Paulilatino


Comune di Paulilatino – (OR)

Informazioni

  • Codice Catastale: G384
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2377
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Paulilatino, (Paùlle in sardo), è un comune della provincia di Oristano.

L’etimologia che raccoglie il maggior credito è quella che fa derivare il nome del paese dalla palude che, nella tarda primavera quando si prosciugava, si ricopriva di una patina biancastra e di pratoline che la rendevano “làtina” cioè chiara in dialetto paulese oppure dal fatto che tale palude in origine dava una densa nuvolaglia “lattiginosa”.

Il territorio di Paulilatino fu abitato sin dal periodo prenuragico, ma è dell’età nuragica che rimangono importanti testimonianze. Vi sono sparsi più di cento nuraghi che testimoniano l’importanza e la frequentazione del territorio di Paulilatino.

Fu frequentato anche in periodo punico e romano quando fu costruito il centro abitato di Paulis Lactea, da cui deriva l’attuale paese.

Il toponimo lo si ritrova per la prima volta nella Ratio Decimarum Italiae-Sardigna, poi compare in un trattato di pace del 1388 tra Eleonora d’Arborea e gli Aragonesi.

Nel medioevo Paulilatino va a far parte del Giudicato d’Arborea e della curatoria del Guilcier. Dopo la caduta del giudicato, 1420, gli abitanti mantennero un atteggiamento ostile verso gli invasori Aragonesi e si ribellarono quando questi vollero imporre come signori feudali i De Ligia.

Il villaggio, nel 1417, fu incluso nel grande feudo concesso a Giovanni Corbera e, nel 1426, venne ceduto al marchese di Oristano.

Dopo che il marchesato fu confiscato a Leonardo Alagon (1478), il paese entrò a far parte della contrada dell’Ocier Reale, e fu un feudo regio per tutto il periodo aragonese e spagnolo, quando gli abitanti chiesero e ottennero di essere amministrati direttamente da funzionari reali e non più da signori feudali.

Agli inizi dell’Ottocento il paese, durante la dominazione dei Savoia, vide la bonifica della zona paludosa che occupava una parte del suo territorio e, nel 1821, fu incluso nella provincia di Oristano.

Nel 1838 fu riscattato al demanio, a cui apparteneva, per costituire un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

In seguito all’abolizione delle province, nel 1848, fu incluso nella divisione amministrativa di Cagliari, e, nel 1859, nell’omonima ricostituita provincia; infine, nel 1974, con la ricostituzione della provincia di Oristano, entrò a farne parte.

 

Lo stemma e il gonfalone, concessi con DPR del 17 aprile 1990, si blasonano rispettivamente:

“Inquartato: nel primo, d’oro, al grappolo d’uva, di porpora, munito del tralcio di verde, posto in fascia, esso tralcio fogliato di due dello stesso, una foglia per parte; nel secondo, di rosso, alla stella di otto raggi, d’oro; nel terzo, di rosso, alla pecora d’argento, camminante sulla pianura di verde; nel quarto, di azzurro, all’olivo di verde, fruttato di nove di nero, fustato al naturale, nodrito nella pianura di verde. Ornamenti esteriori da Comune”;

“Drappo partito di azzurro e di bianco riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale, nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Lo stemma riporta, in tutta evidenza, le attività economiche che reggono la comunità paullesa: la viticultura, l’allevamento di ovini e l’olivicoltura.

 

Note di Bruno Fracasso

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Inquartato: nel primo, d’oro, al grappolo d’uva, di porpora, munito del tralcio di verde, posto in fascia, esso tralcio fogliato di due dello stesso, una foglia per parte; nel secondo, di rosso, alla stella di otto raggi, d’oro; nel terzo, di rosso, alla pecora d’argento, camminante sulla pianura di verde; nel quarto, di azzurro, all’olivo di verde, fruttato di nove di nero, fustato al naturale, nodrito nella pianura di verde. Ornamenti esteriori da Comune”

Colori dello scudo:
azzurro, oro, rosso
Partizioni:
inquartato
Oggetti dello stemma:
foglia, grappolo d'uva, olivo, pecora, pianura, stella, tralcio
Attributi araldici:
camminante, festato, fogliato, fruttato, munito, nodrito, posto in fascia, uno per parte

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di azzurro e di bianco riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale, nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 17/04/1990