Nonantola


Comune di Nonantola – (MO)

Informazioni

  • Codice Catastale: F930
  • Codice Istat:
  • CAP: 41015
  • Numero abitanti: 15489
  • Nome abitanti: nonantolani
  • Altitudine: 24
  • Superficie: 24
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 9.9

Storia dello stemma e del comune

Narra la leggenda che il Duca del Friuli Anselmo, cognato del re longobardo Astolfo, dopo una brillante carriera militare si trasferisse nei territori padani da poco conquistati per fondarvi una comunità monastica, dove ritirarsi per seguire la regola benedettina insieme ad un gruppo di compagni.

 

Re Astolfo, il 18 febbraio 752 dalla capitale Pavia, redasse una donazione in favore del cenobio e riconobbe Anselmo come abate dando l’incarico di sfruttare quelle terre incolte: da allora l’abbazia sarà sempre protetta dai re longobardi, prima, e dagli imperatori tedeschi poi (i quali erano anche i successori dei Longobardi al trono d’Italia).

 

Rapidamente sorse un grande complesso dedicato a San Silvestro I papa e, dopo la sua santificazione, ad Anselmo, che divenne uno dei più potenti monasteri europei. Nell’813 l’abate Adelardo, cugino dell’Imperatore Ludovico il Pio, venne a Nonantola per conferire all’abate Pietro l’incarico di messo a Costantinopoli, dove si recò con Amalario arcivescovo di Trèviri per incontrare il Basileus (titolo dell’Imperatore d’Oriente) Leone V Armeno e concordare la pace tra le due potenze.

 

Matilde di Canossa protesse e sostenne l’abbazia che, in quel periodo, ebbe un celebre Scriptorium e finanziò la costruzione della grande basilica voluta dall’abate Gottescalco del 1058 lo stesso che concesse ai cittadini nonantolani vasti territori in godimento perpetuo, che costituirono il nucleo della celebre Partecipanza Agraria, tutt’ora riconosciuta e vitale.

 

Nel 1083 i bolognesi, che ne avevano conquistato i territori, li restituirono ai modenesi con garanzia di non vendicarsi sul monastero per la fedeltà dimostrata durante la dominazione felsinea.

 

Nel 1238 Modena e i territori soggetti furono assegnati ad Obizzo d’Este, marchese di Ferrara.

 

Nel 1514 l’abate commendatario Gian Matteo Sertorio affidò l’abbazia all’osservanza Cistercense.

 

Nel 1560 fu abate commendatario di Nonantola il cardinale Carlo Borromeo, che istituì nel Monastero un Seminario per la formazione del clero.

 

Lo stemma della comunità di Nonantola è descritto nell’inventario della chiesa abbaziale conservato in sola minuta incompleta del notaio Paolo Ponzio, redatto per volere di padre Bartolo Brunelli, monaco benedettino, vicario generale e commissario dell’abate Gurone d’Este (1449-1484). È di poco posteriore all’anno 1475, durante il quale si tenne una solenne ostensione delle reliquie di San Silvestro, citata nel testo. Contiene una dettagliata descrizione del vano ecclesiale, l’elenco dei libri liturgici allora in uso nell’abbazia e l’elenco degli arredi e paramenti liturgici.

 

Lo stemma del Comune di Nonantola, derivato molto probabilmente a quello antico dell’Abbazia, è stato riconosciuto con Regio Decreto del 28 febbraio 1864: “D’argento al libro di nero, chiuso, la testa inferiore ed il davanti di rosso, sormontato da una mitra al naturale [abbaziale, bianca, con fregi dorati], caricata di due bastoni pastorali d’oro affrontati, decussati ed attraversanti anche sul campo; ed accompagnato dalle sillabe NO NA TU LA in lettere maiuscole romane di rosso ordinate in rombo, la prima e la terza nei fianchi destro e sinistro rispettivamente, la seconda sormontata da un segno di abbreviazione in capo, l’ultima in punta”.

 

Questo è l’esito di uno stemma pressoché identico che aveva il campo d’argento al palo di nero, con sovrapposte le altre figure, attualmente portato dalla Partecipanza Agraria di Nonantola.

 

Note di Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

Fangarezzi, Riccardo – L’ANTICO STEMMA DI NONANTOLA. Alcune considerazioni araldiche con suggestioni sul Quattrocento artistico ed ecclesiastico nonantolano a partire da un catalogo di codici liturgici, compreso un inventario della basilica di S. Silvestro conservato nell’archivio abbaziale. Acc. Naz. Sci. Lettere Arti di Modena; Memorie Scientifiche, Giuridiche, Letterarie. Ser. VIII, v. VIII, fasc. II. Modena, 2005

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


D’argento al libro di nero, chiuso, la testa inferiore ed il davanti di rosso, sormontato da una mitra al naturale [abbaziale, bianca, con fregi dorati], caricata di due bastoni pastorali d’oro affrontati, decussati ed attraversanti anche sul campo; ed accompagnato dalle sillabe NO NA TU LA in lettere maiuscole romane di rosso ordinate in rombo, la prima e la terza nei fianchi destro e sinistro rispettivamente, la seconda sormontata da un segno di abbreviazione in capo, l’ultima in punta”.

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 28/02/1864
    • Regio Decreto (RD) di concessione – 11/12/1933