Pieve Santo Stefano


Comune di Pieve Santo Stefano – (AR)

Informazioni

  • Codice Catastale: G653
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 3249
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il territorio comunale, sito nell’alta Val Tiberina, fu parte nel corso del Medioevo della cosiddetta Massa Verona, soggetta alla diocesi di Città di Castello. Dal dominio di signori locali di origine longobarda, verso la fine del XIII secolo entrò a far parte del comitato aretino; gli Statuti del 1327, riferibili al momento di massimo livello della spinta espansionistica della città, sotto l’impulso di Guido Tarlati, la «Viscontaria Verone» risulta sottoposta alla giurisdizione del quartiere cittadino di Porta Crucifera.

Nel 1384, ormai entrata a far parte del Dominio fiorentino, venne inquadrata nell’ambito della Potestaria castri Plebis Sancti Stefani et totius Verone, sottoposta nel 1415 al Vicariato di Anghiari, finché nel 1390 fu essa stessa sede di un Vicariato. Nel frattempo il toponimo di Verona era andato scomparendo. L’assetto amministrativo rimase stabile fino alle riforme promulgate dal granduca Pietro Leopoldo nel 1776, quando Pieve Santo Stefano divenne capoluogo di una Comunità, antesignana del moderno Comune.

In merito all’araldica, si segnala un bel sigillo riferibile al terzo decennio del XIV secolo, nel quale è raffigurata l’effigie del protomartire Stefano, santo titolare della pieve, ritto presso le acque tumultuose del Tevere e accostato a destra e a sinistra da due monti cimati da un castello. La leggenda recita «s(igillum) vniversitatis verone districtvs aretii».

Le attestazioni dello stemma araldico desumibili dai blasonari fiorentini concordano sulla presenza di un ponte, in genere a tre arcate, fiancheggiato da due alte torri merlate e fondato sulle acque del fiume Tevere; il campo in genere è rosso.

Il blasonario del Passerini (1864) conferma la tipologia degli edifici, ma li sormonta dalla figura del santo patrono tenente un vessillo «di colore azzurro, che nei tempi andati guidava a battaglia li uomini di questo luogo». Muta anche il colore del campo, ora d’argento.

 

(nota a cura di Michele Turchi)

 

Bibliografia

– E. Repetti, Dizionario Geografico, Fisico, Storico della Toscana, Firenze 1833-46, vol. I.

– L. Passerini, Le armi dei Municipj Toscani, Firenze 1864.

– G.P. Pagnini, Stemmi e gonfaloni della Toscana, in La Toscana e i suoi Comuni. Storia territorio popolazione e gonfaloni delle libere Comunità Toscane, Firenze 1985.

– Gli stemmi dei Comuni toscani al 1860, a cura di G.P. Pagnini, Firenze 1991.

– L. Borgia-F. Fumi Cambi Gado, Un antico sigillo dell’Università di Verona: considerazioni sfragistiche, giuridiche, storiche, artistiche, araldiche, Città di Castello 1991.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Michele Turchi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento, al ponte a tre arcate fiancheggiato da due torri, al naturale, fondato sulle acque del fiume Tevere, e alla figura di santo Stefano nascente dal ponte e tenente nella mano destra una bandiera di azzurro svolazzante a sinistra”.

Colori dello scudo:
argento
Oggetti dello stemma:
Santo Stefano, acqua, arcata, bandiera, fiume Tevere, mano, ponte, torre
Attributi araldici:
a sinistra, destra, fiancheggiato, fondato, nascente, svolazzante, tenente

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,