Montiano


Comune di Montiano – (FC)

Informazioni

  • Codice Catastale: F668
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1710
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Montiano si trova sulle prime pendici dell’Appennino, in una zona caratterizzata da viti e olivi, su un crinale tra le valle del Pisciatello e del Rigossa, molto vicino al capoluogo di Cesena, dal quale dista meno di 10 km.

 

Centro di antica origine si sviluppò alla fine dell’impero romano, quando le popolazioni si rifugiarono sui colli per sfuggire ai barbari invasori, un gruppo prese a riferimento questo luogo dove probabilmente si trovava un tempio dedicato al dio Giano, dal quale “Mons Jani”, ossia “Monte di Giano”, la popolare divinità raffigurata bifronte.

 

Nell’895 la contessa longobarda Ingeralda concede Montiano all’arcivescovo di Ravenna, e l’atto rappresenta la prima testimonianza documentale dell’esistenza del paese.

Durante il Medioevo è lungamente conteso tra le vicine città di Cesena e di Rimini contro le quali la curia di Ravenna lo difenderà e, secondo il censimento redatto dal cardinale Anglic di Grimoard, nel 1371, risulta avere ancora il controllo del paese.

 

Dopo un lungo periodo di dominazione malatestiana, che si estingue nel 1639, Montiano passa agli Spada di Bologna e poi ritorna definitivamente sotto l’influenza della Santa Sede fino all’Unità di Italia.

 

Lo stemma in uso si blasona: “D’azzurro, alla testa bifronte al naturale dalle sembianze a destra virili, a sinistra muliebri, sostenuta dal sommo di un monte di tre cime all’italiana di bruno chiaro, movente dalla punta”.

Si tratta di uno stemma “parlante”: con un monte sormontato dalla testa di Giano bifronte (Monte+Jano).

 

 

Nella raccolta degli stemmi organizzata dal cardinale Gaetano Bedini, nel 1851, per la progettata, ma mai realizzata, visita alle Legazioni di Romagna del papa, lo stemma di Montiano è descritto come “partito d’azzurro e di rosso” e timbrato da corona nobiliare.

Il Comune lo dichiara in uso nello Statuto del 1752 (la cui prima stesura, risalente al 1440, ma non presenta stemma).

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

 

Bibliografia:

 

Plessi A. GLI STEMMI DEI COMUNI DELLE QUATTRO LEGAZIONI. Forni, Bologna 1999, p.451.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Fabio Comandini

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, alla testa bifronte al naturale dalle sembianze a destra virili, a sinistra muliebri, sostenuta dal sommo di un monte di tre cime all’italiana di bruno chiaro, movente dalla punta”.

Colori dello scudo:
azzurro
Oggetti dello stemma:
cima, monte all'italiana, sembianze, sommo, testa bifronte
Attributi araldici:
a destra, a sinistra, movente dalla punta, muliebre, sostenuto, virile

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di bianco leggermente appuntato…”

Colori del gonfalone: bianco

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Depositato al n. 22 degli Stemmi della Legazione di Forlì nell’anno 1851 ed ora conservato presso l’Archivio di Stato di Bologna