Pavullo nel Frignano


Città di Pavullo nel Frignano – (MO)

Informazioni

  • Codice Catastale: G393
  • Codice Istat:
  • CAP: 41026
  • Numero abitanti: 17350
  • Nome abitanti: pavullesi
  • Altitudine: 682
  • Superficie: 682
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il Comune, come centro principale del Frignano (coronimo derivante dalla tribù preromana dei Friniates o Liguri Friniati sconfitti definitivamente dai Romani nel II secolo avanti Cristo, che comprendeva anche territori oggi in Provincia di Reggio Emilia), ha adottato le armi della famiglia Montecuccoli, feudataria della zona.

 

Il gonfalone comunale, con lo stemma, formalmente riconosciuto con DCG del 1° febbraio 1936 presenta infatti le armi (modificate o, come si dice tecnicamente “brisate”) degli antichi feudatari, i Montecuccoli (un’aquila nera imperiale al volo abbassato, cioè con le ali verso il basso, dominante un monte di tre cime verde in campo oro) ma in campo azzurronell’emblema comunale. I Montecuccoli presero il nome dall’attuale frazione di Montecuccolo, fin dal Medioevo centro rilevante e cardine di un sistema difensivo imperniato su tre rocche vicine.

 

L’aquila era presente anche nei sigilli del Comune Federale del Frignano, che comprendeva le diverse comunità del territorio, che si riunivano in consiglio attraverso dei rappresentanti riconosciuti dall’autorità ducale. Il motto PRISCA FIDES (‘antica fedeltà’) è ripreso dall’arma feudale e fu concesso dal Duca di Modena nel 1830 che, contestualmente, riconobbe la tradizione dell’aquila imperiale come stemma del Comune.

 

Il blasone in uso, richiamato (pur non citato) nello Statuto del Comune di Pavullo nel Frignano, recita testualmente: “D’azzurro all’aquila nera imperiale a volo abbassato su un monte di tre cime verde, la seconda e la terza parzialmente nascoste”, per cui a rigore dovrebbe essere rappresentata con la testa ricolta a destra e non “rivoltata” (guardante cioè verso la sinistra araldica che, ricordiamo, corrisponde alla destra di chi guada) come abitualmente rappresentata.

 

Dato che con successivo DPR del 07 aprile 1994 è stato concesso al Comune di Pavullo il titolo di Città, lo stemma dovrebbe fregiarsi della relativa corona di rango (d’oro, con cinque torri, anziché merlata d’argento).

 

Con ulteriore DPR del 13 ottobre 1984 è stata concessa al Comune di Pavullo nel Frignano la ricompensa della Croce al Valore Militare per attività partigiana, che viene appuntata sul gonfalone comunale.

 

MONTECUCCOLO

 

Nel territorio della Pieve di PAULE (dal nome della Pieve di SANCTIS VINCENCII DE PALUDE posta sul Monte Campana) in seguito decaduta e il cui territorio venne poi amministrato dalla Pieve di Renno, sorgeva il castello sul “mons qui vocatur Cuculi”, nominato per la prima volta in un documento del vescovo di Modena del 1027, come possedimento della famiglia ascendente a Gherardo figlio di Corvolo del Frignano, i cui discendenti prenderanno poi l’agnome dal luogo stesso, del quale ebbero in perpetuo l’investitura da parte dell’imperatore Arrigo V, molto dopo la scomparsa della Contessa Matilde di Canossa (nel 1115) che governava anche questa parte del suo immenso dominio. Possessione confermata poi da Ottone IV nel 1212, un’investitura che sarà la base legale per la difesa dell’autonomia del territorio Frignanese rispetto a Modena e Bologna fin oltre la metà del XIV secolo, quando i Montecuccoli vennero definitivamente sottomessi dagli Estensi che crearono quindi la Provincia del Frignano, distretto amministrativo e giudiziario di un vasto territorio montuoso al centro dei loro Stati e organizzato come una specie di Comune federale.

 

Nonostante nel 1337 i Montecuccoli avessero riconosciuto la supremazia degli Estensi non impedì loro, nel 1369, di ospitare l’imperatore Carlo IV nel loro castello di Montefiorino e ottenere da questi il rinnovo dell’investitura feudale, con la concessione di aggiungere alle armi della casata l’aquila imperiale. Lo stemma antico della famiglia era composto di un campo d’oro alle tre (o sei) cime naturali ornate di rami di quercia (allusione al MONS LUCUS o MONTIS LUCULUS: “monte del bosco sacro”).

