentagono irregolare con baluardi a cuneo, dei quali rimane oggi solo quello “della Madonna”. Tra il 1542 e il 1549 nella cortina orientale su disegno di Giulio Romano fu inserita la nuova Porta Giulia, la cui denominazione parrebbe derivare dalla prossimità della scomparsa chiesa di Santa Giulia.

Le fortificazioni di Porto furono restaurate durante il governo austriaco di Maria Teresa d’Asburgo sotto la direzione dell’ingegnere militare Nicolò Baschiera: il bacino interno fu trasformato in darsena militare, con collegamento fluviale con la città (di fondamentale importanza in caso d’assedio. La Cittadella di Porto assolse la propria funzione fino al 1866 quando l’annessione della città al Regno d’Italia segnò il progressivo esaurimento del ruolo strategico – militare a lungo riconosciuto e attribuito a Mantova. Successivamente, l’espansione e le esigenze della città moderna assieme ai bombardamenti della seconda guerra mondiale contribuirono alla cancellazione di buona parte di questa imponente opera difensiva.

 

Lo stemma comunale richiama il ruolo di fortilizio a difesa di Mantova, è così descritto nel volume “PORTO, immagini e storia”: “… Lo stemma comunale raffigura una torre quattrocentesca con un ponte levatoio, ai lati del quale si trovano due cavalli marini. Simboleggia sicuramente l’antica realtà di Porto, oggi Cittadella, rocca che sorvegliava l’ingresso in città attraverso il Ponte dei Mulini, posto tra i Laghi Superiore e di Mezzo, rappresentati dai cavalli marini”.

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

Pro Loco di Porto Mantovano. PORTO, IMMAGINI E STORIA, Editoriale Sometti, Mantova 1999.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo Araldico


Non ancora una blasonatura

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 12/01/1967
    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 02/06/1934