Pomarance


Comune di Pomarance – (PI)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: G804
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 6054
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il toponimo curioso del Comune, che
col tempo si è assestato su “Pomarance” per la similitudine
a “melarancia” (antico nome dell’arancia), era RIPOMARANCIA nel
1128 e RIPA MARRANCII nel 1218, probabilmente derivati da “ripa”
e dal personale etrusco Arrantia, che potrebbe essere stata proprietaria
di estesi territori della zona.

Non è chiara l’origine dello
stemma di Pomarance, anche se il leone fu emblema dei potenti vicini
la  Repubblica di Siena, e quella di Firenze (il celebre “marzocco”che,
nella figurazione tradizionale, sorregge uno scudo con il giglio) quest’ultima
governò il territorio della Val di Cecina dal 1472.

Solo col riconoscimento del Decreto
del Capo del Governo Mussolini del 3 luglio 1930 il ramo tenuto dal
leone fu mutato in un ramo d’arancio, in funzione “parlante” e
richiamante il toponimo; di certo nello stemma precedente il leone teneva
un ramo d’alloro.

Secondo Gian Piero Pagnini anticamente
la Podesteria innalzava una stemma con una torre al naturale (color
pietra) ma proprio con l’istituzione del dominio fiorentino, allorché
il 4 novembre 1472 Pomarance fu nominata sede del Vicariato della Val
di Cecina, si decise di far scolpire un “marzocco” da mettere nella
piazza del paese e molte case furono “decorate” con il leone fiorentino.
Probabilmente ad allora risale il leone civico.

Blasone nostro: “Di rosso, al
leone tenente un ramo d’arancio, il tutto d’oro”.

Nel territorio del Comune si trova
la nota località di Larderello che adottò questo nome nel 1846
da François de Larderel che, nel 1818, aveva iniziato l’estrazione
dell’acido borico dai “Lagoni di Montecerboli” le paludi dove
gorgogliano acque ad alta temperatura. Attraverso pozzi artesiani (detti
“soffioni”) si estrae il vapore e, dal 1905, lo si utilizza per
ricavarne energia elettrica.

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Alessandro Neri per la
gentile collaborazione.

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA
Utet, Torino 1997 (prima edizione 1990).

Pagnini (Gian Piero) a cura di, GLI
STEMMI DEI COMUNI TOSCANI AL 1860. Polistampa, Giunta Regionale Toscana,
1991

Pellegrini (Giovanni Battista) DIZIONARIO
DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani
UTET, Torino

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


Un leone rampante di colore rosso tenente con branche anteriori e posteriori un ramo d’arancio inserito in uno scudo con campo argentato sormontato da corona. Gli ornamenti esterni sono rappresentati sulla sinistra da un tralcio di quercia e sulla destra da un tralcio di alloro, uniti da un fiocco di colore azzurro

Colori dello scudo:
argento

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma comunale con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

D.P.R. 12 gennaio 2007

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,