 

I vari rami dei Montecuccoli, oltre a mal tollerare il dominio del Marchese di Ferrara, si contrastavano aspramente tra loro, fino a che Gasparo Montecuccoli non riuscì a riunire nelle sue mani tutti i territori del Frignano, ottenendone l’investitura formale da Nicolò III d’Este all’inizio del XV secolo.

 

Nel 1609 nacque nel castello di Montecuccolo il conte Raimondo, destinato a divenire il celebre comandante e abile stratega dell’esercito Imperiale, le cui gesta lo portarono ad esser definito dai contemporanei il “salvatore della Cristianità” dopo la battaglia vittoriosa contro i turchi presso il fiume Raab del 1664.

 

Il castello di Montecuccolo svolse funzione di sede amministrativa su gran parte del Frignano dal XII al XV secolo, in un distretto giurisdizionale comune con la vicina pieve di Renno (che aveva assorbito i diritti e i privilegi della decaduta pieve di Paule): sede di una podesteria con giurisdizione, oltre che su questa località, anche su Sassorosso, Burgone, Montecenere, Olina, Camatta, Renno, Gajato, Verica, Castagneto, Bibone, Sassoguidano, Castellino, Sassostorno, Monteforte, Riva e Montespecchio. Il podestà, che dipendeva dal conte, era contemporaneamente governatore delle podesterie di Polinago, Rancidoro, San Martino, Ranocchio, Semese e Montese.

 

Alla Fine del XV secolo la sede feudale venne trasferita a Sestola.

 

Nel 1818 la sede della contea e del Podestà del Frignano vennero nuovamente trasferite a Pavullo, centro che Francesco IV aveva istituito come Comune di II classe nel 1815 (Comune di Paullo).

 

Nel 1830, a Pavullo, il duca Francesco vi fece anche costruire il Palazzo Ducale quale sede estiva della corte, lungo la Via Giardini costruita tra il 1766 e il 1776 (inaugurata nel 1780) su progetto dell’ingegnere di corte Pietro Giardini, per unire i territori estensi di Modena e della Garfagnana, attraverso il Frignano, in sostituzione dell’antica Via Bibulca risalente all’epoca Longobarda (venne infatti tracciata per volere del re Liutprando per collegare i territori al di qua e al di là del “Monte Appennino”).

 

A questo proposito è da ricordare che l’abate Domenico Vandelli, predecessore di Pietro Giardini nell’incarico di Ingegnere-Capo, aveva già progettato una via tra Modena e Massa (detta poi Via Vandelli) tra il 1739 e il 1752 (ed effettivamente inaugurata nel 1748) ma risultò impervia e di difficile manutenzione: venne quindi abbandonata in favore del progetto Giardini.

 

Dal 1832 Paullo diventò capoluogo dell’intero Dipartimento del Frignano istituito dall’amministrazione Napoleonica.

 

Note di Massimo Ghirardi

 

Si ringraziano Paolo Corghi, Alessandro Neri e Davide Settembre Blundo per la gentile collaborazione

 

 

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.

 

AA.VV. STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.

 

Lami G.-Rubbiani A.Santini  G. (a cura di). IL CASTELLO DEI MONTECUCCOLI, elementi di conoscenza. Archeoclub d’Italia sede di Pavullo, Pavullo nel Frignano 1993.

 

Longagnani (Lauretta), Manicardi (Antonella), Schifani Corfini (Elisa), a cura di. LE CASE, LE PIETRE, LE STORIE. Itinerari nei Comuni della Provincia di Modena. Zanini, Angola Emilia 1992.

 

Romolotti (Giuseppe) a cura di. STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972

 

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini



Profilo araldico


“D’azzurro all’aquila nera imperiale a volo abbassato su un monte di tre cime verde la seconda e la terza parzialmente nascoste”.

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
aquila, cima, monte, volo
Attributi araldici:
abbassato, imperiale, parzialmente nascosto

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini



Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 01/02/1936
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 07/04/1994