Paternò


Città di Paternò – (CT)

Informazioni

  • Codice Catastale: G371
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 49578
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma di Paternò, in uso da tempo, è stato formalmente riconosciuto solo con Decreto del Presidente della Repubblica del 10 giugno 1951, dove si blasona: « Di azzurro alla torre al naturale, merlata alla ghibellina, aperta e finestrata del campo, fondata sulla campagna di verde, sostenuta da due ceraste dragonali, controrampanti d’oro. Ornamenti esteriori del Comune».

Nonostante Paternò abbia ricevuto il titolo di “città” con successivo Decreto del Presidente della Repubblica del 9 febbraio 1983, attualmente lo stemma viene ancora raffigurato con la corona del rango di “Comune”.

Il gonfalone è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 1º luglio 1952: « Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Paternò. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento».

La tradizione fa risalire l’origine dello stemma di Paternò all’epoca del dominio normanno, il simbolo sarebbe stato adottato subito dopo la costruzione del castello nel 1072, da parte di Ruggero d’Altavilla. Ma sulla curiosa figurazione insistono numerose leggende: secondo lo storico locale frà Placido Bellia, riportato nel suo manoscritto “Storia di Paternò” del 1808: « Sembra una favola inventata dal Volgo, che lo stemma si adottò nei tempi del Conte Ruggero, quando fu ristorata la Torre; ove in una grotta vicina, al rumore dei fabbri muratori, si destarono le due ceraste alate; delle quali una venne uccisa da un arciere e l’altra che volò fino alla gran lapide vicino Lentini, fece determinare il Conte Ruggero ad estender fin là i confini di questo territorio».

Un’altra versione della leggenda è riportata dallo scrittore paternese Antonino Truglio in un articolo pubblicato nel 1968 su “La Sicilia”: « I due dragoni alati, che sono raffigurati nell’emblema civico ai lati della torre che simboleggia il Castello, si dice che vivessero nei roveti lussureggianti che prosperavano attorno al vecchio maniero: e quando i Paternesi, per liberare il Castello dal ginepraio, bruciarono i rovi, i due dragoni uscirono dal loro nascondiglio e rimasero per sempre attaccati alle mura del castello, così come ora sono raffigurati nello stemma civico».

La cerasta è un tipo di serpente della famiglia delle vipere molto velenoso che vive nelle zone calde, il nome deriva dal greco kerástēs (serpente).Ha un corpo estremamente tozzo, terminante in una breve coda sottile; squame ai fianchi munite di carene molto pronunciate; colorazione giallo-fulva.

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di azzurro alla torre al naturale, merlata alla ghibellina, aperta e finestrata del campo, fondata sulla campagna di verde, sostenuta da due ceraste dragonali, controrampanti d’oro. Ornamenti esteriori di Città”

 

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Paternò. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) di riconoscimento – 10/06/1951
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 09/02/1983
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 01/07/1952