Pieve di Soligo


Comune di Pieve di Soligo – (TV)

Informazioni

  • Codice Catastale: G645
  • Codice Istat:
  • CAP: 31053
  • Numero abitanti: 12159
  • Nome abitanti: pievigini
  • Altitudine: 132
  • Superficie: 132
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 42.6
  • Distanza capoluogo: 42.6

Storia dello stemma e del comune

Alcuni studiosi vogliono che il nome derivi dai salici, numerosi sulle rive del fiume Soligo, altri invece fanno risalire l’origine del nome “Pieve” da “Plebs”, che sta ad indicare l’entità parrocchiale che seguiva la vita religiosa di una comunità sparsa su un territorio molto vasto.

Storicamente le vicende della nostra zona non sono moto dissimili da quelle del resto del Veneto ; è tuttavia utile porre l’accento su quello che è ancora meno conosciuto.

Non sono mai state trovate tracce di insediamenti preistorici nel Quartier del Piave, ed i segni più vecchi, dati da alcuni ritrovamenti, risalgono all’epoca romana.

Sulla strada che conduce a Sernaglia della Battaglia, infatti, nel secolo scorso furono ritrovate alcune tombe romane ed alcune monete risalenti all’epoca dell’Imperatore Adriano.

Ma il segno più tangibile è rappresentato dalla strada Claudia Augusta Altinate, risalente al I secolo d.c. e da una colonia agricola militare, difesa da fortificazioni collinari dette “castra murata”.

La strada Claudia Augusta Altinate era, per il tempo, di importanza strategica notevole per il suo tracciato che, partendo dall’antica Altino, attraverso Susegana, Pieve di Soigo, Follina e Valmareno, saliva verso il passo di Praderadego fino a Belluno.

Le fortificazioni risalenti all’epoca dell’imperatore Adriano, furono risaldate e potenziate durante la dominazione Longobarda e, in seguito, le torri si trasformarono in castelli, dove si insediarono insigni prelati e signori di potenti famiglie.

Testimonianze ancora visibili di tali costruzioni sono le Torri di Credazzo a Farra di Soligo, mentre viene fatto risalire al tempo il nome della località “Castello”.

A questo periodo vengono fatti risalire anche i nomi di alcune località come “Farra”, mentre Pieve di Soligo e Solighetto, risalgono all’epoca latina.

Una testimonianza risalente agli statuti della Comunità di Valmareno, accenna all’ipotesi che, in età barbarica, ancor prima della conversone dei “pagi” al cristianesimo, esistesse una comunità organizzata di cui Solighetto era il centro civile e la vicina Pieve quello religioso.

Le prime testimonianze scritte, risalgono al 28 settembre 1192, data alla quale è legato un documento nel quale Enrichetto di Solimano di Rovereto, nipote di Gabriale da Camino, viene investito del Feudo di Valmareno; Solighetto conserverà la denominazione di Gastaldia fino ad epoca recentissima.

Il feudo passerà varie mani, dai Porcìa ai da Camino e poi, con la spaccatura di questi ultimi, in Da Camino di Sotto e Da Camino di Sopra, a seconda che i loro domini fossero nella parte alta o nella parte bassa; si verificò una divisione dei possedimenti con la linea geografica dettata dal fiume Soligo.

La parte a nord, comprendente Solighetto, toccò ai Caminesi di Sopra e poi ai Brandolini, mentre la parte a sud fu assegnata al Podestà si Treviso.

Correva l’anno 1215 e prendeva corpo la divisione fra Pieve del “Contà” e Pieve del “Trevisan”.

Le intricate vicende del Medioevo segnarono nella zona i confini secondo i rapporti di forza, e circa nel 1400, oltre ai Da Camino, al Comune di Treviso, ai Collalto (di cui si può ancora oggi ammirare il castello di Susegana e la rocca di Collalto), agli Scaligeri, che possedevano le Torri di Credazzo ed il Castello di Soligo (ora distrutto), si inserì la Repubblica di Venezia che concesse il feudo di Valmareno con l’inseparabile Gastaldia di Solighetto a due suoi illustri capitani: Erasmo da Narmi detto il Gattamelata ed a Bandolino da Bagnacavallo. Il Gattamelata tuttavia cedette i suoi diritti a Brandolini che vi dominarono per oltre quattro secoli, cioè fino ai giorni nostri.

Con il trattato di Campoformio (1797) la zona conosce anche la dominazione austriaca fino alla terza guerra d’indipendenza.

In questo periodo il paese prospera e si abbellisce delle ville e dei palazzi patrizi che oggi costituiscono il centro storico.

Palazzo Ciassi, Palazzo Morona, Villa Brandolini a Solighetto ora centro di cultura Francesco Fabbri, sede permanente del Museo Toti Dal Monte dedicato alla famosa cantante lirica e il centralissimo Palazzo Balbi Valier, ora completamente ristrutturato e restituito all’antica bellezza.

La grande guerra con il fronte sul Piave riporta temporaneamente agli austriaci.

Il territorio è duramente segnato dalle battaglie, tanto che alcuni siti in riva al fiume sacro alla Patria, sono tutt’oggi dedicati ai caduti e i comuni di Sernaglia e Moriago ne portano testimonianze nel nome: della Battaglia.

E’ giusto anche ricordare il sacrificio delle nostre genti durante la seconda Guerra Mondiale; i morti e le distruzioni sono un ricordo ancora vivissimo ed il Comune di Pieve di Soligo è insignito alla Medaglia d’Argento al Valor Civile.

Tratto dal sito www.esseci.tv

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Trinciato di rosso e d’azzurro, alla banda d’azzurro bordata d’argento attraversante, caricata nel centro da una fascia d’argento. Il primo alla croce gigliata d’oro, accostata a destra da due pali d’argento; il secondo a tre torri al naturale poste in fascia, fondate sulla campagna di verde, accostate a sinistra da due pali d’argento. La campagna caricata della scritta “SOLICUM” in caratteri lapidari d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
azzurro, rosso
Oggetti dello stemma:
campagna, carattere lapidario, croce gigliata, scritta, torre
Pezze onorevoli dello scudo:
banda, fascia, palo
Attributi araldici:
a destra, a sinistra, accostato, attraversante, bordato, caricato, fondato, nel centro, posto in fascia
Profilo Araldico

“Drappo trinciato di tre: di rosso, di bianco e di azzurro…”

Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
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Colori del gonfalone: azzurro, bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: trinciato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 16/04/1958