Città di Pescara (PE)

Informazioni

  • Codice Catastale: G482
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 123077
  • Nome abitanti: pescaresi
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

La città riprende il nome del borgo omonimo che nel 1927, per interessamento del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e di Gabriele d’Annunzio (natovi il 12 marzo 1863), si riunì a Castellammare Adriatico, posta sull’altra sponda del fiume, dando origine alla PESCARA attuale prendendo il nome del fiume Pescara.

Questi deriva il nome da “piscarius” (cioè “pescoso”) e nel VII secolo aveva determinato quello di PISCARIA all’insediamento.

In antichità era però conosciuto come ATERNUM, nome che le popolazioni Vestine e Marracine avevano attribuito al piccolo centro sorto intorno al porto alla sua foce.

I Romani la denominarono OSTIA ATERNI e vi fecero giungere la Via Tiburtina Valeria nel 50 a.C. e divenne importante centro Longobardo; in seguito fu conquistata dai Normanni, poi completamente distrutta dalle armate di Ottone IV e infine ricostruita come PISCARIA.

Fu soggetta al Regno di Napoli dal XVI secolo e Carlo V costruì la Fortezza stellare nel 1535, trasformata nel 1860 in carcere per dissidenti politici.

Fu all’inizio del XIX secolo che la città fu smembrata in due centri, separati dal fiume: Pescara vera e propria, in provincia di Chieti, e Catellammare Adriatico, in provincia di Teramo.

Situazione ricomposta, come detto, il 2 gennaio 1927 con l’istituzione anche della Provincia.

Il centro si sviluppa sul posto della precedente Castellammare, determinando però la decadenza di Pescara vecchia (oggi rione periferico).

Stemma riconosciuto con Decreto del re Vittorio Emanuele III del 6 ottobre 1927: “Partito. Il primo al campo di cielo, alla torre affiancata da una chiesa posta su di un mare fluttuoso, accompagnato nella destra del capo da una cometa d’oro ondeggiante in sbarra; il secondo d’azzurro, al castello uscente dal fianco sinistro dello scudo, terminato da una torre al naturale merlata di quattro, aperta finestrata e murata di nero, posta su di un mare ondeggiante d’argento. Un palo d’oro divide le partizioni… Motto: HÆC EST CIVITAS ATERNI PORTA APRUTII ET SERA REGNI” (Statuto del Comune di Pescara).

La vicenda ricorda quella, quasi contemporanea, della nascita di Imperia.

 

Note di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico

“Partito. Il primo al campo di cielo, alla torre affiancata da una chiesa posta su di un mare fluttuoso, accompagnato nella destra del capo da una cometa d’oro ondeggiante in sbarra; il secondo d’azzurro, al castello uscente dal fianco sinistro dello scudo, terminato da una torre al naturale merlata di quattro, aperta finestrata e murata di nero, posta su di un mare ondeggiante d’argento. Un palo d’oro divide le partizioni… Motto: HÆC EST CIVITAS ATERNI PORTA APRUTII ET SERA REGNI”.

Stemma ridisegnato

Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Colori dello scudo: azzurro, campo di cielo
Partizioni: partito
Oggetti dello stemma castello, chiesa, cometa, mare, scudo, torre
Pezze onorevoli dello scudo: palo, partizione
Attributi araldici: accompagnato, affiancato, alla destra del capo, aperto, finestrato, fruttuoso, merlato, murato, ondeggiante in sbarra, posto, terminato, uscente dal fianco
Profilo Araldico

“Drappo partito di bianco e di azzurro…”.

Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Pasquale Fiumanò

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 03/11/1987

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) n. 4158 di concessione – 02/09/1988

  • Regio Decreto (RD) di concessione – 06/10/1927

2 commenti su “Pescara”

  1. La via che univa (e unisce) Roma a Pescara è la VIA TIBURTINA VALERIA e non la CLAUDIA VALERIA.
    grazie

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