Porcia


Città di Porcia – (PN)

Informazioni

  • Codice Catastale: G886
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 15443
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il toponimo è deriva dal latino “porcilia”, plurale di “porcile”, nel significato di ‘pascolo/recinto per maiali’ a significare (analogamente a Porzia, presso Vittorio Veneto) un allevamento già diffuso in epoca remota.

Lo stemma del Comune di Porcia si blasona: “Troncato, di rosso al castello d’argento, aperto e finestrato di nero, e di azzurro a due gigli d’oro”.

Lo stemma è stato formalmente concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 gennaio 1958, unitamente al gonfalone (“drappo troncato di bianco e d’azzurro”). A seguito del Decreto del Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 71 del 18 marzo 2003 (che conferisce a Porcia il titolo di “città”) lo stemma si fregia della corona d’oro di rango, con cinque torrette visibili (in luogo di quella precedente da “comune”: d’argento e merlata).

Il castello simboleggia quello dei conti di Porcia, tutt’ora presente nel capoluogo, e i gigli sono ripresi dall’arme antica della famiglia, che è “d’azzurro, a sei gigli d’oro, posti 3, 2, 1 al capo d’oro” e che, secondo la leggenda, sarebbe stata concessa ai Porcia per un privilegio del re di Francia, in segno di gratitudine (leggenda priva di fondamento tramandata in famiglia a partire dal conte Jacopo di Porcia che la riporta in una sua lettera del 1490).

Da notare che oro e azzurro sono anche i colori dell’arme del Patriarcato d’Aquileja (che portava un’aquila d’oro in campo azzurro: attuale stemma della Provincia di Udine e, modificato, della Regione Friuli-Venezia Giulia).

I Porcia discendono da un ramo della famiglia dei conti di Prata, schiatta che nel X secolo aveva ricevuto dal Patriarca di Aquileja il governo della regione, posta tra i fiumi Noncello, Meduna, Livenza, la Diocesi di Ceneda (attuale Vittorio Veneto) e quella di Treviso.

Documenti certi della famiglia dei Conti di Prata risalgono al XII secolo, quando consolidarono il loro potere su un territorio che nel XIII secolo arriverà a comprendere Prata, Porcia, Roveredo, Pasiano, Brugnera, Fontanafredda, Azzano, Fiume, Gaiarine, Morsano, Torre e altri piccoli villaggi tra Concordia e il Tagliamento sul quale esercitavano la “avvocazia” (amministrazione civile e soprattutto giudiziaria per conto dei feudatari religiosi, che non potevano esercitarle direttamente implicando “spargimento di Sangue”) per conto del Patriarca aquileiese e dell’imperatore, quest’ultimo concederà il titolo di “conti di Porcia” nel XIV secolo.

Alla morte di Guecello di Prata, intorno al 1200, la dinastia si era suddivisa in due rami: dal 1214 Gabriele continuò il nome dei conti di Prata, mentre Federico divenne signore di Porcia con l’incarico di “avvocato” del vescovo di Ceneda.

Nel 1420 con la caduta del potere temporale del patriarcato di Aquileia, i conti di Porcia riconobbero l’autorità della Repubblica di Venezia, che li compensò confermando tutti i loro possedimenti e titoli.

Costituito essenzialmente dalla dimora rinascimentale e dai resti del castello vero e prorpio, con un’imponente torre centrale, mozzata sul finire del XIX secolo, risalente all’XI secoloe sorta probabilmente su una struttura difensiva del periodo romano.

Il Comune di Porcia ha cambiato Provincia di appartenenza passando da quella di Udine a quella nuova di Pordenone con legge n. 171 del 01 marzo 1968.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi e Silvia Pignat

 

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 2007.

Baum (Wilhelm), I CONTI DI GORIZIA. Una dinastia nella politica europea medievale. Provincia di Gorizia/libreria editrice Goriziana, Gorizia 2000.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo araldico


“Troncato, di rosso al castello d’argento, aperto e finestrato di nero, e di azzurro a due gigli d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”

Colori dello scudo:
azzurro, rosso
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
castello, giglio
Attributi araldici:
aperto, finestrato

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini


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Profilo Araldico


“Drappo troncato di bianco e d’azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma civico con la iscrizione centrata in argento: COMUNE DI PORCIA. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: troncato
Profilo Araldico

“Drappo partito di bianco e di azzurro caricato al centro dello stemma comunale sormontato dalla scritta Città di Porcia…”.

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Giunta Regionale di concessione – 18/03/2003
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 28/01/1958