Comune di Pistoia (PT)

Informazioni

  • Codice Catastale: G833
  • Codice Istat:
  • CAP: 51100
  • Numero abitanti: 90288
  • Nome abitanti: pistoiesi
  • Altitudine: 67
  • Superficie: 67
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Dell’antica PISTORIA non si sa quasi nulla, se non che il nome deriva dal latino “pistor, pistoris” (mugnaio, fornaio). Secondo la leggenda furono proprio dei mugnai a fondare la città, attirati dalla fertilità del terreno che produceva messi copiose.

Un’altra leggenda (probabilmente non divulgata da pistoiesi) dice che fu la “pestis” (la peste) a causare la costruzione di un nuovo centro urbano.

È certamente una fondazione Romana (è citata nel II secolo a.C.), ma probabilmente insiste su un precedente insediamento etrusco.

Nel 1105 è menzionato il Comune, i cui Consoli limitano il potere del vescovo-conte.

Nel 1306 viene occupata da Lucca e Firenze alleate.

Fu soggetta alla signoria di Uguccione della Faggiola, di Vinciguerra Panciatichi, di Roberto d’Angiò, dal 1324 al 1328 di Castruccio Castracani degli Antelminelli signore di Lucca. Infine, dal 1351, fu sottomessa a Firenze, alla quale resterà legata fino all’Unità d’Italia.

Lo stemma cittadino, come recita lo Statuto del Comune, è: “…a forma di scudo a scacchi d’argento e rossi, è circondato da due rami di quercia e di alloro ed è sovrastato dalla corona di città. Lo scudo è sostenuto da due orsi con un mantello disegnato a scacchi…”.

Il gonfalone è leggermente differente (riportiamo sempre il testo dello Statuto): “è costituito da una scacchiera in cui si alternano l’argento e il rosso. Sull’asta [in alto]che sorregge il drappo è posto un orso che tiene lo scudo dello stemma. Il gonfalone è decorato con medaglia d’argento al valor militare per il contributo dato dalla città alla guerra di liberazione nazionale…”.

Più precisamente: “Scaccato d’argento e di rosso di trentasei pezzi. Lo scudo di forma sannitica, sarà cimato della corona di città ed avrà per sostegni due orsi con le teste rivolte all’indietro, coperti di martelletto scaccato d’argento e di rosso, svolazzante, foderato di verde” come da Decreto del Capo del Governo del 20 maggio 1943.

Diverse teorie propongono un’origine per la “scacchiera”.

Una vuole che derivi dalla regolare suddivisione viaria della pianta della città romana.

Una seconda propone una derivazione da un particolare tipo di conchiglia del pellegrino o “di San Giacomo”, principale patrono cittadino (detto San Jacopo), che presenta proprio le caratteristiche macchie pressappoco scaccate. La cappella del santo, nella cattedrale, è composta proprio di marmi bianchi e rossi.

Una terza la mette in relazione proprio con la scacchiera del popolare gioco degli scacchi, che in antico sarebbe stata colorata di rosso e bianco, ritenuta in antico una raffinata simulazione dello scontro guerresco. Con essa la città vuole mostrarsi come nobile, cavalleresca, e animata da spirito guerriero.

Da una parte stanno i bianchi e dall’altra non i neri, ma i rossi. Avviene negli scacchi come in tutto l’universo dei simboli, in cui fino al XV secolo la mentalità occidentale contrapporrà al bianco non il nero, ma il rosso, il colore dei colori” (Pastoreau).

Secondo la teoria più accreditata gli orsi, localmente detti “micchi”, testimoniano lo storico legame di Pistoia con le montagne dell’Appennino alle sue spalle: alcune località montane furono direttamente soggette al Comune pistoiese fino a tempi recenti (l’orso compare come emblema di numerosi Comuni ed ex Comuni dell’Appennino pistoiese).

Secondo alcuni l’animale identifica precisamente l’antico possedimento di SILVA URSINIA (Selva degli orsi), l’attuale ORSIGNA.

Pare che l’orso, come sostegno, sia in uso dal XIII secolo e, secondo la tradizione, venne inalberato nel 1360, allorché la città riuscì a liberarsi (con l’aiuto dei fiorentini) dall’assedio delle armate di Giovanni Visconti, arcivescovo e signore di Milano.

