Nomaglio


Comune di Nomaglio – (TO)

Informazioni

  • Codice Catastale: F927
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 320
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

In latino “Fundus Nomalius”, cioè “la terra di Nomalius”, dal nome personale di un oscuro personaggio e che ha probabilmente dato origine al toponimo di Nomaglio.

Storicamente ebbe una certa rilevanza per aver ospitato la residenza dei signori di Settimo Vittone, gli Enrico, feudatari di molte località del circondario, dai rami di Giampietro discesero gli Enrico di Guampietro, poi solo Giampietri, che furono conti di Montestrutto, Quincinetto, Tavagnasco e Nomaglio, poi estintisi nel XVIII secolo, nei Mola di Beinasco, provenienti da Carignano, a loro volta discendenti da Giacomo Mola, signore di Carmagnola nel XII secolo, che assunsero il cognome Mola di Nomaglio.

Lo stemma civico però presenta la figura di una “maglio” meccanico d’oro, adottato quale figura emblematica per l’assonanza con il nome del Comune.

È stato concesso, unitamente al gonfalone, con D.P.R. n. 4142 del 15 settembre 1988, dove si blasona: “Troncato: nel primo, di rosso, all’antico maglio da ferriera, di oro; nel secondo, interzato in palo, di rosso, di azzurro, di rosso, alla bordatura d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

Il gonfalone è descritto come: “Drappo di azzurro riccamente ornato di ricami d’argento Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto azzurro, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Il maglio, sorta di grande martello a uno o più teste, era uno strumento azionato dall’energia idraulica, utilizzato per la battitura di diversi materiali (lana, carta, metalli…) molto diffuso fin dall’antichità. Quello adottato nello stemma è un tipo “da ferriera”, quindi destinato alla lavorazione dei metalli estratti dalle locali antiche miniere.

Si può considerare un simbolo dell’economia industriale rurale, anche se, in loco, erano più diffusi i mulini ad acqua, come quello ancora esistente e specializzato nella macinatura delle castagne (e oggi parte integrante dell’Ecomuseo della Castagna).

La tradizione popolare vuole che un maglio idraulico sia effettivamente esistito nella zona, annesso ad una fucina, che sarebbe però stato distrutto da una grande frana che generò la locuzione “No maglio!” (‘non più il maglio’).

Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p. 523.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Anna Bertola

Stemma Ufficiale


Logo


Altre immagini


Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo araldico


“Troncato: nel primo, di rosso, all’antico maglio da ferriera, di oro; nel secondo, interzato in palo, di rosso, di azzurro, di rosso, alla bordatura d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
azzurro, rosso
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
maglio da ferriera
Pezze onorevoli dello scudo:
bordatura
Attributi araldici:
antico, interzato in palo

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini


Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo Araldico


“Drappo di azzurro riccamente ornato di ricami d’argento Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto azzurro, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) n. 4142 di concessione – 15/09/1988