Poggio Renatico


Comune di Poggio Renatico – (FE)

Informazioni

  • Codice Catastale: G768
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 9634
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma del Comune di Poggio Renatico richiama le sue vicende storiche, è stato concesso con DPR del 7 aprile 1994, unitamente al gonfalone, in sostituzione di uno precedente molto simile già in uso dal 1834 (era costituito da due scudetti accollati), quello attuale si descrive: «Partito: nel 1º d’oro, ai tre pali di rosso; nel 2º, campo di cielo, alla torre quadra, di rosso, mattonata di nero, posta a sinistra, vista in prospettiva, merlata alla ghibellina, di sei, quattro merli, di cui due angolari, nel lato più visibile, due in prospettiva, munita nel detto lato di tre finestre poste in palo, di nero, chiuse di nero nel lato visto in prospettiva, la porta sormontata da due finestre di nero ordinate in palo e posta al livello del ponte di due archi e del mezzo arco, esteso fino alla linea di partizione, di rosso, mattonato di nero, due a destra, il terzo a sinistra, uscente dal lembo dello scudo; edifici, parte del ponte e torre fondati sullo sperone di verde, di forma pressoché triangolare, uscente dal lembo dello scudo, con la punta contigua all’intradosso dell’arco del ponte posto a sinistra, esso sperone confinante in banda con lo specchio d’acqua»

 

Mentre il gonfalone è descritto come un: «Drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’argento, con al centro lo stemma e sopra la denominazione del paese iscritta in argento. I cordoni e le parti di metallo sono argentati, nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo vi è inciso il nome».

 

Il primo campo riporta l’arme dei Lambertini, il secondo una rappresentazione del castello di famiglia, costruito dai Guastavillani e attuale sede municipale (pesantemente danneggiata dal sisma del 2012).

 

Poggio deriva dal latino podium e si riferisce alle piccole alture che emergono dalle acque. Il determinante Renatico, generalmente viene fatto risalire a reunatico derivato di reuna e che potrebbe essere considerato un equivalente di motta, termine col quale si indicava generalmente una collinetta circondata dall’acqua che identificherebbe un insediamento in posizione elevata rispetto alle acque paludose circostanti. Alcuni propongono di derivarlo dal fiume Reno che scorre a qualche chilometro del paese e che allagando la regione formava le estese “Valli del Poggio” paludose.

 

I primi documenti che menzionano il paese come PodioPodio Rognatico o Raunatico e infine Poggio Renatico sono di epoca medievale, ma alcuni ritrovamenti archeologici fanno risalire le origini dell’insediamento almeno all’epoca romana.

 

Il feudo pervenne alla famiglia Lambertini probabilmente fin dal 972, per investitura a Pietro e Lamberto Lambertini da parte dell’arcivescovo di Ravenna Onesto, altri fanno risalire l’investitura solo al XIII secolo, attraverso l’investitura del 1291 di Roberto di Gasio de’ Lambertini delle “Valli di Poggio”, da parte del marchese di Ferrara, Obizzo VI d’Este.

Oppure al XIV secolo, dato che il feudo era detenuto dai Guastavillani e passò ai Lambertini attraverso Tommasina Guastavillani, che aveva sposato Egano Lambertini, il primo ad essere definito “signore di Poggio Renatico”. Il paese assunse talvolta anche il nome di Poggio Lambertini. Il figlio Guido, in seguito ottenne il titolo di “conte del Pogio” nel 1441. Nel 1625 il conte Cornelio otterrà invece il titolo di marchese.

 

Al 1598 risale un codice, conservato presso la Biblioteca Comunale di Bologna, che contiene gli “Statuti della Comunità del Pogio” emanati nel 1598 da Cornelio e Cesare Lambertini, i quali sottoscrivevano il documento in qualità di «Signori di Pogio Rognatico, Villa Caprara, Villa Cornelia et suoi Uniti». Tali Statuti, una sorta di codice civile, penale e commerciale, furono confermati dal conte Guido Antonio Lambertini nel 1662.

 

 

Dalla famiglia pervenne il cardinale Prospero Lorenzo Lambertini, che il 10 luglio 1735, essendo già arcivescovo di Bologna, divenne marchese “di Podio Renatico et Uniti”.  Eletto papa con il nome di Benedetto XIV il 17 agosto 1740, cederà al nipote Egidio il titolo e il ruolo.

La casata si estinse poi nella discendenza maschile: dai tre matrimoni dell’ultimo marchese, Giovanni Lambertini (1739-1806), nacque un solo figlio premorto (1765-1805). Vedovo e privo di eredi don Giovanni nominò nel suo testamento quale erede universale, con il diritto di portare nome e titolo, il figlio naturale Giovanni Righi di Comacchio.

 

Dopo l’Unità d’Italia, con Regio Decreto del 15 dicembre 1860, Poggio Renatico fu incluso nel territorio della Provincia di Ferrara.

 

Nota di Bruno Fracasso e Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna/IBACN, 2003 – GLI STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA. Compositori, Bologna, pp. 355-451-452.

 

Plessi G., 1969 (rist. 1999) – GLI STEMMI DEI COMUNI DELLE QUATTRO LEGAZIONI. Arnaldo Forni, pp. 427-428.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Partito: nel 1° d’oro, ai tre pali di rosso; nel 2°, campo di cielo, alla torre quadra, di rosso, mattonata di nero, posta a sinistra, vista in prospettiva, merlata alla ghibellina, di sei, quattro merli, di cui due angolari, nel lato più visibile, due in prospettiva, munita nel detto lato di tre finestre poste in palo, di nero, chiuse di nero nel lato visto in prospettiva, la porta sormontata da due finestre di nero ordinate in palo e posta al livello del ponte di due archi e del mezzo arco, esteso fino alla linea di partizione, di rosso, mattonato di nero, due a destra, il terzo a sinistra, uscente dal lembo dello scudo; edifici, parte del ponte e torre fondati sullo sperone di verde, di forma pressoché triangolare, uscente dal lembo dello scudo, con la punta contigua all’intradosso dell’arco del ponte posto a sinistra, esso sperone confinante in banda con lo specchio d’acqua”.

Colori dello scudo:
campo di cielo, oro
Partizioni:
partito
Oggetti dello stemma:
arco, edificio, finestra, forma, intradosso, lato, lembo, merlo, mezzo arco, ponte, punta, scudo, specchio d'acqua, sperone, torre
Pezze onorevoli dello scudo:
linea di partizione, palo
Attributi araldici:
a destra, a sinistra, angolare, chiuso, confinante in banda, contiguo, esteso, fondato, in prospettiva, mattonato, merlato alla ghibellina, munito, ordinato in palo, più visibile, posta al livello, posto a sinistra, pressoché triangolare, quadro, sormontato, uscente, visto in prospettiva

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’argento, con al centro lo stemma e sopra la denominazione del paese iscritta in argento. I cordoni e le parti di metallo sono argentati, nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo vi è inciso il nom”.

Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 07/04/1994