Poggio Renatico


Comune di Poggio Renatico – (FE)

Informazioni

  • Codice Catastale: G768
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 9634
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Poggio Renatico (detto Al Puz in dialetto poggese, Al Pògio in dialetto ferrarese) è un comune della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna.

 

A Poggio Renatico si trova una base dell’Aeronautica Militare, sede del COA – Comando Operazioni Aerospaziali e del DACCC – Deployable Air Command and Control Centre della NATO.

 

Il toponimo deriva dal latino podium che si riferisce alle collinette artificiali che emergono dalle acque circostanti. Un po’ più controversa è l’origine di Renatico, che generalmente viene fatto risalire a reunatico, derivato di reuna, e che potrebbe essere considerato un equivalente di motta, vale a dire una collinetta circondata dall’acqua.

 

I primi documenti che menzionano il paese come Podio, Podio Rognatico o Raunatico e, infine, Poggio Renatico sono di epoca medievale, ma alcuni ritrovamenti archeologici come le olle vinarie rinvenute nelle vicinanze fanno risalire le origini dell’insediamento all’epoca romana.

 

Il feudo è appartenuto alla famiglia Lambertini probabilmente fin dal 972 e che lo dominò a lungo Poggio Renatico fino alla sua estinzione all’inizio del XVIII secolo quando il Principe Cesare, ultimo della casata, ebbe una sola figlia femmina, Anna, andata poi sposa al Marchese Filippo Garagnani con il conseguente passaggio del paese sotto lo Stato Pontificio.

 

Dopo l’Unità d’Italia il paese entrò a far parte della Provincia di Ferrara ed iniziò il suo sviluppo economico a partire dall’inaugurazione della tratta ferroviaria Bologna-Ferrara del 1862.

 

Poggio Renatico è stato colpito dai terremoti dell’Emilia del 2012. Le scosse sismiche hanno provocato il crollo della torre dell’orologio del Castello Lambertini e il danneggiamento del campanile e della cupola della Chiesa Abbaziale di San Michele Arcangelo, con conseguenze pesanti per il patrimonio artistico locale tanto che, nel 2012, il campanile della chiesa di San Michele, la cui instabilità stava mettendo a rischio la chiesa sottostante, è stato demolito con delle cariche esplosive.

 

Lo stemma riprende, stilizzato, il palazzo e la torre che caratterizzano il paese, mentre nella prima partizione viene utilizzato integralmente lo stemma dei Lambertini.

 

È stato concesso con Dpr del 7 aprile 1994 con la seguente blasonatura: “”Partito: nel 1° d’oro, ai tre pali di rosso; nel 2°, campo di cielo, alla torre quadra, di rosso, mattonata di nero, posta a sinistra, vista in prospettiva, merlata alla ghibellina, di sei, quattro merli, di cui due angolari, nel lato più visibile, due in prospettiva, munita nel detto lato di tre finestre poste in palo, di nero, chiuse di nero nel lato visto in prospettiva, la porta sormontata da due finestre di nero ordinate in palo e posta al livello del ponte di due archi e del mezzo arco, esteso fino alla linea di partizione, di rosso, mattonato di nero, due a destra, il terzo a sinistra, uscente dal lembo dello scudo; edifici, parte del ponte e torre fondati sullo sperone di verde, di forma pressoché triangolare, uscente dal lembo dello scudo, con la punta contigua all’intradosso dell’arco del ponte posto a sinistra, esso sperone confinante in banda con lo specchio d’acqua”.

Contemporaneamente è stato concesso il gonfalone che consiste in un “Drappo di rosso…”.

 

 

Note di Bruno Fracasso

 

informazioni liberamente tratte dal sito comunale e da Wikipedia.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini


Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo araldico


“Partito: nel 1° d’oro, ai tre pali di rosso; nel 2°, campo di cielo, alla torre quadra, di rosso, mattonata di nero, posta a sinistra, vista in prospettiva, merlata alla ghibellina, di sei, quattro merli, di cui due angolari, nel lato più visibile, due in prospettiva, munita nel detto lato di tre finestre poste in palo, di nero, chiuse di nero nel lato visto in prospettiva, la porta sormontata da due finestre di nero ordinate in palo e posta al livello del ponte di due archi e del mezzo arco, esteso fino alla linea di partizione, di rosso, mattonato di nero, due a destra, il terzo a sinistra, uscente dal lembo dello scudo; edifici, parte del ponte e torre fondati sullo sperone di verde, di forma pressoché triangolare, uscente dal lembo dello scudo, con la punta contigua all’intradosso dell’arco del ponte posto a sinistra, esso sperone confinante in banda con lo specchio d’acqua”.

Colori dello scudo:
campo di cielo, oro
Partizioni:
partito
Oggetti dello stemma:
arco, edificio, finestra, forma, intradosso, lato, lembo, merlo, mezzo arco, ponte, punta, scudo, specchio d'acqua, sperone, torre
Pezze onorevoli dello scudo:
linea di partizione, palo
Attributi araldici:
a destra, a sinistra, angolare, chiuso, confinante in banda, contiguo, esteso, fondato, in prospettiva, mattonato, merlato alla ghibellina, munito, ordinato in palo, più visibile, posta al livello, posto a sinistra, pressoché triangolare, quadro, sormontato, uscente, visto in prospettiva

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini


Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo Araldico


“Drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’argento, con al centro lo stemma e sopra la denominazione del paese iscritta in argento. I cordoni e le parti di metallo sono argentati, nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo vi è inciso il nom”.

Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 07/04/1994