Otranto


Città di Otranto – (LE)

Informazioni

  • Codice Catastale: G188
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 5548
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma di Otranto è descritto dallo Statuto Comunale: “Un campo d’azzurro, alla torre cilindrica d’argento, avvinghiata da una serpe di nero che, risalendo in senso sinistrorso i fianchi di essa torre, introduce la testa nell’alta finestra aperta nel campo. Lo scudo fra due rami di quercia e d’alloro decussati alla base è timbrato dalla corona urbica del rango di città”.

Il nome antico era HYDRUS per i Romani, poi HYDRUNTUM in epoca Greco/Bizantina. Deriverebbe dal nome del fiume Idro (dal greco ydrous: “acqua”), che sfocia nel porto (secondo altri dal messapico odronto: “altura”).

L’ “hydra” evocata per assonanza dal toponimo è rappresentata nello stemma civico in forma di serpente (hydra = serpente d’acqua, collegato al nome antico) che sale lungo la torre.

Quest’ultima simboleggia l’antico faro di Otranto (o la vicina Torre del Serpente) sul quale la leggenda narra che una notte vi salì un enorme serpe per bere l’olio di oliva (di evidente alta qualità!) che alimentava il dispositivo di illuminazione.

In verità il rettile indica fortezza, prudenza e traffico di commerci (il simbolo si collega direttamente al celebre “caduceo” di Mercurio, dio del Commercio) e non starebbe assalendo la torre, ma la difende avvolgendola con le sue spire dagli attacchi dei nemici.

Come ogni simbolo ha però anche un significato opposto: il rettile potrebbe richiamare i Turchi che minacciavano la fortezza idruntina (i cittadini della quale quale li vedevano arrivare da lontano a bordo delle loro navi con sinistri velaggi neri). In effetti la città fu vittima di diversi attacchi da parte dei musulmani: il più noto fu quello del 24 luglio1480, allorché gli abitanti riuscirono a resistere per quindici giorni alle orde del sultano Maometto II guidate dal crudele pascià Ahmed “lo sdentato”, alla capitolazione gli ottocento abitanti superstiti alla guida dell’anziano arcivescovo, vennero massacrati perché non vollero abiurare alla fede cristiana (i resti sono ancora oggi conservati nella cosiddetta “cappella del Martiri” nella cattedrale).

Il motto che circonda l’arma della città di Otranto richiama la fedeltà della città alla fede cristiana (secondo la tradizione San Pietro, arrivando dalla Palestina, sarebbe approdato proprio a Otranto) e alla corte imperiale: CIVITAS FIDELISSIMA HYDRUNTI (la città fedelissima di Otranto).

Carlo V concesse il privilegio di timbrare la torre entro lo stemma con la corona imperiale, oggi omessa.

Otranto fu il centro principale del Salento bizantino e “Terra d’Otranto” ha indicato la Provincia (oggi di Lecce) fino al XIX secolo, che portava (e porta tutt’ora, pur con la nuove denominazione di Provincia di Lecce) uno stemma con i colori d’Aragona (con un delfino che morde la luna turca). Nel 1481 la città venne riconquistata dalle armate Aragonesi. Si tentò di far rifiorire l’economia e la vita culturale, ma ormai un nuovo centro stava emergendo nell’entroterra e avrebbe messo in ombra l’antica città bizantina: Lecce.

[cfr. anche lo stemma della Provincia di Lecce].

Nota di Massimo Ghirardi
Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


D’azzurro, alla torre cilindrica d’argento, avvinghiata da una serpe di nero che, risalendo in senso sinistrorso i fianchi di essa torre, introduce la testa nell’alta finestra aperta nel campo… lo scudo fra due rami di quercia e d’alloro decussati alla base è timbrato dalla corona urbica del rango di città.

 

Dallo statuto comunale

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo di rosso…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,