Ospitaletto


Comune di Ospitaletto – (BS)

Informazioni

  • Codice Catastale: G170
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 13974
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Centro già esistente forse nel periodo romano come mutatio Tetellus, una “statio” con “mutatio”, cioè una di quelle “stazioni di posta” romane che venivano costruite lungo le vie principali ogni 15 miglia, e che fornivano assistenza ai viaggiatori e di supporto alle truppe. Si sa dai documenti che questa Tetellus si trovava a metà strada tra Telgate e Brixia, e si è ipotizzato che potesse essere stata il primo nucleo dell’odierna Ospitaletto. Ma l’ipotesi non è mai stata confermata da alcuna prova. Nel periodo medioevale è certamente documentato e funzionava ancora come ospizio dipendente dal monastero dei Santi Faustino e Giovita, offriva ospitalità ai viandanti e soprattutto ai pellegrini col nome Campedellus nell’843, poi con quello di Hospitale Ducis (“Ospizio del Duca”) forse per via di una rifondazione da parte del duca longobardo di Brescia. Il successivo nome di Hospitale Denni, attestato nel 1369 è dovuto alla erronea interpretazione dell’abbreviazione documentale “Hospitale D.ni” (per “Ospizio del Signore”) e risulta essere un Comune autonomo, troviamo poi le denominazioni di Hospitale Sancti Jacobi (Ospizio di San Giacomo) e solo dal 1385 è documentato nel catasto visconteo come Comune de Hospedaleto e nel 1505 come Hospitaletum: “…detto del Duca nelle carte medioevali, fondato lungo la via Milanese all’epoca longobarda” (Gnaga 1937).

La curiosa figurazione “agreste” dello stemma si trova già rappresentato sulla facciata della locale chiesa di Santa Maria di Lovernato, risalente al XV secolo1; dove la vanga (forse in origine un vomere di aratro, similmente alla vicina Travagliato) è affiancata da due quaglie e da due rami di lupino, queste ultime probabilmente erano rami di quercia e riferibili al toponimo di Lovernato, il nucleo più antico del capoluogo, il cui nome è probabilmente derivato dal dialettale “lòer” (‘quercia’). Tra il XVI e il XVII secolo, probabilmente a causa delle devastazioni subite dalle varie guerre, gli abitanti di Lovernato preferirono raccogliersi presso l’Ospedaletto di San Giacomo che, essendo struttura religiosa, garantiva l’immunità giuridica e una certa protezione contro lo scorrerie delle soldataglie.

Si blasona: “D’argento alla punta di vanga accostata da due piante di lupino, fruttifere d’oro attraversate alla base da due quaglie addossate, il tutto al naturale”, mentre il gonfalone è un drappo partito di verde e di bianco.

(1): nello stemma in uso sono rappresentate anche le sezioni di timpano della facciata che formano una curiosa “cornice” alle figure emblematiche. In alcune versioni lo scudo è partito di verde e d’argento.


Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
Foppoli M. STEMMARIO BRESCIANO. Gli stemmi delle città e dei Comuni della Provincia di Brescia. Provincia di Brescia/Grafo, 2011.
Gnaga A. VOCABOLARIO TOPOGRAFICO-TOPONOMASTICO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA. Tipografia Orfani, Brescia 1937 (p. 425).

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento alla punta di vanga accostata da due piante di lupino, fruttifere d’oro attraversate alla base da due quaglie addossate, il tutto al naturale”

Blasone di Marco Foppoli

Colori dello scudo:
argento

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo partito di verde e di bianco…”

Colori del gonfalone: bianco, verde
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,