Pazzano


Comune di Pazzano – (RC)

Informazioni

  • Codice Catastale: G394
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 677
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

« In hoc agro pagi sunt Patianum, ubi aurum et argentums et cyancus color nascitur sunt et ferrifodinae »

(In questo terreno del villaggio di Pazzano, in cui sono nati il colore dell’oro e dell’argento)

De antiquitate et Situ Calabriae, 1704.

 

Il toponimo Pazzano è attestato per la prima volta nel 1325 (dominus Leo de Panzano) ma non è chiara l’origine, forse dal latino passus (valico) o dal personale Patius o Pitius (da cui fundus Patianus).

 

Pazzano è oggi uno piccolissimo Comune montano (410 m s.l.m.) del territorio della città metropolitana di Reggio Calabria, situato nella Valle dello Stilaro, tra il monte Consolino e il monte Mammicomito, due massicci calcarei che costituiscono un’eccezione nell’aspetto geologico calabrese, con ricchi giacimenti ferrosi, sfruttati fin dall’epoca della colonizzazione greca e che, nel periodo romano fu una colonia per i “damnata ad metalla”, per i condannati ai lavori forzati delle miniere di pirite e limonite. Nel periodo della dominazione normanna è documentato nel 1094 un villaggio di minatori di Pezzano, nella contea di Stilo di cui divenne casale.

Carlo V, il 10 dicembre 1524, donò le miniere di Pazzano a Cesare Fieramosca (fratello di Ettore, l’eroe della “Disfida di Barletta”), come ricompensa per il prestato servizio. Ma dal 1527 esse erano nuovamente annoverate nel demanio regio ed in seguito furono amministrate dalla Camera della Sommaria che le dava in appalto, l’appaltatore vi aveva piena giurisdizione, distinta da quella di Stilo che nel 1724 vi fece fabbricare i cannoni per l’esercito.

Nel 1799 il generale Championnet lo riconosceva autonomo e facente parte del Cantone di Satriano; nel 1807 fu “Luogo” del Governo di Stilo; dopo il ritorno dei Borboni (1816) il Governo fu trasformato in Circondario.

Lo stemma, molto elegante, è stato concesso con D.P.R. del 12 ottobre 1987, dove si blasona: Di nero, all’aquila d’argento, linguata, rostrata e armata di rosso, coronata con corona all’antica di tre punte visibili, d’oro. Ornamenti esteriori da Comune.

Il campo nero, piuttosto inusuale, ricorda l’oscurità delle miniere e l’attività mineraria che ha reso prospera la località, mentre l’aquila simboleggia la posizione geografica; lo stemma si presenta come una brisura dell’aquila di Svevia e del Regno di Sicilia (d’argento all’aquila di nero), risalenti a Federico II Hohenstaufen.

Il gonfalone del Comune è costituito da un: drappo di bianco riccamente ornato di ricami d’argento, caricato dello stemma e con l’iscrizione centrata in argento recante la denominazione “Comune di Pazzano”.

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Bibliografia

AA.VV., Nomi d’Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i Comuni, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2009, p. 417

Enzo Laganà, Gabriella Catalano, Calabria. Stemmario civico. Con schede storiografiche di tutti i Comuni della regione, Reggio Calabria, Iiriti Editore, 2010, pp. 417-8

Gustavo Valente, Dizionario dei luoghi della Calabria, vol. M-Z, Chiaravalle Centrale, Edizioni Frama’s, 1973, pp. 724-5

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo araldico


“Di nero, all’aquila d’argento, linguata, rostrata e armata di rosso, coronata con corona all’antica di tre punte visibili, d’oro. Ornamenti estriori da Comune”.

Colori dello scudo:
nero
Oggetti dello stemma:
aquila, corona all'antica
Attributi araldici:
armato, coronato, linguato, rostrato

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di bianco riccamente ornato di ricami d’argento, caricato dello stemma e con l’iscrizione centrata in argento recante la denominazione “Comune di Pazzano””.

Colori del gonfalone: bianco

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,