Naso


Comune di Naso – (ME)

Informazioni

  • Codice Catastale: F848
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 4107
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Naso è una città storica della Città Metropolitana di Messina, sorge su un colle dei monti Nebrodi a 498 m. sul livello del mare, il suo territorio, fino al 1925 comprendeva anche quello di Capo d’Orlando, che in quell’anno ottenne l’autonomia amministrativa.

 

Secondo il mito venne fondata da uno dei figli di Eolo, re dei venti, Agatirno nel 1218 a,C. con il nome di Agatirso.

 

In epoca normanna, nel 1094, il territorio è compartito tra il nobile cavaliere normanno Goffredo di Garres e l’abate del monastero di San Bartolomeo di Lipari. La fondazione della città non dovrebbe risalire molto addietro a questa epoca.

 

Fu poi feudo dei Ventimiglia, Carlo Ventimiglia ne ottenne il titolo comitale e, per la sua importanza strategica, ebbe il titolo di “città”.

 

San Cono (o Conone) Navacita nacque a Naso (del quel oggi è patrono) nel 1139, figlio del conte normanno Anselmo, governatore della città. Seguendo la chiamata del Signore abbandonò la casa da adolescente per ritirarsi nel convento di San Basilio.

 

Trasferito al Convento di Fragalà, nel comune di Frazzanò, ebbe come maestri spirituali san Silvestro da Troina e san Lorenzo da Frazzanò, che lo prepararono al sacerdozio. Conone, dopo l’ordinazione, continuò a manifestare segni di vocazione all’eremitaggio e, col permesso dei superiori, si ritirò in una grotta, che prese il nome di Rocca d’Almo. Ben presto la sua fama di santità superò i confini della regione e richiamato al monastero dai suoi superiori, fu eletto abate.

 

Di ritorno a Naso dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, elargì ai poveri la ricca eredità del padre e si ritirò nella grotta di San Michele.

 

Quando la città venne tormentata da un morbo contagioso: i nasitani si rivolsero allora all’abate che, con la preghiera, ottenne da Dio la liberazione dalla malattia.

 

Secondo un’altra leggenda l’abate Cono fece realizzare una recinzione di ferro incandescente intorno alla città, che evitò l’incursione dei Saraceni.

 

Morì a 97 anni: il 28 marzo 1236, Venerdì Santo. Canonizzato nel 1630, san Cono è patrono di Naso.

 

Lo stemma del Comune mostra un naso tra due orecchi, evidente esempio di stemma “parlante”, questa figurazione venne curiosamente messa in relazione al patrono, San Cono, che venne invocato contro contro i mali degli orecchi e del naso.

 

Si può blasonare: “Troncato: al primo d’azzurro al leone coronato d’oro; al secondo d’argento al naso accostato da due orecchi, il tutto al naturale. Corona da conte”.

 

La corona ricorda l’antico status di capitale della contea.

 

Il Comune, nello Statuto comunale blasona in questo modo lo stemma: “Corona di conte costituita da un cerchio in oro gemmato e cordonato ai margini, cimato da nove perle visibili sostenute da punte. Scudo sagomato e troncato, con ai lati: volute, palmette contrapposte ed una perla ad ognuna delle quattro estremità. Nella parte superiore dello scudo: Leone rampante di profilo a sinistra, con corona comitale a cinque punte. Nella parte inferiore: naso fra coppia di orecchie contrapposte”.

La descrizione è inesatta dal punto di vista araldico infatti:

  • non viene definito lo smalto del campo;
  • la parte superiore dello scudo, in araldica si definisce “primo”;
  • un leone rampante è di per sé di profilo non può rampare in maestà (di fronte);
  • il leone non è volto a sinistrama a destra (araldicamente parlando), sua posizione di default;
  • la corona del leone è una “corona all’antica” e può avere tre o cinque punte;
  • contrapposto, in araldica, non esiste, ma due figure quando sono una di fronte all’altra e in posizione speculare si dicono affrontate;
  • lo smalto delle orecchie e del naso non sono definiti.

Abbiamo comunque voluto inserire il tutto in uno scudo sannitico (regolamentare) per fare una proposta di regolarizzazione.

Il gonfalone viene così blasonato: “Asta verticale con drappo azzurro a coda di rondine pendente da barra trasversale e bordato da frangia in oro. Dall’alto ed al centro del Drappo: iscrizione in oro a semicerchio MUNICIPIO DELLA CITTA’ DI. Corona di conte costituita da cerchio in oro gemmato e cordonato ai margini, cimato da nove perle visibili sostenute da punte. Scudo sagomato e troncato, con ai lati: volume, palmette contrapposte ed una perla ad ognuna delle quattro estremità. Nella parte superiore dello Scudo: Leone rampante di profilo a sinistra, con corona comitale a cinque punte. Nella parte inferiore: Naso fra coppia di orecchie contrapposte. Sotto lo scudo, a completamento dell’iscrizione: NASO”.

Anche qui alcune osservazioni:

  • l’asta dovrebbe essere coperta di panno dei colori del tessuto fissato con bullette metalliche poste a spirale;
  • le bordature e scritte, trattandosi di Comune, dovrebbero essere in argento e non in oro, potrebbero diventare oro nel momento in cui venisse confermato ufficialmente il titolo di città;
  • la descrizione dello stemma è ovviamente inutile trattandosi dello stesso stemma del Comune;
  • la forma del gonfalone non viene definita poiché la legge propone un’unica forma, quella rettangolare, a meno che non si tratti di gonfaloni adottati ad antiquo;
  • cordoni e ricami dovrebbero essere definiti argentati.

 

 

È gemellata con Conversano (Bari).

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi e Bruno Fracasso

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


Corona di conte costituita da un cerchio in oro gemmato e cordonato ai margini, cimato da nove perle visibili sostenute da punte. Scudo sagomato e troncato, con ai lati: volute, palmette contrapposte ed una perla ad ognuna delle quattro estremità. Nella parte superiore dello Scudo: Leone rampante di profilo a sinistra, con corona comitale a cinque punte. Nella parte inferiore: naso fra coppia di orecchie contrapposte.

 

Dallo Statuto comunale

Colori dello scudo:
azzurro
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
leone, naso, orecchia

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,