Forse Pistoia vorrebbe richiamare proprio il celebre “marzocco” (leone) notissimo tenente dello scudo di Firenze, distinguendosi da quella città ma seguendo l’uso delle città toscane, per l’adozione dell’orso, simbolo come detto del territorio montuoso soggetto a Pistoia.

A questo fu abbinato un motto in volgare che recitava: “Domine, angeli et sancti che sete a mia guardia; Me difendete da chi mal fare non tarda”.

Nella figurazione i due plantigradi sono abbigliati come due “araldi” con una mantelletta che richiama il “tabarro” di ordinanza di questo magistrato. Nel tempo la fodera ha assunto una colorazione verde per accentuare il legame con il tricolore nazionale.

Nel 1280 lo scudo era abbinato il motto QUΠVOLO TANTILLO PISTORIA CELO SIGILLO.

E’ capoluogo di Provincia dal 1927.

Attualmente, nelle comunicazioni del Comune, si usa uno stemma stilizzato graficamente: lo scudo è di tipo gotico con gli angoli tagliati, sormontato da una corona “all’antica” di 8 punte (5 visibili), mentre gli orsi poggiano su un fregio a volute alludente al classico serto vegetale.

Note di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

Pastoreau (Michel), L’OURS. Historie d’un roi déchu. Seuil, Paris 2007.

Pastoreau (Michel), VITA QUOTIDIANA AI TEMPI DEI CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA, Fabbri, Milano 1998.

Savorelli (Alessandro). MA COME SEI ORSO! Motivi identificativi personali e collettivi in araldica. Firenze 2014.

Profilo Araldico

“Scaccato d’argento e di rosso di trentasei pezzi. Lo scudo di forma sannitica, sarà cimato della corona di città ed avrà per sostegni due orsi con le teste rivolte all’indietro, coperti di mantelletto scaccato d’argento e di rosso, svolazzante, foderato di verde”

Stemma ridisegnato

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Colori dello scudo: argento, rosso
Partizioni: scaccato
Profilo Araldico

“Drappo scaccato scalinato a destra di bianco e di rosso con gli scalini d’argento. L’asta verticale sarà cimata di un orso tenente lo scudo dello stemma”

Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: scalinato a destra
Profilo Araldico

“Drappo scaccato di rosso e di argento di 6 tiri e 9 righe…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 20/05/1943























1 commento su “Pistoia”

  1. G. Marco Guasti

    Forse lo scaccato bianco e rosso di Pistoia deriva da una semplificazione di un ideale campo rosso ( forse un mantello attribuito al patrono Santo Iacopo) seminato di conchiglie del pellegrino completamente bianche.
    Tali conchiglie usate per bere al posto dei bicchieri o anche per mangiare, dai pellegrini al posto di pesanti ciotole di terracotta passarono a significare i pellegrinaggi ed i santi connessi ad essi, ma forse in quanto antichissilo simbolo di Venere dea del sesso e dell’amore erano probabilmente gia’ associate a pellegrinaggi dei politeisti verso templi di Venere, prima che verso l’undicesimo secolo si diffondesse la mania dei pellegrinaggi cristiani verso l’improbabe luogo di sepoltura in Spagna dell’Apostolo Giacomo, fratello di Gesu’ (secondo i vangeli tradotti correttamente dal greco che ha parole chiare per fratelli e tuttaltre per cugini come la Chiesa traduce falsamente).
    Ma io Pistoiese e subacqueo in mezzo mondo, appassionatodi conchiglie, mai ho visto una conchiglia del pellegrino ne’ la mediterranea Pecten Iacoboeus ne’ la atlantica Pecten Maximus, quella specifica della Galizia ossia della terra del santuario di Santiago de Compostela.
    Tornado alle conchiglie marine vere e proprie dette conchiglie del pellegrino io non ne ho mai viste a scacchi, e neppure ho mai visto una qualsiasi altra bivalve a scacchi o a qualcosa di vagamente somihliante a scacchi.
    Venature lineari, colorate si’, talvolta un colore rosaceo abbastanza diffuso, si’ ma scacchi o qualcosa di simile, mai.
    Concludo dunque che solo il bianco negli scacchi dello stemma Pistoiese rappresenta le conchiglie, mentre il rosso e’ il campo ove sono adagiate, o forse un mantello.

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