Poppi


Comune di Poppi – (AR)

Informazioni

  • Codice Catastale: G879
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 6396
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Posto al centro della valle del Casentino, Poppi deve il proprio nome, secondo l’ipotesi più accreditata, a una corruzione del termine arcaico poplo, con il senso di poggio, colle, rilievo.

L’insediamento fu sede dei domini di uno dei rami dei conti Guidi, potenti feudatari con base territoriale tra Romagna e Toscana, che fondarono nei pressi dell’attuale abitato l’abbazia di Strumi, documentata fin dal 1017.

Tra la fine del XII e gli inizi del XIV secolo Simone da Battifolle e i suoi successori fecero edificare il possente castello che domina tutta la valle dall’alto della collina sulla quale si estende il capoluogo. Nel castello di Poppi, ospite di Guido di Battifolle, nel 1307 e poi nel 1311, soggiornò Dante il quale, secondo la tradizione, avrebbe qui composto il XXXIII canto dell’Inferno. Sempre per opera dei Guidi nel 1261 venne iniziata l’attuale cerchia muraria dalla singolare forma ad “L”, con cinque porte di accesso, oggi ridotte a quattro.

Venuti a patti con Firenze, che avevano già assoggettato buona parte della valle, i conti del ramo di Poppi governavano la contea in accomandigia, finché il conte Francesco nel 1440 si sollevò contro Firenze. La sua rivolta però venne ben presto domata e il conte scacciato dal Casentino. In conseguenza di ciò, Poppi e Pratovecchio vennero assoggettati al Dominio fiorentino. Il castello divenne così sede di una Podesteria e in seguito di un Vicariato, con competenze penali estese anche alle altre podesterie dell’alto Casentino.

Venendo all’insegna, la Podesteria di Poppi ne adottò una composta da due leoni affrontati in campo d’argento, sormontati dal giglio fiorentino. La simbologia era fondata su forti valenze politiche, in quanto i due leoni affrontati erano presenti nell’arme guidinga, dell’uno nell’altro in un campo partito d’argento e di rosso. Dominate dal giglio fiorentino, le due fiere appaiono sottomesse e sembrano sostenerlo.

Tale insegna, con poche varianti stilistiche, è tuttora adottata dal Comune.

 

 

Nota a cura di Michele Turchi

 

Bibliografia

– E. Repetti, Dizionario Geografico, Fisico, Storico della Toscana, Firenze 1833-46, vol. I.

– L. Passerini, Le armi dei Municipj Toscani, Firenze 1864.

– G.P. Pagnini, Stemmi e gonfaloni della Toscana, in La Toscana e i suoi Comuni. Storia territorio popolazione e gonfaloni delle libere Comunità Toscane, Firenze 1985.

– Gli stemmi dei Comuni toscani al 1860, a cura di G.P. Pagnini, Firenze 1991.

– A. Cecilia, Poppi, in «Enciclopedia Dantesca», Roma 1970.

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Michele Turchi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento, ai due leoni d’oro, affrontati, sostenenti un piccolo giglio di Firenze, di rosso”.

Colori dello scudo:
argento
Oggetti dello stemma:
giglio di Firenze, leone
Attributi araldici:
affrontato, sostenente

Gonfalone ridisegnato


Fonte: www.radicedidue.com/Toscana

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo di rosso…”

Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 23/06/1929
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 22/12/1979